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Ormai possiamo dirlo: il quadro meteo-climatico sta per cambiare definitivamente. L’estate, così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, a partire da mercoledì non ci sarà più

 

I modelli matematici confermano un cambio di circolazione a dir poco prepotente, destinato a quanto pare ad avere ripercussioni per oltre una settimana.

 

Come abbiamo anticipato negli articoli precedenti, le depressioni nord-atlantiche stanno prendendo il sopravvento sull’Europa settentrionale, estendendosi progressivamente verso i settori centrali del Vecchio Continente e da lì si propagheranno in direzione del Mediterraneo centrale.

 

I primi cenni di cambiamento del tempo li avremo già nelle prossime ore, con la ripresa di temporali pomeridiani localmente intensi sia sull’arco alpino che lungo la dorsale appenninica ed in modo particolare sui settori centro-meridionali. Sarà il preludio del peggioramento ben più consistente che si attiverà tra le giornate di mercoledì e giovedì, ovvero nel momento in cui aria piuttosto fresca proveniente appunto dall’Europa centro-settentrionale irromperà con foga sui nostri mari.

 

Ovviamente il primo effetto dirompente sarà quello termico. Infatti le temperature subiranno un vero e proprio crollo che servirà non soltanto a riportare i termometri su livelli più consoni al periodo, ma localmente addirittura al di sotto delle medie stagionali.

 

Come avevamo paventato non troppo tempo fa, l’irruzione d’aria fresca andrà a causare evidentemente contrasti termici particolarmente incisivi. Quindi, anticipando ciò che i modelli matematici a più alta risoluzione lasciano intravedere negli ultimissimi aggiornamenti, molto probabilmente assisteremo ad una instabilità atmosferica particolarmente forte.

 

Modelli che propongono fenomeni piuttosto violenti, inizialmente nelle regioni settentrionali, ma che rapidamente dovrebbero propagarsi anche nelle rimanenti regioni. Parliamo chiaramente di temporali che potranno assumere spesso e volentieri carattere di nubifragi, anche associati a grandinate e colpi di vento.

 

Trattandosi di fenomeni temporaleschi risulteranno, come consuetudine, distribuiti irregolarmente, ragion per cui la previsione andrà costantemente aggiornata tramite l’utilizzo di strumenti quali le immagini satellitari e le rilevazioni radar. Tuttavia va detto che secondo alcuni centri di calcolo internazionali l’irruzione potrebbe determinare un successivo isolamento di una struttura ciclonica secondaria, alias goccia fredda.

 

Tale struttura potrebbe svilupparsi progressivamente nel corso del fine settimana e potrebbe insistere anche nelle primissime fasi della prossima settimana. Ovviamente tale ipotesi andrà confermata e lo potremo fare, diciamo, attorno a metà settimana. Dopodiché andranno valutati gli effetti regione per regione.

 

L’altro aspetto decisamente importante da considerare è che anche nella seconda decade di settembre la circolazione atmosferica dovrebbe confermare ulteriori affondi d’aria fresca verso il Mediterraneo centrale. Osservando i vari modelli matematici, un nuovo impulso depressionario potrebbe infatti raggiungere l’Italia con ulteriori conseguenze sia dal punto di vista delle temperature che dal punto di vista dei fenomeni.

 

Temperature che, lo dicono le autorevoli proiezioni termiche, non dovrebbero più far registrare picchi di caldo così come avvenuto fino ad oggi. Diciamo che avremo un quadro climatico decisamente consono al periodo. Ciò significa che la stagione autunnale è realmente ai nastri di partenza, confermando tra l’altro quelle proiezioni mensili che avevamo esposto in vari articoli precedenti.

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