
(METEOGIORNALE.IT) Il tanto atteso Ponte del Primo Maggio si sta avvicinando a gonfie vele. Sappiamo tutti che risulta un momento tradizionalmente dedicato alle prime gite fuori porta della stagione, ai fine settimana all’aria aperta e, per chi può permetterselo, alle vacanze. Ma attenzione che le ultime proiezioni meteo rischiano di lasciare un po’ di amaro in bocca.
Secondo il recente aggiornamento del prestigioso modello matematico americano GFS (Global Forecast System) potrebbero non esserci buone notizie. Le mappe il nostro possesso risulterebbero in grado di compromettere, almeno in parte, una fetta delle festività. Potrebbe risultare un nuovo affondo freddo piuttosto deciso. Ma vediamo insieme i dettagli.
Cosa potrebbe accadere
La genesi di una eventuale forte instabilità va ricercata in una vasta figura depressionaria che si farebbe strada dai quadranti nord-orientali. È sempre quella la traiettoria. Esattamente quella che è capitata adesso nel cuore di aprile.
Analizzando la sinottica barica prevista per venerdì 1° maggio, emerge uno scenario piuttosto incerto. Come si può notare dall’immagine sotto proposta, si nota in modo evidente un’area di alta pressione sbilanciata in modo anomalo verso le alte latitudini del Nord Europa. Questa insolita posizione dell’anticiclone agirebbe come un vero e proprio muro, lasciando il bacino del Mediterraneo in balia di nuove discese fredde, proprio come è capitato alcuni giorni fa in aprile.
Si verrebbe così a creare una pericolosa interazione: da un lato, correnti di aria fredda in moto retrogrado provenienti dalle steppe della Russia; dall’altro, un possibile meso vortice che porterebbe notevole instabilità diurna e serale, con acquazzoni e temporali diffusi.
Ancora molta pioggia?
Il risultato di questo scontro di masse d’aria differenti si tradurrebbe in un carico di precipitazioni abbondanti che colpirebbero, con intensità ovviamente ancora da definire per bene, le regioni del Nord e del Centro Italia. Parliamo delle classiche e intense piogge di maggio: se da un lato rappresentano una potenziale minaccia per il settore turistico, dall’altro costituirebbero una boccata d’ossigeno per l’agricoltura e le nostre campagne.
Ricordiamo che è essenziale arrivare con preziose risorse idriche (soprattutto in scorta) in vista della calda stagione estiva. È lecito sottolineare che, qualora arrivassimo al periodo caldo con pochezza di scorta idrica, la siccità potrebbe diventare più marcata. Ovviamente non vogliamo parlare a vanvera né annunciare proclami di pericolo o di ansia.
Però è un’opzione che va comunque considerata nelle prossime settimane. Sebbene si venga da un inverno molto piovoso, questa primavera non è stata altrettanto piovosa. E le temperature (spesso e volentieri sopra le medie) fanno evaporare molta più acqua. Tornando al meteo, in questo contesto fortemente perturbato, generalmente il Meridione risulterebbe più ai margini, coinvolto solo da fenomenologie di breve durata. In un contesto ancora abbastanza mite.

Ma non è tutto
Purtroppo, l’evoluzione del tempo sembra destinata a peggiorare ulteriormente nel corso del fine settimana. Le elaborazioni grafiche per le giornate del 2 e 3 maggio mostrano il vero e proprio fondamento dell’aria fredda balcanica dritta verso di noi.
Questo si tradurrebbe in un fronte di piogge diffuse e continue che andrebbe ad abbracciare buona parte delle nostre regioni. Guardando la mappa degli accumuli previsti, sempre secondo il modello americano sia chiaro, sarebbero comunque decisamente elevati. Piogge molto forti in un contesto altamente irregolare.


La domanda è lecita
Ovviamente, molti di voi si chiederanno la seguente cosa. Quanto possiamo fidarci di una simile previsione? Per rispondere in modo oggettivo, gli esperti si affidano alla cosiddetta media degli scenari ensemble. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, in questo caso conferma la presenza di un canale depressionario sull’Italia, pur con toni leggermente meno forti rispetto alle emissioni ufficiali.
Considerando la distanza temporale di circa 8-9 giorni, ci troviamo ancora nel regno delle tendenze meteo a lungo termine. Chiaramente, se fosse confermato non sarebbe molto positivo per i vacanzieri, mentre risulterebbe quanto mai importante per chi lavora la terra. Staremo a vedere.