
(METEOGIORNALE.IT) Proprio mentre siamo entrati nel mese di Marzo, un nuovo e intenso evento di Sudden Stratospheric Warming diventa protagonista nel cuore della stratosfera. Diciamolo chiaramente, questo inverno non ha smesso un solo istante di rimescolare le carte in tavola.
Dopo i primi interessanti movimenti verificatisi nel mese di Novembre 2025 e i ripetuti episodi di “stretching” del Vortice Polare stratosferico, siamo giunti ad un punto di svolta decisivo. Gli ultimi aggiornamenti indicano chiaramente uno split del Vortice Polare in piena regola, un fenomeno che divide letteralmente in due la circolazione fredda in quota.
Cosa dobbiamo aspettarci da una simile “rottura”? In sostanza, la trottola gelida che ruota sopra il Polo Nord perde il suo equilibrio naturale, frammentandosi in due lobi distinti. Immaginate due enormi nuclei di aria gelida che si separano, uno pronto a scivolare verso la Baia di Hudson e l’altro destinato a stazionare tra gli Urali e la Siberia occidentale.
È la classica configurazione da manuale di attività d’onda planetaria, quella che i meteorologi studiano con estrema attenzione per capire le sorti del clima nelle settimane successive. Ma attenzione, proprio perché la natura ama giocare d’astuzia, uno sconquasso del genere in stratosfera non si traduce sempre e comunque in gelo immediato al suolo.
In effetti, osservando attentamente gli aggiornamenti che arrivano dai principali centri di calcolo ECMWF e GFS, la situazione appare meno scontata del previsto. Anziché subire un’ennesima ondata di freddo polare, in gran parte degli Stati Uniti orientali le temperature potrebbero addirittura subire un temporaneo aumento.

Sembra un paradosso, vero? Eppure le correnti miti paiono intenzionate a dominare la scena in troposfera ancora per un po’, lasciando il grande freddo confinato più a nord. Per l’Europa, il quadro meteo va ancora piùa rilento, con un robusto campo di alta pressione posizionato tra la Scandinavia e il nord del vecchio continente. Questo blocco anticiclonico garantirà ancora condizioni stabili, regalandoci giornate in prevalenza asciutte e un tipo di tempo decisamente gradevole per il periodo.
Solo chi vive tra la Russia europea e i Balcani orientali dovrà fare i conti con un freddo più pungente, legato alla persistenza di correnti nord-orientali. Insomma, per gran parte dell’Europa (Italia compresa), il timore di un’ondata di gelo tardivo sembra per ora scongiurato, con le colonnine di mercurio che continueranno a segnare valori spesso superiori alla media stagionale. È bene ricordare, però, che la riflessione delle onde planetarie richiede i suoi tempi, un po’ come un’eco che torna indietro prima di farsi sentire con forza.
Quando vedremo, dunque, gli effetti reali di questo split? Probabilmente gli esiti più evidenti potrebbero manifestarsi durante la stagione primaverile. Le tendenze per Aprile, infatti, indicano caldo precoce in Asia e su gran parte dell’Europa, mentre l’aria più fredda e instabile potrebbe interessare Canada e Stati Uniti centro-orientali.
Questo imminente scombussolamento del Vortice Polare rappresenta il culmine di un inverno tutto sommato vivace, caratterizzato da continui sbalzi termici. È un finale di stagione assolutamente coerente, che conferma ancora una volta quanto l’atmosfera sappia essere imprevedibile e affascinante.
Credit:
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
Copernicus Climate Change Service
Met Office – United Kingdom National Weather Service
Nature – International Journal of Science (METEOGIORNALE.IT)
