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      Home » Grandine, supercelle ed eventi meteo estremi: il Nord Italia è sempre più nel mirino
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      Grandine, supercelle ed eventi meteo estremi: il Nord Italia è sempre più nel mirino

      Abbiamo avuto numerose testimonianze le settimane passate

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 18/05/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • Le conseguenze
      • Ma come mai aumenta?
      • I rischi che si possono correre
      • Da dove si origina
      • Si può prevedere?

      Gli ultimi quindici giorni sono stati davvero ricchi di eventi meteorologici estremi sul nostro Paese. Ma come mai? Quando le temperature iniziano a salire e la radiazione solare diventa molto intensa, si creano forti contrasti termici tra l’aria calda presente nei bassi strati e le correnti più fredde in quota. È proprio questa combinazione a favorire la nascita di temporali particolarmente violenti, con tutto quello che ne consegue.

       

      Le conseguenze

      Parliamo di grandinate. Oltre ai classici danni alle automobili, i chicchi più grandi riescono a colpire con forza tetti, serramenti e impianti fotovoltaici, ormai diffusissimi soprattutto nel Nord Italia. I danni possono essere ingentissimi, esattamente come è successo nel terrificante luglio 2023. Anche il settore agricolo è tra i più esposti: campi coltivati, frutteti e vigneti possono subire perdite enormi nel giro di pochi minuti. È successo nei primi giorni di questo mese in provincia di Brescia.

       

      Immagine creata con AI che indica la possibilità di fenomeni meteo violenti sulla pianura padana. Non è una previsione.

       

      Ma come mai aumenta?

      Una delle cause principali è legata ai cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature medie comporta una maggiore presenza di umidità nell’aria, elemento fondamentale per alimentare temporali intensi. Basta quindi l’arrivo di una modesta massa d’aria fresca proveniente dall’Atlantico per innescare forti moti ascendenti, capaci di originare violenti temporali che scaricano al suolo nubifragi e tanta grandine.

       

      Gli eventi di maggiore portata sono solitamente collegati alle cosiddette supercelle. Si tratta di temporali particolarmente violenti, che si sviluppano attorno a una corrente rotante e riescono ad autorigenerarsi continuamente, sfruttando l’energia presente nei bassi strati dell’atmosfera. Il terreno caldo e umido della Pianura Padana fornisce il carburante ideale per alimentare questi sistemi. Da un lato si tratta di fenomeni particolarmente forti ed estesi, dall’altro riescono anche a percorrere decine se non centinaia di chilometri.

       

      Anche la conformazione del territorio contribuisce a rendere la Pianura Padana una zona decisamente esposta. La presenza di fiumi, laghi, canali e vaste aree agricole mantiene elevato il livello di umidità vicino al suolo. Non dimentichiamo poi le risaie, che fanno evaporare grandi quantità d’acqua per le colture: di carburante, insomma, ce n’è sempre a sufficienza.

       

      I rischi che si possono correre

      Quando i chicchi raggiungono dimensioni importanti, il pericolo non riguarda soltanto gli oggetti o le strutture, ma anche le persone. Essere colpiti direttamente da grandine di grandi dimensioni può provocare ferite serie. In passato diverse grandinate hanno causato decine di feriti. Un esempio recente è stata la supercella del 12 luglio 2024, che ha colpito diverse persone nel centro di Milano.

       

      Spesso gli incidenti si verificano perché molte persone cercano di proteggere l’automobile restando all’aperto durante il temporale. È un comportamento ovviamente molto rischioso. I chicchi possono cadere a velocità superiori ai 100 chilometri orari, trasformandosi in veri e propri proiettili. Finché sono molto piccoli non è un problema, ma quando superano i 150-200 grammi di peso le conseguenze possono essere pesanti.

       

      Da dove si origina

      La formazione della grandine avviene all’interno di nubi molto sviluppate in altezza – le cosiddette nubi a sviluppo verticale. Al loro interno sussistono fortissime correnti ascensionali, che trasportano verso l’alto piccoli nuclei di ghiaccio, i quali continuano a crescere grazie all’umidità presente nella nube. Il chicco viene continuamente spinto verso l’alto e poi ricade verso il basso, attraversando più volte zone ricche di acqua sopraffusa che si congela progressivamente sulla sua superficie.

       

      Ogni passaggio aggiunge nuovi strati di ghiaccio, facendo aumentare le dimensioni del chicco. Quando il peso diventa troppo elevato e le correnti ascensionali non riescono più a sostenerlo, la grandine precipita al suolo. Nel caso di una corrente ascensionale molto forte, i chicchi possono diventare grossi come arance – o anche di più.

       

      Per chi si trova in automobile durante una grandinata intensa si pone anche il problema di limitare i danni al mezzo. Non è raro vedere automobilisti fermarsi sotto cavalcavia, gallerie o pensiline dei distributori di carburante pur di proteggere la carrozzeria. In effetti qualsiasi copertura solida può contribuire a evitare i danni peggiori causati dai chicchi più grandi. Anche ripararsi sotto gli alberi può andar bene, ma attenzione: quando c’è molto vento il rischio che cadano anche rami grossi non è trascurabile.

       

      Si può prevedere?

      In parte sì. I meteorologi sono oggi in grado di individuare le condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali violenti e di stimare le aree più a rischio. Ovviamente, però, risulta difficilissimo farlo con una precisione oraria o addirittura a intervalli di mezz’ora.

       

      Gli strumenti radar consentono di monitorare in tempo reale l’evoluzione dei temporali e di capire dove il fenomeno potrebbe spostarsi nei minuti successivi. Ecco perché è importante sapere bene con cosa si ha a che fare.

       

      La prevenzione resta quindi l’arma migliore. In presenza di allerte o temporali particolarmente minacciosi, è consigliabile evitare spostamenti inutili, parcheggiare l’auto in luoghi coperti e, soprattutto, non sostare all’aperto. Chi non sa leggere un radar o non è esperto di fenomeni violenti corre un rischio concreto di essere colpito da una devastante grandinata.


      Credit:

      • Science Advances – European supercell thunderstorms: a prevalent current threat and an increasing future hazard
      • Natural Hazards and Earth System Sciences – Insights from hailstorm track analysis in European climate change simulations
      • Atmospheric Science Letters – Investigating the role of climate change in the 3 May 2025 Western Europe hailstorm
      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
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