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VORTICE POLARE: Split imminente, effetti pazzeschi fino ad Aprile

Il Vortice Polare si prepara a dividersi in due lobi distinti dopo un intenso Sudden Stratospheric Warming, con possibili ripercussioni sulla circolazione atmosferica fino ad Aprile

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
03 Mar 2026 - 17:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Non è ancora giunto il momento di riporre definitivamente nell’armadio i cappotti, o forse sì, tutto dipende da quale parte della Terra state leggendo.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Proprio mentre siamo entrati nel mese di Marzo, un nuovo e intenso evento di Sudden Stratospheric Warming diventa protagonista nel cuore della stratosfera. Diciamolo chiaramente, questo inverno non ha smesso un solo istante di rimescolare le carte in tavola.

 

Dopo i primi interessanti movimenti verificatisi nel mese di Novembre 2025 e i ripetuti episodi di “stretching” del Vortice Polare stratosferico, siamo giunti ad un punto di svolta decisivo. Gli ultimi aggiornamenti indicano chiaramente uno split del Vortice Polare in piena regola, un fenomeno che divide letteralmente in due la circolazione fredda in quota.

 

Cosa dobbiamo aspettarci da una simile “rottura”? In sostanza, la trottola gelida che ruota sopra il Polo Nord perde il suo equilibrio naturale, frammentandosi in due lobi distinti. Immaginate due enormi nuclei di aria gelida che si separano, uno pronto a scivolare verso la Baia di Hudson e l’altro destinato a stazionare tra gli Urali e la Siberia occidentale.

 

È la classica configurazione da manuale di attività d’onda planetaria, quella che i meteorologi studiano con estrema attenzione per capire le sorti del clima nelle settimane successive. Ma attenzione, proprio perché la natura ama giocare d’astuzia, uno sconquasso del genere in stratosfera non si traduce sempre e comunque in gelo immediato al suolo.

 

In effetti, osservando attentamente gli aggiornamenti che arrivano dai principali centri di calcolo ECMWF e GFS, la situazione appare meno scontata del previsto. Anziché subire un’ennesima ondata di freddo polare, in gran parte degli Stati Uniti orientali le temperature potrebbero addirittura subire un temporaneo aumento.

 

Sembra un paradosso, vero? Eppure le correnti miti paiono intenzionate a dominare la scena in troposfera ancora per un po’, lasciando il grande freddo confinato più a nord. Per l’Europa, il quadro meteo va ancora piùa rilento, con un robusto campo di alta pressione posizionato tra la Scandinavia e il nord del vecchio continente. Questo blocco anticiclonico garantirà ancora condizioni stabili, regalandoci giornate in prevalenza asciutte e un tipo di tempo decisamente gradevole per il periodo.

 

Solo chi vive tra la Russia europea e i Balcani orientali dovrà fare i conti con un freddo più pungente, legato alla persistenza di correnti nord-orientali. Insomma, per gran parte dell’Europa (Italia compresa), il timore di un’ondata di gelo tardivo sembra per ora scongiurato, con le colonnine di mercurio che continueranno a segnare valori spesso superiori alla media stagionale. È bene ricordare, però, che la riflessione delle onde planetarie richiede i suoi tempi, un po’ come un’eco che torna indietro prima di farsi sentire con forza.

 

Quando vedremo, dunque, gli effetti reali di questo split? Probabilmente gli esiti più evidenti potrebbero manifestarsi durante la stagione primaverile. Le tendenze per Aprile, infatti, indicano caldo precoce in Asia e su gran parte dell’Europa, mentre l’aria più fredda e instabile potrebbe interessare Canada e Stati Uniti centro-orientali.

 

Questo imminente scombussolamento del Vortice Polare rappresenta il culmine di un inverno tutto sommato vivace, caratterizzato da continui sbalzi termici. È un finale di stagione assolutamente coerente, che conferma ancora una volta quanto l’atmosfera sappia essere imprevedibile e affascinante.

 

Credit:
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

Copernicus Climate Change Service

Met Office – United Kingdom National Weather Service

Nature – International Journal of Science (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: final warmingSplit del Vortice Polaresplit vortice polareSSWstratwarming articoSudden Stratospheric WarmingVortice Polare stratosferico
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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