
(METEOGIORNALE.IT) Mercoledì 20 Maggio è la data del radicale cambio del pattern meteo sull’Italia. Dopo settimane caratterizzate da una certa instabilità e da temperature anche molto al di sotto delle medie, l’anticiclone tornerà a imporsi con decisione sul Mediterraneo centrale, inaugurando quello che può essere l’inizio di una fase di calura e scarsità di piogge. Non stiamo parlando di una settimana, ma proprio dell’intero periodo fino a fine Settembre. Difficilmente, infatti, con queste nuove estati abbiamo la possibilità di rimpinguare le riserve idriche proprio nella stagione calda.
Dapprima un’analisi
Fino a Martedì il tempo rimarrà capriccioso, ma è da Venerdì 22 che il promontorio, estendendosi dall’Africa nord-occidentale verso il Mediterraneo e successivamente fino all’Europa centrale, farà la voce grossa. La sua presenza determinerà un generale rialzo delle temperature e condizioni meteo decisamente più estive.
Non tutte le nostre regioni verranno però interessate allo stesso modo. Le aree del medio Adriatico e parte del Sud continueranno a risentire di correnti leggermente più fresche provenienti dai quadranti orientali. In una prima fase, questa dinamica impedirà l’impennata delle temperature che si registrerà invece al Nord.
La compressione dell’aria verso il basso, tipica delle alte pressioni, favorirà cieli completamente sereni e temperature in costante aumento, sino a portarsi ben al di sopra delle medie tipiche di riferimento. Possiamo quindi dire, con ragionevole sicurezza, che la stagione delle precipitazioni diffuse e persistenti è ormai finita. Adesso spazio agli anticicloni e a qualche break ogni tanto.
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Non sarà una cosa veloce
L’anticiclone, inoltre, non sembra intenzionato a lasciare rapidamente il Mediterraneo. Le proiezioni a medio termine indicano una struttura piuttosto solida, in grado di resistere molto probabilmente per una decina di giorni. Solo verso la fine del mese il modello americano GFS ipotizza un possibile indebolimento del campo barico, soprattutto sulle regioni settentrionali, ma sarebbe comunque qualcosa di poco conto. Anche il modello europeo ECMWF vede la possibilità di una goccia fredda nel prossimo fine settimana, ma non cambierebbe la situazione. Questo perché agirebbe in maniera molto irregolare e quasi esclusivamente sui monti.
Tornando al lato termico, l’aumento risulterà progressivo da nord verso sud. Le prime aree a sperimentare temperature quasi estive saranno quelle della Val Padana, dove già da Venerdì 22 Maggio si potrebbero raggiungere i 29-30°C. Nel corso del fine settimana del 23 e 24 Maggio il caldo tenderà ulteriormente a intensificarsi, con valori che in alcune località potrebbero spingersi anche oltre la soglia dei 30°C.
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Le zone più interessate dal caldo
Le regioni maggiormente coinvolte da questa prima fase di caldo intenso, già a partire da Giovedì 21 Maggio, saranno Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna. Qui l’azione dell’anticiclone sarà particolarmente efficace e le temperature saliranno rapidamente sopra le medie del periodo.
Successivamente, durante il fine settimana del 23-24 Maggio, il caldo tenderà a espandersi coinvolgendo anche Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Lazio e Sicilia. Come si può vedere, a cominciare dal 25 le temperature di stampo estivo saranno davvero diffuse in tutte le nostre regioni.
Naturalmente non si tratta di una situazione eccezionale o drammatica. Molti italiani attendono proprio questo tipo di condizioni per iniziare a vivere maggiormente gli spazi aperti, alleggerire l’abbigliamento e godersi le lunghe serate di luce tipiche della tarda primavera. E ci può stare. Nessuno sta criticando i gusti di nessuno, anche perché un Maggio così freddo, soprattutto nelle regioni del nord, non si vedeva da parecchio tempo.
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Esiste però anche un rovescio della medaglia
L’assenza di perturbazioni significative nelle prossime settimane potrebbe riproporre il tema della siccità, soprattutto in alcune zone della Val Padana. Le piogge delle ultime settimane hanno sicuramente contribuito a migliorare la situazione idrica in diverse aree, ma secondo alcuni esperti sarebbero serviti ulteriori passaggi perturbati per mettere realmente al sicuro riserve e terreni in vista dell’estate. Magari un paio, o comunque precipitazioni capricciose e irregolari fino a metà Giugno.
Tutto il contrario di quello che sta per accadere. Oltretutto, se il dominio anticiclonico dovesse protrarsi a lungo, alcune regioni potrebbero tornare rapidamente a fare i conti con precipitazioni insufficienti e con un progressivo impoverimento delle risorse idriche. Un rischio che al momento resta solo potenziale, ma che viene osservato con attenzione. Ricordiamo che siamo nel periodo di massima richiesta idrica e possiamo contenere il rischio di una siccità solo grazie ai mesi estivi.
Ecco perché avevamo scritto in passato che, nonostante un inverno piovoso, sarebbe servita una primavera altrettanto generosa. Ormai, con le stagioni estive sempre più calde, il rischio di siccità – almeno sul breve periodo – è praticamente una costante di ogni anno. Attualmente, le zone che potrebbero rischiare di più sono la Lombardia centrale, alcune aree toscane e parte della Sardegna. Ma attenzione: qualora dovessero arrivare anticicloni africani duraturi, anche tutte le altre zone non ne sarebbero immuni.
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Credit: (METEOGIORNALE.IT)
- WMO – European State of the Climate 2025: record heatwaves from the Mediterranean to the Arctic
- ECMWF – Enhancing global flood and drought prediction
- ScienceDirect – Seasonal drought predictions in the Mediterranean using the SPEI index
- Copernicus / HESS – Assessment of seasonal soil moisture forecasts over the Central Mediterranean