
(METEOGIORNALE.IT) La massa d’aria fredda che si sta preparando a est dei monti Urali appare più attiva rispetto alle precedenti previsioni. Cosa significa esattamente tutto questo? Più freddo, più dinamicità, più intensità: sostanzialmente si sta generando un flusso di aria molto vivace che andrà a innescare fenomeni rigidi soprattutto sull’Europa orientale e sulla Russia europea. Proprio sulla Russia europea, infatti, è prevista la formazione di una profondissima area di bassa pressione, destinata a scatenare condizioni di acutissimo maltempo, con tempeste di neve che dovrebbero interessare tutta la parte occidentale della Russia europea, ma anche diversi paesi baltici, la Bielorussia e persino l’Ucraina settentrionale.
Di questo vento impetuoso abbiamo già parlato in altre analisi: la forza di tale bassa pressione sarà in grado di spingere masse d’aria fredda fino in Italia, addirittura alla quota di 1500 metri sul livello del mare in libera atmosfera, dove il termometro sfonderà il valore di 0°C nel settore orientale italiano e nell’Italia centrale, segnatamente sul settore adriatico, ma persino in Puglia. Sarà una classica irruzione di aria fredda di stampo invernale, pur avvenendo – attenzione – con il 1° maggio come culmine sull’Italia. Le conseguenze saranno quelle di una marcata instabilità atmosferica, e ne vedremo gli effetti. Ora però andiamo ad analizzare l’aspetto termico.
Crollo termico anche oltre 15°C in montagna
Tutto questo procurerà innanzitutto un abbassamento considerevole delle temperature, soprattutto sui rilievi: avremo un crollo termico anche di oltre 15°C, in particolare sull’Appennino centrale, ma anche sulle Alpi orientali, con valori che diminuiranno di circa 15°C rispetto ai giorni del weekend del 25 aprile. Insomma, una situazione meteorologica piuttosto consistente, che equivale a un colpo di coda invernale: avrà breve durata, ma sarà estremamente incisiva. Le conseguenze, quindi, saranno quelle di un tracollo considerevole dei termometri.
Attenzione però: non tutta l’Italia registrerà un abbassamento identico. Quando parliamo di diminuzione fino a 15°C non significa che ci saranno 15°C in meno a Trieste, Genova, Alghero, Palermo o Roma, bensì che in alcune località la temperatura calerà fino a quel valore. Certe aree risulteranno maggiormente esposte, altre si troveranno magari soggette in questi giorni a una forte radiazione solare: per effetto delle precipitazioni e del tempo avverso legato al transito di questa massa d’aria fredda, ci sarà comunque un ribasso termico importante che, come detto, potrebbe anche superare i 15°C.
Le conseguenze di questa brusca diminuzione saranno poi anche alcune gelate notturne, specie nelle zone vallive dell’Italia centrale e in qualche area del sud Italia, segnatamente Abruzzo e Molise al centro, Basilicata e zone interne della Campania al meridione. Gelate, ovviamente, potrebbero verificarsi anche sulle Alpi orientali, e poi non mancheranno delle spruzzate di neve sui rilievi, visto che – come accennato – ci sarà un’instabilità atmosferica di cui, però, ho solo fatto cenno.
Instabilità atmosferica sul Centro-Sud tra il 1° e il 2 maggio
Vediamo un po’ nel dettaglio l’evolversi della situazione meteo. Nella giornata in cui arriverà l’aria fredda in Italia si manifesterà soprattutto instabilità atmosferica e saranno le regioni centro-meridionali ad essere interessate: qui si verificheranno temporali, rovesci di pioggia, grandinate e, sulle cime e nelle aree montane, nevicate. Attenzione, potrebbe nevicare anche fino a 1000 metri di quota e persino a quote inferiori sull’Appennino centrale, durante la notte tra il 1° e il 2 maggio, stando alle attuali previsioni. La bassa pressione – che sarà poi centrata nel Mediterraneo – si posizionerà sui Balcani, principalmente sul settore meridionale, spostandosi poi nei giorni successivi verso il Mar Egeo.
Questo vuol dire che le regioni adriatiche e quelle meridionali saranno influenzate da una certa instabilità e per qualche giorno saranno soggette a improvvisi rovesci e, viste le temperature basse soprattutto tra il giorno 1° e il 2 maggio, come detto anche a fenomeni nevosi repentini. Ovviamente siamo ancora un po’ distanti dall’evento, perciò i dettagli li cureremo al meglio prossimamente; tuttavia, in una linea d’insieme, abbiamo già visto che ci saranno un certo crollo della temperatura e un cambiamento meteo piuttosto importante.
Una svolta insolita a cavallo del 1° maggio
Cambiamenti meteo del genere, a cavallo del 1° maggio, sono estremamente insoliti, e stanno avvenendo soprattutto negli ultimi anni, quando abbiamo un’espansione della primavera addirittura in forma molto precoce, come avvenuto quest’anno a partire da metà febbraio. Dopo un evento meteorologico così rilevante – perché, comunque, si tratta sempre di un’irruzione di aria fredda proveniente dalla Russia, non affatto una situazione normale né tanto meno scontata – sarebbe questa la condizione meteo ideale d’inverno, non sicuramente a cavallo tra aprile e maggio.
Ritorno delle perturbazioni atlantiche dal 4 maggio
Successivamente si aprirà una nuova via: quella dell’Oceano Atlantico. Sembra infatti che le perturbazioni oceaniche riprendano forza e si avvii una situazione ideale per i temporali sul Nord Italia a partire dal 4 maggio, quando transiterà probabilmente un fronte temporalesco con nevicate sull’arco alpino e temporali sparsi lungo il settore settentrionale, che potrebbero raggiungere anche parte del centro Italia. Questi temporali potrebbero susseguirsi anche nei giorni successivi, dato che altra aria instabile in arrivo sempre dall’Oceano Atlantico, addirittura con un’ulteriore intensificazione, sembra essere prevista: tra l’altro con una corrente che dovrebbe dirigersi stavolta da sud-ovest verso nord-nord-est, ideale in modo particolare per le precipitazioni sul Nord Italia.
Questa è proprio una configurazione perfetta per avere temporali, anche forti, e precipitazioni abbondanti. Attenzione però: a questo punto lo zero termico si alzerà, le temperature medie aumenteranno e le condizioni meteorologiche inizieranno ad avere un sapore decisamente meno invernale rispetto al 1 maggio. Temperature di nuovo in aumento, quindi, mentre il sud Italia e il centro Italia dovrebbero essere ormai fuori dalla fase di maltempo, con fenomeni molto occasionali.
La situazione meteorologica, tuttavia, non vede vere e proprie perturbazioni in transito, ma sostanzialmente un treno di masse d’aria instabili che, per parecchi giorni a partire dal 3-4 maggio, andranno a rincorrersi una dopo l’altra sulle regioni del Nord Italia: e questo è garanzia di temporali, peraltro accompagnati da locali grandinate, con la possibilità di chicchi anche di dimensioni importanti, come abbiamo già visto in questi giorni. Nel frattempo ci sarà una nuova risalita di aria calda dall’Africa che interesserà il centro-sud Italia: significa che si creerà una condizione atmosferica ideale per contrasti termici.
Maggio sempre più estremo: il cambiamento climatico in azione
Insomma, ci stiamo avviando verso la stagione estiva, e maggio, in qualche maniera, ne è un complice assolutamente primario, oserei dire, facendo proprio da intermezzo fra la primavera – se vogliamo definirla così – e l’estate, perché presenta queste vampate di caldo estremamente precoce, che, come capiterà nei prossimi giorni, ci fanno toccare con mano temperature molto elevate, più tipiche di giugno. Anzi, di un giugno normale, non certo del mese di giugno che abbiamo vissuto ormai tantissime volte negli ultimi tempi, con massime non di 27-28°C, ma di 35, 38°C e persino di 40°C.
Insomma, voglio dire: siccome c’è un cambiamento climatico importante, tutto quello che succede è più che altro estremo rispetto al passato, ed è ormai anche nuovo, però ci stiamo anche abituando a questa estremizzazione climatica che poi va a portare fenomeni meteorologici imprevisti. Ora, stiamo dando una visione d’insieme dell’evoluzione meteo, ma poi le perturbazioni che arriveranno a partire dal 3-4 maggio potrebbero sfondare più a sud, essere magari addirittura più lente nel transito verso est e quindi causare precipitazioni continue, oltre che abbondanti: al momento però non ne abbiamo conferma, non ne abbiamo notizia, è solo un’ipotesi.
In effetti, negli ultimi anni, maggio è stato piuttosto piovoso, rovinoso in alcune circostanze. Rammento che ci sono stati anche eventi alluvionali nel passato. Quindi maggio è un mese da considerare con molta attenzione, perché ormai è divenuto un periodo dal meteo estremo, assieme a quello che gli fa seguito, cioè giugno: dunque ci stiamo avvicinando a quel periodo dell’anno che è davvero da tenere d’occhio.