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È stata letteralmente spazzata via. Questo, alla fin dei conti, è il risultato che sta producendo il severo peggioramento delle condizioni meteo-climatiche che stiamo registrando proprio in queste ore

 

Peggioramento che stavolta non è stato minimamente scalfito dai vari aggiornamenti modellistici, confermando l’ormai imminente passaggio di testimone tra qualche residuo della stagione estiva e l’autunno. Le cause del cambiamento sono ben note: un’ampia struttura depressionaria nord-atlantica — in realtà sono diverse, posizionate sul Nord Europa — sta inviando aria molto fresca verso sud e il progressivo ingresso sul Mediterraneo non può far altro che innescare pesanti contrasti termici.

 

Fino a qualche giorno fa sussistevano ancora dei dubbi circa l’eventuale sviluppo di un vortice di bassa pressione sui nostri mari, dubbi riguardanti soprattutto i modelli matematici. Per quel che ci riguarda, invece, in virtù dell’enorme gradiente termico verticale, ritenevamo la genesi di una depressione secondaria assai probabile.

 

Ipotesi che attualmente viene evidenziata da tutti i principali modelli matematici ad alta risoluzione, modelli che ci mostrano un vortice ciclonico in sviluppo tra il Mar Ligure e il Tirreno settentrionale e in successiva evoluzione verso levante.

 

Uno scenario che, ovviamente, esporrà il Nord prima, poi gran parte delle regioni centrali, a un’ondata di maltempo che si conferma particolarmente severa. In tal senso vi invitiamo, come consuetudine, a consultare i vari bollettini che verranno rilasciati dalle autorità competenti, in quanto la fenomenologia attesa sarà particolarmente intensa.

 

Proprio in virtù del gradiente termico verticale, si andranno a sviluppare imponenti nubi convettive che scaricheranno al suolo ingenti quantità di pioggia, con annessi tuoni, fulmini, grandinate e colpi di vento.

 

Come detto, le regioni settentrionali saranno le più colpite. Un occhio di riguardo andrà prestato in modo particolare all’Emilia-Romagna e, più in generale, al Triveneto, laddove nelle prossime 48 ore gli accumuli di pioggia potrebbero superare abbondantemente i 100 mm. Alcune proiezioni pluviometriche ipotizzano addirittura picchi di oltre 200 mm. Si tratta di proiezioni da tenere in debita considerazione, perché potrebbero causare situazioni di disagio.

 

Per quanto riguarda le regioni del Sud e le due isole maggiori, ci aspettiamo un progressivo incremento dell’instabilità atmosferica nella seconda parte della settimana. Instabilità atmosferica che sarà accompagnata da un vero e proprio crollo delle temperature e da venti sostenuti dai quadranti occidentali.

 

Anche in questo caso ci aspettiamo dei temporali a carattere di nubifragio, accompagnati da grandinate e colpi di vento. Come detto, l’altro aspetto rilevante sarà quello termico: infatti, le temperature sono destinate a calare abbondantemente su tutte le nostre regioni.

 

Mediamente perderemo dagli 8 ai 10 gradi, ciò significa che torneremo grosso modo in linea con le medie stagionali. Non solo: in concomitanza dei fenomeni più consistenti e persistenti si potranno registrare persino temperature inferiori alle medie stagionali. Rispetto a quanto vissuto fino a poche ore fa, ovvero il caldo africano che continuava a imperversare praticamente ovunque, lo possiamo definire un vero e proprio shock termico.

 

Stiamo cancellando, in men che non si dica, un’estate 2026 che dal mese di giugno fino alle scorse ore è stata letteralmente dominata dall’anticiclone subtropicale. A chi ci domanda se l’estate è davvero finita, la risposta è sì, perlomeno è terminata così come l’abbiamo vissuta per oltre tre mesi di fila.

 

Sicuramente non mancherà occasione per delle belle giornate, ma osservando le proiezioni modellistiche a più lungo periodo possiamo dirvi che, al momento, non si intravedono nuovi picchi di caldo da far nuovamente gridare all’estate rovente.

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