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Proprio in questi giorni โ per la precisione il 9 aprile โ si รจ consumato un importante evento in sede polare: la fine definitiva e irreversibile della circolazione invernale in stratosfera. Questo fenomeno, noto agli esperti come Final Warming, rappresenta lโatto conclusivo del Vortice Polare. Da tale data non esiste piรน: in parole povere, collassa su se stesso e si riformerร attorno al mese di ottobre.
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Facciamo chiarezza
Da un punto di vista puramente tecnico, questo fenomeno viene identificato nel momento in cui si verifica lโinversione dei venti zonali (ovvero i venti che soffiano da ovest verso est) alla quota di riferimento di circa 30 km. Stiamo parlando di altezze molto superiori a qualunque rilievo sul Globo e, quindi, senza il minimo disturbo da parte di superfici e attivitร umane.
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Vale la pena ricordare ai lettori una cosa importante: questo processo รจ giร noto da molti anni, una sorta di tappa obbligata del ciclo stagionale. Il definitivo passaggio di stagione. Volenti o nolenti, le fasi meteo invernali sono ormai sepolte.
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Come si origina
I fattori sono sostanzialmente due. Il primo รจ lโaumento deciso della radiazione solare: con lโavanzare della primavera, il sole torna a scaldare le latitudini polari, eliminando il gradiente termico che tiene in vita il vortice. Va ricordato che, a quelle latitudini, il sole non illumina alcuna area per diverse settimane: รจ la cosiddetta notte polare.
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Lโaltro fattore รจ lโazione delle onde planetarie: senza entrare troppo nei dettagli tecnici, si tratta di grandi movimenti di masse dโaria molto piรน miti, che arrivano a destabilizzare il Vortice Polare fino a provocarne la rottura o il decadimento finale. ร una caratteristica che si manifesta quando lโequatore comincia a scaldarsi molto e, di conseguenza, volumi dโaria mite si innalzano di latitudine.
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Questโanno ce ne siamo accorti poco
Avevamo scritto in un nostro articolo che, nonostante sulla carta potesse essere un inverno molto promettente, alla fine non รจ stato cosรฌ. Il motivo รจ semplice: il segnale รจ rimasto confinato prevalentemente alle alte quote. Non abbiamo assistito a quella discesa prepotente del segnale che di solito innesca ondate di freddo (anche tardivo) o configurazioni di blocco persistenti.
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Adesso non ci sono piรน scuse: unโeventuale ondata di freddo, ovviamente in relazione al periodo, รจ dettata da spostamenti di masse dโaria a livello della troposfera e non piรน della stratosfera. Per dirla in modo molto semplice, la probabilitร di colate fredde crolla in maniera decisa.
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E adesso cosa succede?
Con il collasso del vortice, la stratosfera cessa di essere il motore trainante della circolazione invernale. Senza la guida rigida del principale attore protagonista dellโinverno, la dinamica atmosferica diventerร piรน mobile, variabile e potenzialmente incline a ulteriori brevi discese fredde: tutti elementi tipici di una primavera dinamica.
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Concludiamo dicendo che il vero motore invernale si รจ spento, ma i suoi ultimi sussulti potrebbero ancora condizionare il meteo per qualche settimana, prima che il vero attore protagonista diventi il nostro temuto Anticiclone Africano.
Credit:
- Severe Weather Europe โ Stratospheric Warming 2026 & Polar Vortex
- Weather Climate Dynamics (Copernicus/EGU) โ The wave geometry of final stratospheric warming events
- AER โ Arctic Oscillation and Polar Vortex Blog
- Met รireann / RTร Brainstorm โ How will Marchโs sudden stratospheric warming affect our weather?

