
(METEOGIORNALE.IT) Il Vortice Polare ha ceduto. C’è stato uno split. Sappiamo che è un termine tecnico meteo climatico, ma cerchiamo di fare un attimo di chiarezza. Si tratta di una struttura divisa in due lobi distinti. Alla base di questo sconquasso c’è stata una spinta notevole delle così dette onde planetarie. Per farla molto semplice, parliamo di ampie ondulazioni atmosferiche. Una sorta di corrente invisibile che nasce nei bassi strati per poi arrampicarsi fino alla stratosfera.
Freddo bloccato in stratosfera
Il botto c’è stato, forte e chiaro. Eppure, quaggiù non è cambiato molto. Gli effetti di questo evento meteo estremo sono rimasti intrappolati in alto, confinati nella stratosfera. Nessuna propagazione netta verso la troposfera. Insomma, un distacco totale.
L’accoppiamento tra i due strati, in questa fase, è davvero debole. Ecco perché, nonostante il Vortice Polare in sede del Polo, la circolazione al suolo prosegue per la sua strada ignorando del tutto quello che succede d’alta quota. Basta uscire di casa al mattino per percepire un’aria ancora tiepida. Altro che ondata di gelo!
Verso il finale di stagione
Ci potrebbe essere però un altro colpo di scena. Tra il 18 e il 23 marzo i modelli matematici fiutano un nuovo assalto. Un nuovo colpo di frusta al vortice. Altri flussi di calore in ascesa, un secondo impulso perturbativo in arrivo. Del resto, il calendario parla chiaro. Il Vortice Polare è a fine stagione.
Non dobbiamo assolutamente stranirci per questo fatto. Siamo a fine corsa. Pur non sfondando verso il basso, questi disturbi lo indeboliscono, aprendo la strada gli ultimi assalti freddi tra fine mese e inizio aprile. Poi la strada verso le condizioni meteo di stampo estivo sarà inevitabilmente segnata…




