La redazione del sito web Meteo Giornale ha voluto intervistare Giuseppe Proietti, nostro collaboratore ed esperto in tendenze a lungo termine, per fare chiarezza sui possibili scenari dei prossimi due mesi.
Come saranno i prossimi mesi?
Prima di tutto, vogliamo evidenziare le proiezioni stagionali del Centro Europeo ECMWF. Già nel mese di Giugno, infatti, le temperature potrebbero portarsi diffusamente oltre la media stagionale, con anomalie fino a +1,5/+2°C su gran parte dell’Europa e dell’Italia. Sembra poco, ma indicherebbe comunque un altro mese appena al di sopra delle medie tipiche di riferimento. Senza voler toccare valori estremi come il Giugno dell’anno scorso, quest’anno potrebbe essere meno estremo ma comunque ben caldo.
Come saranno il caldo e l’anticiclone?
L’avvio dell’estate potrebbe essere dominato da condizioni meteo caratterizzate da caldo abbastanza intenso, favorito dalla presenza sempre più frequente dell’anticiclone africano sul bacino del Mediterraneo. Secondo le elaborazioni dell’ECMWF, il mese di Giugno potrebbe registrare valori termici superiori alle medie climatiche quasi ovunque. Le regioni maggiormente esposte sarebbero quelle del Centro-Sud e le Isole Maggiori, dove i termometri potrebbero facilmente superare i 30-32°C durante le prime ondate di calore stagionali. A coadiuvare questa tendenza, c’è una mappa che parla chiaro.
Sarà sempre e solo sole?
Chiaramente no, perché anche in un mese molto caldo e secco possono verificarsi rapide e intense perturbazioni. Quando le temperature risultano molto al di sopra delle medie tipiche di riferimento per diverse settimane, l’atmosfera, caricandosi progressivamente di calore e umidità, accumula enormi quantità di energia potenziale. E questa non è una bella cosa, perché potrebbe aumentare il rischio di fenomeni temporaleschi molto intensi.
Una sorta di doppia faccia?
Sì, saremmo di fronte a una sorta di bipolarismo meteo: da una parte il dominio dell’alta pressione e delle temperature elevate, dall’altra il crescente rischio di eventi violenti quando masse d’aria più fresche riescono a penetrare nel Mediterraneo. Sappiamo che, di tanto in tanto, qualche perturbazione riesce a valicare le Alpi e a scaricare i propri temporali sulla Valle Padana. Se trova un’atmosfera molto calda e altrettanto umida, i danni possono essere notevoli – esattamente come è successo con crescente frequenza nelle ultime stagioni.
E cosa ci dice per luglio?
Notizie preoccupanti. La situazione potrebbe diventare ancora più critica, paradossalmente. Le ultime proiezioni climatiche indicano anomalie termiche persino superiori, con scarti fino a +3°C rispetto alle medie di riferimento su molte aree del continente europeo. Il caldo potrebbe risultare eccezionale non soltanto in Italia, ma anche in Francia, Spagna, Germania e persino fino alla Scandinavia – una vera e propria anomalia da rosso fuoco. È come se l’anticiclone africano fosse sempre più il dominatore assoluto dello scacchiere europeo, soprattutto nel periodo caldo.
Cosa potrebbe esserci in Italia?
Il mese centrale dell’estate potrebbe essere segnato da ripetute ondate di calore africano capaci di far impennare le temperature oltre i 35-40°C in molte città. Le aree più esposte sarebbero la Val Padana, le zone interne della Sardegna e della Sicilia e diverse regioni del Centro-Sud peninsulare. Non dimentichiamoci poi che c’è anche un altro problema, quello delle temperature minime: quando si registrano anomalie così forti, se da un lato è bene evitare di uscire nelle ore più calde, il problema sussiste anche di notte, perché la sera non riesce ad abbassarsi adeguatamente.
C’è pure il problema siccità?
Assolutamente. Un altro elemento di forte preoccupazione è rappresentato proprio dalla scarsità di precipitazioni, in alcuni casi pressoché totale. La mancanza di piogge potrebbe aggravare ulteriormente la crisi idrica in molte aree del Paese, mettendo sotto pressione agricoltura, riserve idriche e produzione energetica.
C’è poi un altro aspetto da considerare: i terreni particolarmente secchi tendono ad assorbire con maggiore difficoltà le precipitazioni improvvise e intense, aumentando il rischio di allagamenti e dissesto idrogeologico. Inoltre, più è secco un terreno e maggiore è la sua capacità di surriscaldarsi, facendo impennare le temperature massime – grazie anche a un soleggiamento ormai prossimo ai massimi annuali.
E invece i temporali estremi?
Sarà un rischio con cui dovremo fare i conti nei prossimi mesi. Il Mediterraneo, sempre più caldo, funziona come un enorme serbatoio di energia termica. Durante l’estate accumula quantità eccezionali di calore che possono essere liberate improvvisamente quando l’alta pressione mostra i primi segnali di cedimento. Ricordiamo che non serve una perturbazione in stile autunnale: basta un semplice calo della quota dei geopotenziali per far scaturire temporali molto violenti.
In questi casi possono svilupparsi le cosiddette supercelle. Si tratta di temporali caratterizzati da moti rotatori interni che possono produrre nubifragi intensi, grandinate di grosse dimensioni e raffiche di vento estremamente forti, note in gergo tecnico come downburst.
Negli ultimi anni episodi di questo tipo sono diventati sempre più frequenti anche in Italia, soprattutto al Nord, dove il contrasto tra il caldo accumulato nei bassi strati e l’ingresso di aria fresca in quota crea le condizioni ideali per fenomeni violenti. Già a Maggio abbiamo avuto grandinate eccezionali, ma nulla in confronto a quello che potrebbe accadere se si venissero a creare le condizioni perfette per lo sviluppo di fortissimi temporali nelle prossime settimane.
Ma allora possiamo chiamarlo maltempo anticiclonico?
Non ce ne vogliano gli amanti dell’estate e del caldo, ma questo termine ossimorico è assolutamente valido. Sia questa, sia le future ondate di caldo – intendiamo nei prossimi anni e decenni – non dovrebbero essere considerate soltanto periodi di bel tempo stabile, ma vere e proprie ondate di maltempo anticiclonico, capaci di produrre gravi conseguenze su ecosistemi, salute umana e blackout energetici.
L’Estate 2026 potrebbe essere l’ennesimo esempio di un evento meteo estremo: da una parte il rischio di temperature eccezionalmente elevate e persistenti, dall’altra la possibilità di improvvisi break temporaleschi in grado di generare eventi severi. Altro che bella stagione…
Credit:
- ECMWF – Seasonal Forecast – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
- Climate Impact Company – Summer 2026 Drought Outlook for Europe – Previsioni siccità estate 2026 per l’Europa
- WMO – World Meteorological Organization – Aggiornamenti sul Riscaldamento Globale e le anomalie termiche globali
- Copernicus Climate Change Service – Monitoraggio delle anomalie termiche in Europa
- NASA Global Climate Change – Dati sulle temperature globali e tendenze climatiche