Quello che possiamo dirvi è che l’attuale cambiamento delle condizioni meteo-climatiche non si risolverà tanto in fretta né tanto facilmente. Osservando le autorevoli proiezioni dei modelli matematici emergono infatti ulteriori disturbi legati alle depressioni nord-atlantiche che stanno prendendo il sopravvento sull’Europa settentrionale.
In realtà, nel corso della prossima settimana potrebbe esserci un miglioramento del tempo, miglioramento dettato dall’espansione di una propaggine anticiclonica verso il Mediterraneo centrale.Tuttavia, è bene essere chiari su una cosa: non si tratterà dell’anticiclone africano, perlomeno non così come lo abbiamo conosciuto fino a qualche giorno fa.
È pur vero che la struttura anticiclonica, pur ritirandosi verso sud, non è poi così distante dal nostro Paese. Tuttavia, il pressing esercitato dalla circolazione oceanica continuerà a tenerla a bada.
Alcuni centri di calcolo internazionali ipotizzano un ulteriore cambiamento a partire da metà settembre, cambiamento che, se confermato, avrebbe notevoli ripercussioni per gran parte dell’ultima decade di settembre. È un’ipotesi, per certi versi, estrema, perché a livello termico potrebbe avere caratteristiche davvero insolite.
Stiamo parlando del graduale isolamento di un’imponente struttura depressionaria a carattere freddo sull’Europa orientale. Tale struttura, qualora dovesse essere confermata, potrebbe davvero espandersi in direzione ovest, inviando a quel punto correnti d’aria fredda anche sulle nostre regioni.
In tal senso, alcune proiezioni termiche lasciano intravedere un vero e proprio tracollo delle temperature nel periodo succitato, crollo che andrebbe a favorire valori decisamente inferiori alle medie stagionali. Abbiamo definito un’ipotesi per certi versi estrema, perché dopo il costante sopra media registrato nei mesi di giugno, luglio, agosto e nella prima decade o quasi di settembre, parlare di temperature inferiori alle medie stagionali avrebbe del clamoroso.
Ovviamente, se tale massa d’aria fresca dovesse realmente riuscire a impattare sulle nostre regioni, gli effetti dei contrasti termici non si farebbero attendere: una nuova fase di marcata instabilità atmosferica andrebbe a colpire le nostre regioni, in quel caso soprattutto la fascia adriatica e il Sud Italia.
Chiaro però che prevedere qualcosa di simile attualmente non è possibile: stiamo pur sempre parlando di un’ipotesi evolutiva e, in quanto tale, non può essere assimilabile a una previsione.
Quei modelli che, al contrario, ipotizzano un tentativo di miglioramento nel corso della prossima settimana lasciano ipotizzare un nuovo peggioramento da ovest-nord-ovest, a causa di un’altra oscillazione depressionaria, stavolta più occidentale. A prescindere da quale delle due ipotesi prevarrà, per rispondere alla domanda posta in apertura emerge evidente una chiara difficoltà da parte dell’alta pressione a riprendere in mano il controllo delle operazioni.
Quindi sì, stante quello che abbiamo analizzato, possiamo affermare che l’estate 2026 è ufficialmente terminata, anche perché è bene ricordarci che tra poco meno di due settimane esordirà ufficialmente anche l’autunno astronomico.