
Il Final Warming è un rapido e forte innalzamento della temperatura nella stratosfera polare, che di solito si ha in primavera e che è l’ultimo sussulto del Vortice Polare prima che si passi alla circolazione estiva. In questo caso, l’evento è avvenuto con un’inversione dei venti stratosferici – da occidentali a orientali – e una completa disgregazione del Vortice Polare.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il riscaldamento stratosferico ha toccato picchi di oltre +20°C rispetto alla media, e le temperature della stratosfera sono salite di decine di gradi in pochi giorni. Questo fenomeno non resta confinato nella stratosfera, ma solitamente si trasferisce lentamente verso la troposfera, con un ritardo di una o due settimane, o anche un mese.
Il risultato principale è un indebolimento della corrente a getto polare, che diventa più ondulata e meno stabile, e quindi permette scambi di masse d’aria tra nord e sud: aria fredda che “scende” e aria calda che “sale”.
In termini pratici, la prima metà di marzo continuerà ad essere stabile e mite, grazie ad un’Alta Pressione che si rinforza sull’Europa centrale e occidentale, aiutata proprio dallo spostamento del Vortice Polare verso il Nord America. Questa situazione pompa aria calda subtropicale verso Italia, e le temperature potrebbero addirittura aumentare di +5/+10°C rispetto alla media.
Le previsioni a medio-lungo termine fanno intravedere che gli effetti del Final Warming si potrebbero avvertire nella seconda metà di marzo o all’inizio del mese di aprile. In Italia, questo potrebbe voler dire più instabilità: al Nord, temperature più basse della media e forse nevicate tardive sulle Alpi. Al Centro e al Sud, più pioggia e temperature miti, per via di venti di scirocco o comunque miti oceanici.
Non si può escludere qualche giornata più fredda, con temporali, vento forte e mareggiate, soprattutto sulle coste tirreniche. In generale, il Final Warming potrebbe quindi incentivare la variabilità atmosferica, e quindi far sì che la primavera sia molto più dinamica del solito.
