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Raffica di temporali non "solo" al Nord Italia. Rischio grandine

Una linea di instabilità attraverserà l'Italia portando rovesci e temporali sparsi: abbiamo messo a confronto oltre dieci modelli matematici per capire quali regioni rischiano davvero i fenomeni più intensi, tra Nord e Centro, e dove invece potrebbe non accadere granché.

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Temporali in arrivo, i modelli matematici a confronto: vediamo le regioni più a rischio

Linea di instabilità o perturbazione? La differenza è sottile

Si è parlato del rischio di temporali, si è parlato della possibilità di vivere questa fase di marcata instabilità atmosferica derivante dal transito di una linea di instabilità e non di una vera e propria perturbazione. Qual è la differenza, sostanzialmente, tra linea di instabilità e perturbazione? In questo caso è abbastanza sottile, anche perché si tratterà comunque di una linea, ovvero di una perturbazione piccola: non di un grosso fronte nuvoloso come quelli che vediamo dal satellite meteorologico durante la stagione autunnale o anche in inverno, ma pure in primavera. Si tratta soltanto di un’area che si aggrega di nuvolosità, con temporali e precipitazioni a carattere temporalesco, soprattutto dove ci sono interferenze con aria calda: l’aria calda tende a salire e a formare i cumulonembi, che sono le nubi del temporale.

Vista questa premessa, siamo andati a vedere le previsioni prospettate dai diversi modelli matematici, che sono parecchi, per intercettare le aree che potrebbero esserne maggiormente interessate. Si tratta di un passaggio che era stato inquadrato già a metà settimana.

Il modello svizzero ad altissima risoluzione

Il primo modello matematico che andiamo a vedere è quello svizzero ad altissima risoluzione. Questo modello raggiunge parte dell’Italia sino all’Umbria, copre tutta la Toscana e le Marche: abbiamo quindi una previsione a nord di questa linea, e dunque su tutto il Nord Italia, che poi è l’area che maggiormente sarà interessata dai fenomeni temporaleschi.

Come dicevo, la risoluzione è molto elevata, infatti nell’osservazione della mappa vediamo numerosissime aree puntiformi, cioè intercetta i vari temporali che si potrebbero avere. Lì il modello matematico svizzero li vede piuttosto violenti sulla Liguria orientale, a sorpresa, e sul nord-ovest della Toscana. Poi molto maltempo in Valle d’Aosta, sicuramente non solo temporali, ma anche precipitazioni senza tuoni o con qualche tuono: pioggia in Valle d’Aosta, precipitazioni abbondanti, non abbondantissime. Piogge piuttosto copiose invece quando si arriva alla pianura e si scavalca l’arco alpino, zona prealpina ovvero alpina a nord, con precipitazioni abbondanti anche sulla Lombardia nord-occidentale. In Lombardia, nell’area sud-orientale, il modello svizzero non vede precipitazioni, poca roba anche su Milano, anche se ad esempio nella zona di Malpensa ci potrebbe essere un temporale.

Il modello tedesco ICON-EU

Passiamo sempre a un modello matematico ad alta risoluzione. A questo punto vediamo quello tedesco del DWD, l’ICON-EU, che però ha una risoluzione minore e copre tutta l’Italia. Vediamo temporali sparsi in Piemonte, questa volta più frequenti sul Friuli Venezia Giulia al confine con la Slovenia, e poi a ridosso delle coste del Lazio meridionale e della Campania: potrebbero quindi colpire le isole a ridosso della Campania. Altra novità, vede temporali sul nord della Sicilia, anche violenti fino a Palermo, addirittura con rischio di nubifragi.

Ancora il modello matematico della Svizzera, ma con risoluzione inferiore

Andiamo poi a vedere un altro modello matematico, sempre svizzero, ma con una risoluzione inferiore. Questo vede temporali intensi nel sud del Lazio, con la regione battuta da fenomeni piuttosto violenti, temporali forti tra le Marche e l’Abruzzo, meno nel Molise, qualche temporale sulle coste della Campania e ancora una volta sulla Sicilia settentrionale e sulle Eolie. Temporali poi sparsi sul Nord Italia, specialmente ancora una volta sul Friuli orientale, e temporali più frequenti sul settore nord-occidentale, tra cui a rischio stavolta soprattutto Milano. Uno scenario che si allinea a quanto già segnalato per il fine settimana.

Il modello europeo ECMWF e la sua versione ad aggiornamento rapido

Il modello matematico europeo ha una risoluzione molto ampia, mondiale. ECMWF vede le precipitazioni soprattutto sull’arco alpino, di minore intensità, però le colloca in particolare sulla Campania, sulla Toscana, sull’Umbria e, come abbiamo detto, sulle aree montane delle regioni settentrionali, quindi zone alpine, ma soprattutto sul settore centro-settentrionale del Piemonte e poi di nuovo sulla Liguria. Piogge in arrivo, a fine validità della previsione, verso lunedì sulla parte meridionale della Puglia. Va detto che un po’ tutta l’Italia vedrebbe delle precipitazioni secondo questo modello, però possiamo considerare che l’accumulo totale in 3-4 giorni intercetta anche il potenziale deposito di rugiada, considerando che c’è un alto tasso di umidità.

Andiamo a vedere il modello matematico europeo con aggiornamento molto rapido, cioè quello intermedio. Sostanzialmente vede una situazione abbastanza simile a quella osservata prima: riduce l’instabilità atmosferica al Sud Italia, però la concentra in Toscana e in Umbria, e sempre sulla fascia alpina e prealpina e in alcune aree della Pianura Padana, soprattutto sul settore occidentale sino ai margini di Milano, e poi sul Friuli Venezia Giulia, in particolare al confine con la Slovenia. Sembra quindi che la parte orientale del Friuli venga coinvolta, poi alla fin fine potrebbe capitare che il temporale si sposti da un’altra parte, perché ora non parliamo della dinamica per cui si sviluppano i temporali. Il modello matematico intercetta, per quanto riguarda le precipitazioni, il rischio che l’evento si verifichi, ma soprattutto per i temporali non è detto che si realizzino proprio nel punto in cui vengono indicati.

Il modello americano GFS taglia fuori la Lombardia

Andiamo al modello matematico americano. Ecco: Lombardia saltata praticamente, precipitazioni quasi inesistenti se non sull’estremo nord-ovest, zona di Livigno per intenderci, Trentino-Alto Adige e poca roba sull’arco alpino. Temporali più intensi sul Lazio settentrionale, sull’Umbria meridionale, sul reatino e poi sulle zone interne dell’Abruzzo. Il GFS, quindi, vede davvero un cambiamento meteorologico irrilevante, devo dire. Vediamo il modello matematico globale americano: fenomeni alpini, in Liguria e nel nord della Toscana, mentre il multimodello indica più o meno le stesse previsioni.

Il modello inglese UKMO e poi ICON

Il modello matematico inglese ha una buona risoluzione: parliamo di UKMO. Vede aree temporalesche piuttosto acute al confine tra la Toscana, l’Umbria e le Marche centro-settentrionali, con rischio di nubifragi, temporali sul Mar Ligure da Monaco verso la Toscana nord-occidentale e sull’Appennino tosco-emiliano, temporali alpini e poca roba sulla Val Padana. Un cambiamento, tutto sommato, osservato dai modelli matematici che non sembra colpire intensamente la pianura: poi vi dirò qual è la mia impressione su tutto questo. Del resto, che il tempo si stia ribaltando lo abbiamo scritto più volte.

Andiamo poi a vedere il modello matematico ICON, che abbiamo già visto prima, questa volta a risoluzione inferiore. Tutto sommato qualcosa in Piemonte e in Friuli Venezia Giulia, poi Liguria orientale e Toscana occidentale e settentrionale, con Firenze colpita. Coste della Campania e soprattutto mare aperto, con temporali marittimi, e qualche temporale sulla Sicilia settentrionale.

Un altro modello matematico, questo tedesco della stessa famiglia, sostanzialmente conferma queste previsioni e quello che abbiamo detto prima: stavolta colpita Napoli, tanto per dirvi, o meglio colpito un po’ tutto, sempre il Friuli orientale. Molto interessante questa situazione temporalesca sul Golfo Ligure, tra Genova e il nord-ovest della Toscana, con qualche temporale sulle aree alpine, più probabile sui settori occidentali e sulla città di Torino.

Le ultime carte

Vediamo un modello matematico canadese: tutto sommato ci indica sempre la possibilità di questi temporali sparsi, questa volta davvero quasi assenti sull’arco alpino. Qualche temporale sul Friuli orientale, qualche temporale sul sud del Piemonte, sempre sulle coste toscane, stavolta temporali sulla Corsica occidentale, temporali e precipitazioni invece su tutta la costa tirrenica sino alla Campania.

Stiamo quasi terminando. Vediamo adesso un modello matematico italiano: questo vede maltempo in Friuli Venezia Giulia con precipitazioni piuttosto abbondanti, soprattutto sulle province di Gorizia e Trieste e al confine con la Slovenia, precipitazioni abbondanti sul nord del Piemonte, poca roba sul milanese, precipitazioni abbondanti sulla parte orientale della Liguria e sul nord-ovest della Toscana fino a Firenze. Temporali e precipitazioni sicuramente quando l’instabilità atmosferica giungerà a ridosso di Roma, quindi nel Lazio, e poi sulle terre emerse della Campania, con temporali marittimi. Andiamo infine a vedere un modello matematico che ormai non usiamo più, quello giapponese: la previsione è un po’ caotica, devo essere onesto, ha poco senso anche commentarla.

Visione d’insieme: dove colpiranno davvero i temporali

Siamo ormai alla fine. In una visione d’insieme, che cosa abbiamo visto? Che i temporali andranno a colpire soprattutto le fasce montane, ci saranno fenomeni sui rilievi. Interessante la situazione temporalesca sul Piemonte, sulla Liguria orientale, sulla Toscana nord-occidentale e sul Friuli Venezia Giulia orientale.

Poi però ve lo devo dire: quando giunge aria instabile su una massa d’aria calda, e comunque anche se le temperature si sono abbassate, sabato in Pianura Padana torneranno a salire, con valori massimi comunque sopra i 30°C, e di notte difficilmente si scende sotto i 20°C. È quindi una situazione meteorologica tropicale. Il tasso di umidità però è calato, non c’è la situazione atmosferica di sabato scorso, tanto per dire, e quindi, quando giungerà questa massa d’aria instabile, non troverà quell’energia spaventosa che c’era in quella giornata. È probabile perciò che non vi siano grandinate devastanti come quelle che ci sono state, ed erano state ampiamente annunciate. Tuttavia i temporali ci saranno, con grandine più sottile, forse, ma non è detto.

Perché i modelli matematici sono ciechi nell’intercettare i temporali sulla pianura

I temporali si formeranno anche dove i modelli matematici non li indicano, e in questo caso mi viene da dire che il rischio in Pianura Padana c’è comunque, perché è un’area che si surriscalda e produce energia. Molto spesso succede che questi modelli matematici, e ne abbiamo analizzati parecchi, siano praticamente ciechi: non intercettano questa potenziale energia disponibile in pianura e non vedono i temporali, che poi invece possono verificarsi anche in varie altre aree d’Italia, proprio per la disponibilità di energia. Laddove transiteranno le masse d’aria instabile, i temporali sono probabili. I modelli matematici, ovviamente, restano la fonte primaria per quanto riguarda le previsioni, però l’esperienza che abbiamo ci insegna anche a formulare valutazioni in controtendenza rispetto al modello matematico: vedremo che cosa succederà.

Nowcasting quando si parla di temporali

Va detto che, quando si parla di temporali e di situazioni meteorologiche di questa tipologia, molto spesso vale parecchio il nowcasting, cioè la previsione a brevissimo termine: si vanno a vedere i radar meteorologici e la situazione locale. Tra le altre cose, anche con i radar meteorologici la previsione può fallire, e parliamo di previsione a soli 60 minuti. Molto spesso succede che osserviamo sul radar un’area temporalesca che sembra molto intensa, se ne intercetta la rotta e la potenziale evoluzione, perché questi strumenti hanno anche questa possibilità, e invece, nonostante l’orizzonte di appena un’ora, il tutto evolve in modo diverso rispetto a quello che era previsto. Dobbiamo quindi considerare proprio questa estrema variabilità.

Stiamo per vivere, dunque, una fase di marcata instabilità atmosferica, perché transiterà una linea di instabilità: le regioni in prima fila sono quelle settentrionali. I modelli matematici e le previsioni che poi andrete a vedere sui vari smartphone o su Internet per la vostra località potrebbero non intercettare, cioè non individuare, il temporale. Sarà opportuno quindi osservare le previsioni a brevissimo termine, ma anche quelle potrebbero fallire, e non è la prima volta che succede, soprattutto d’estate. Nel frattempo, l’estate resta più gradevole ma non priva di insidie, come raccontano anche gli aggiornamenti sulle prossime ore.

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