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Quanto arriverà al vera Primavera e come sarà

Federico De Michelis di Federico De Michelis
26 Mar 2026 - 12:40
in A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Meteo primavera 2026

Primavera 2026: quando arriva davvero? Il rischio concreto di saltare la stagione

Primavera scomparsa: anche il settore dell’abbigliamento ne risente

(METEOGIORNALE.IT) Le condizioni meteo sono in forte cambiamento sull’Italia: abbiamo già parlato ampiamente delle burrasche, delle temperature in fortissima diminuzione, della neve – insomma, di una situazione atmosferica in forte peggioramento. Abbiamo anche accennato al fatto che, sino a Pasqua, le condizioni meteo saranno fortemente influenzate da masse d’aria fredda e perturbazioni, tuttavia intervallate da periodi di tempo discreto.

In tutto questo contesto, però, bisogna cominciare a ragionare su quando ci sarà un tempo più primaverile, cioè più stabile: quando si potrebbe instaurare una nuova area di alta pressione sull’Italia e donare un periodo di bel tempo, con temperature molto miti, che ci faccia sentire quelle belle giornate di primavera che – diciamoci la verità – ci mancano davvero, e che darebbero sfogo anche agli acquisti di abbigliamento primaverile da parte di molti italiani.

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Il settore dell’abbigliamento primaverile è in fortissima crisi, come si legge soprattutto nelle dichiarazioni dei commercianti, per una ragione ormai strutturale: la stagione si è contratta sensibilmente. Praticamente durante l’inverno si registrano condizioni meteorologiche primaverili, poi con la primavera arriva l’inverno, e la primavera vera quasi non c’è più – perché poi scoppia subito l’estate, che è tutt’altra cosa.

Il tempo primaverile ci porta ad avere un abbigliamento consono, leggero e peraltro molto colorato – devo dire estremamente piacevole. Anche perché le stagioni estive sono diventate piuttosto pesanti da sopportare e l’abbigliamento si riduce all’essenziale: il caldo è diventato davvero impressionante, anche negli uffici. In passato si usava spessissimo, per gli uomini, giacca, cravatta e camicia, mentre oggi le cose sono cambiate. L’abbigliamento è più casual durante la stagione estiva, perché il caldo è diventato impressionante e, nonostante la potenza dei climatizzatori che rinfrescano gli ambienti, non è possibile portare le temperature ai livelli di venticinque, trent’anni fa nei medesimi spazi. Come sapete, la differenza di temperatura tra gli ambienti chiusi e quelli esterni non deve superare determinate soglie, a tutela della salute.

Ma torniamo alla primavera, quella che effettivamente consentiva agli uomini di indossare giacca, cravatta e camicia con, magari, un giaccone leggero sopra. Niente di tutto questo sta succedendo.

 

L’alta pressione delle Azzorre e il meteo fino a Pasqua

L’alta pressione delle Azzorre si farà sentire, ma rimarrà sull’Oceano Atlantico, poggiando verso la Penisola Iberica per poi ritirarsi nuovamente, favorendo anzi nuove discese di aria fredda. Come già detto, questo scenario si manterrà sino a Pasqua e anche un po’ oltre.

Dopo Pasqua, verso metà aprile, si intravede un flusso di aria più calda proveniente dal Nord Africa, che potrebbe lambire la Sardegna e la Sicilia. Man mano che si va verso nord, però, le temperature resteranno basse – soprattutto di notte, più che di giorno. Di giorno, con la radiazione solare e in caso di cielo sereno, i valori possono salire abbastanza, favorendo così una forte escursione termica. È proprio questo divario termico tra notte e giorno che, pur tipico della primavera, è abbastanza irritante e riduce i piaceri di questa stagione.

 

Quando arriva la vera primavera 2026? Le previsioni non sono ottimistiche

E allora, la primavera vera e propria, quando dovrebbe arrivare? Purtroppo è molto difficile definirlo. Aprile potrebbe trascorrere senza quella stagione tanto attesa: le previsioni, al momento, non sono ottimistiche. Aspettiamo sviluppi, perché potrebbe irrompere improvvisamente quel cenno di alta pressione africana di cui ho parlato, con quel richiamo di aria calda verso Sardegna, Sicilia e soprattutto verso la Spagna.

Purtroppo queste alte pressioni africane, negli ultimi tempi e soprattutto nelle mezze stagioni, si sono rivelate esplosive. D’estate sono più prevedibili: arrivano e non vanno più via, a volte interrotte da fasi temporalesche. Durante la mezza stagione, invece, irrompono improvvisamente, durano alcune giornate – anche una settimana o dieci giorni – e ci fanno piombare in un meteo quasi estivo. Dopodiché tutto cambia: torna il fresco, tornano le piogge e i temporali, le temperature crollano. E con esse, la primavera.

Questa è la nuova fase intermedia. A maggio potremmo avere alcune giornate tendenzialmente migliori, ma sino alla metà del mese c’è sempre il notevole rischio di colpi di coda ancora invernali.

 

Il Vortice Polare, il febbraio mite e gli estremi meteo globali

In parte la spiegazione risiede in uno scompiglio nel Vortice Polare nelle regioni artiche: febbraio è stato mitissimo nella seconda parte del mese, generando uno squilibrio nell’intera circolazione globale. A livello planetario si registrano estremi meteo particolarmente vigorosi, che stanno producendo, ad esempio, un’ondata di calore straordinariamente violenta sul Sudamerica, con temperature record per il mese di marzo battute su migliaia di località.

 

Il rischio di saltare la primavera: dall’instabilità all’estate

Dopo metà maggio comincerà a crescere il rischio che l’estate arrivi improvvisamente. Temo anzi che quest’anno possa essere ancor più tardiva, saltando addirittura la primavera vera e propria: potrebbe arrivare dopo metà giugno. Nella prima fase del mese si avrebbero condizioni di forte instabilità atmosferica soprattutto sulle regioni settentrionali, con molti temporali pomeridiani e serali di forte intensità e rischio di nubifragi – fenomeni ai quali, ormai, ci siamo abituati. E poi si scivola verso la stagione estiva.

 

El Niño e l’estate 2026: uno scenario preoccupante

Dell’estate 2026 sappiamo ancora poco, ma sta cominciando a farsi sentire El Niño, il fenomeno che si sviluppa nel Pacifico e che, quando è presente, tende a orientare le condizioni meteo verso il caldo. L’estate 2026 potrebbe quindi essere più calda rispetto a quella del 2025.

Tornando alla primavera: sarà purtroppo piuttosto instabile, con alti e bassi. La radiazione solare farà comunque i suoi effetti, risultando efficacissima sulle regioni settentrionali, con sbalzi termici notevoli – belle giornate e temperature miti nelle giornate soleggiate, calo invece nei periodi con cielo nuvoloso e precipitazioni. C’è poi da segnalare che il Nord Italia soffre di una carenza di precipitazioni: da tempo non transitano perturbazioni capaci di portare piogge abbondanti, e bisognerà attendere quando queste si presenteranno. Qualche cenno di nuovo evento piovoso moderato è atteso dopo Pasqua, ma non posso definirlo intenso al momento – siamo sul campo delle previsioni a lunghissimo termine.

A questo punto vi lascio con i nuovi aggiornamenti che proseguiranno per tutta la giornata sul sito.

 

Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA – Climate Prediction Center, ENSO Diagnostic Discussion – Centro di previsioni ufficiali USA sull’ENSO, aggiornamento marzo 2026.
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – Modelli previsionali del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine.
  • IRI Columbia University – ENSO Forecast – Previsioni probabilistiche sull’oscillazione ENSO aggiornate a marzo 2026.
  • Copernicus Climate Change Service (C3S) – Seasonal Forecasts – Previsioni stagionali del servizio climatico europeo.
  • WMO – World Meteorological Organization – Organizzazione Meteorologica Mondiale.
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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