L’analisi di ARPA Lombardia sulle cinque stazioni storiche racconta un trimestre da primato, con piogge nella norma e un’afa che ha reso il caldo più pesante. Noi di Meteo Giornale abbiamo analizzato, anche in aggiunta, Milano Linate, Milano Malpensa, Bergamo Orio al Serio e Brescia Ghedi, al fine di ottenere un quadro più completo.
La stagione estiva appena conclusa, riferita ai mesi di giugno, luglio e agosto, è stata per la Lombardia la più calda in assoluto dal 1951, mentre le precipitazioni registrate sono complessivamente nella norma secondo ARPA Lombardia. L’analisi è del centro regionale Idrometeo e Clima della direzione tecnica Monitoraggi e Prevenzione del rischio naturale di ARPA Lombardia e prende in considerazione – con dati che partono proprio dal 1951 – i valori di cinque stazioni rappresentative del territorio che si trovano a Milano, Pavia, Mantova, Brescia e Sondrio. Quindi, non i dati storici. Sarebbe interessante avere analizzare i dati di Milano Brera che vedremo di valutare nel seguito.
Un’anomalia che non ha precedenti in settantacinque anni di misure
Quest’anno l’estate ha registrato una differenza di temperatura media di +3,1°C rispetto al periodo 1991-2020, il riferimento standard usato dalla climatologia, e si tratta del valore più elevato in assoluto: supera i precedenti record delle estati 2003 (+2,8°C) e 2022 (+2,7°C). Tre gradi di scarto su una media stagionale non sono un picco isolato, ma lo spostamento di un intero trimestre verso l’alto, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Chi segue le serie storiche sa quanto sia difficile smuovere una media di novanta giorni: eppure è successo, e con un margine che ha lasciato indietro l’estate del 2003, quella che per vent’anni era stata il termine di paragone di ogni discorso sul caldo in Nord Italia.
Del resto i segnali erano arrivati per tempo. Già a metà luglio si ragionava sul fatto che l’estate 2026 rischiava di diventare la più calda di sempre, con l’anticiclone subtropicale che rientrava sul bacino del Mediterraneo ogni volta che sembrava aver mollato la presa.
Cinque ondate di calore e i due giorni da ricordare
Complessivamente in Lombardia ci sono state cinque ondate di calore, con le giornate più calde in assoluto del 28 giugno e del 5 agosto, con una massima a Milano di 37,8°C e punte anche oltre i 39°C sulla pianura meridionale, tra le province di Lodi, Cremona, Mantova e Brescia. Il caldo non ha risparmiato nemmeno i fondivalle: lo stesso picco di 37,8°C è stato raggiunto anche l’11 agosto a Sondrio. E questo, francamente, è il dato che colpisce di più. La Valtellina è una valle alpina, aperta e ventilata, non una conca di pianura: vederla allineata ai valori del Basso Lodigiano dice molto su quanto l’aria calda si fosse spinta in quota. Un’ondata come quella di luglio, del resto, era stata seguita passo passo dai modelli matematici GFS ed ECMWF, che continuavano a rimandare la rottura del campo di alta pressione.
L’umidità, il moltiplicatore che i termometri non registrano
Va detto una volta per tutte: quello che le stazioni hanno misurato è solo metà della storia. In Pianura Padana l’estate lavora come una serra, con il vapore acqueo che resta intrappolato nei bassi strati e l’aria che si satura in fretta. Con tassi di umidità così alti la temperatura percepita è risultata quasi sempre superiore a quella letta sui termometri, in certi giorni di parecchi gradi. Il motivo è semplice e riguarda la fisiologia prima ancora della meteorologia: il sudore raffredda il corpo evaporando, e se l’aria attorno è già carica di vapore quell’evaporazione rallenta fino quasi a fermarsi. Il termometro segna 34°C, il corpo ne avverte molti di più. Ecco perché lo stress da calore, in Lombardia, ha morso più che in tante località del Sud Italia dove il valore assoluto era pure più alto ma l’aria restava secca.
La persistenza, la vera firma dell’estate 2026
Una delle peculiarità più importanti dell’estate 2026, spiega il centro Idrometeo e Clima, è stata la persistenza del caldo. A Milano per oltre un mese, dal 13 giugno al 19 luglio, le temperature massime hanno sempre superato i 30°C, una continuità che si è poi riproposta tra il 25 luglio e il 20 agosto. Una soglia, quella dei 30°C, superata nel trimestre 75 giorni, rispetto ai 73 del 2022.
I dati disponibili per l’estate 2026 raccontano un caldo persistente anche nel dettaglio: tra giugno e agosto si contano 74 giornate con temperature massime superiori a 30°C, delle quali 25 oltre i 35°C.
In 56 giornate la minima è rimasta sopra i 20°C, superando persino i 25°C in tre occasioni. Agosto spicca con 13 giornate oltre i 35°C e 22 minime superiori a 20°C. Il caldo è proseguito nei primi sette giorni di settembre (oggi siamo all’ottavo), tutti con massime oltre i 30°C: il totale dal primo giugno sale così a 81 giornate sopra questa soglia e 61 minime oltre i 20°C. Sono le cosiddette notti tropicali, quelle in cui la città non riesce a smaltire il calore accumulato di giorno e il riposo diventa un problema sanitario, non un capriccio. Nelle città, nei centri urbani anche minori, le temperature minime sono state anche superiori, aggavando l’entità del caldo.
Milano Linate, Ghedi, Orio al Serio e Malpensa
A Milano Linate, i dati disponibili per l’estate 2026 raccontano un caldo persistente: tra giugno e agosto si contano 74 giornate con temperature massime superiori a 30 °C, delle quali 25 oltre i 35 °C. In 56 giornate la minima è rimasta sopra i 20 °C, superando persino i 25 °C in tre occasioni.
Agosto spicca con 13 giornate oltre i 35 °C e 22 minime superiori a 20 °C. Il caldo è proseguito nei primi sette giorni di settembre, tutti con massime oltre i 30 °C: il totale dal primo giugno sale così a 81 giornate sopra questa soglia e 61 minime oltre i 20 °C.
A Brescia Ghedi, l’estate 2026 ha fatto registrare 66 giornate con temperature massime superiori a 30°C, delle quali 11 oltre i 35°C. Il caldo si è fatto sentire anche nelle ore più fresche: in 64 giornate su 92 la minima è rimasta sopra i 20°C, superando i 25°C in cinque occasioni. Luglio spicca per la persistenza delle minime elevate, con 27 giornate sopra i 20°C. Agosto concentra invece otto delle undici massime superiori a 35°C, con un picco di 37,1°C il 6 agosto. Il giorno successivo la minima ha raggiunto 26,4°C, il valore più alto della serie. Il caldo è proseguito a settembre: nei primi sette giorni tutte le massime hanno superato i 30°C. Considerando anche la minima dell’8 settembre, il bilancio dal primo giugno sale a 69 giornate con minima oltre i 20°C e 73 con massima oltre i 30°C.
A Bergamo Orio al Serio, l’estate 2026 ha registrato almeno 61 giornate con temperature massime superiori a 30°C, delle quali 11 oltre i 35°C. In 55 giornate la minima è rimasta sopra i 20°C, superando anche i 25°C in quattro occasioni. Luglio e agosto hanno contato ciascuno 21 minime superiori a 20°C. Agosto ha concentrato sette delle undici giornate oltre i 35°C, ma il picco estivo più elevato è stato raggiunto l’8 luglio, con 37,5°C. Le minime più alte, pari a 25,5°C, risalgono al 27 e 28 giugno. Il caldo è proseguito a settembre, con sei giornate oltre i 30°C nei primi sette giorni. Includendo la minima dell’8 settembre, il totale dal primo giugno sale a 60 giornate con minima sopra i 20°C e almeno 67 con massima oltre i 30°C. Mancano tre massime estive e quella dell’8 settembre, perciò i superamenti effettivi potrebbero essere più numerosi.
A Milano Malpensa, l’estate 2026 ha registrato almeno 72 giornate con temperature massime superiori a 30°C, delle quali 15 oltre i 35°C. In 47 giornate la minima è rimasta sopra i 20°C, senza mai superare i 25°C: il valore più elevato è stato di 24,8°C il 27 giugno. Luglio spicca per la continuità del caldo diurno, con 29 giornate accertate oltre i 30°C e una massima mancante. Agosto concentra invece nove delle quindici giornate sopra i 35°C e 21 minime superiori a 20°C. Il picco estivo è stato raggiunto il 5 agosto, con 36,9°C. Nei primi sette giorni di settembre, sei massime hanno superato i 30°C. Includendo la minima dell’8 settembre, il bilancio dal primo giugno sale a 49 giornate con minima oltre i 20°C e almeno 78 con massima sopra i 30°C. Le quattro massime mancanti potrebbero aumentare il conteggio dei superamenti.
Piogge nella norma
Il capitolo precipitazioni merita una riga a parte, perché smonta un’equazione che diamo troppo spesso per scontata. Estate calda non significa automaticamente estate secca: le piogge in Lombardia sono state complessivamente nella norma, concentrate però in episodi temporaleschi che scaricano molta acqua in poco tempo e lasciano il terreno arido nelle settimane intermedie. Un totale accettabile per la statistica, ma con conseguenze che hanno portato ad una condizione di siccità buona parte della regione, con l’ingiallimento dei prati. Piogge mal distribuite, quindi, inefficaci in varie circostanze, meno temporali rispetto alla media a nostro avviso, e poi devastanti grandinate. La più discussa è stata quella di Cremona e aree circostanti, con devastazioni, non solo danni.
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