
La calma che precede al tempesta
(METEOGIORNALE.IT) In queste ultime settimane – ben oltre due – siamo stati sotto un regime di – alta pressione -. So molto bene che in alcune località il tempo è già cambiato, ma si tratta più che altro di – instabilità atmosferica – sparsa per l’Italia, specie laddove ci sono rovesci di pioggia, – temporali – e anche grandinate. Il vero e proprio cambiamento del tempo avverrà un po’ più avanti: quella che vediamo ora è solo instabilità atmosferica.
Altra cosa, invece, è la presenza di nuvolosità sparsa sulle regioni alpine, un po’ più sulla Pianura Padana, con foschie dense e locali banchi di nebbia. Queste sono situazioni meteorologiche, per quanto riguarda il Nord Italia, sono tipiche del periodo, poiché ancora non è – primavera – vera e propria. Siamo in quella fase di transizione dall’ – inverno – alla primavera, ed ecco che quindi ci trasciniamo dietro quel tempo che ci sarebbe dovuto essere un pochino più marcato durante la stagione invernale. Un meteo che è diverso rispetto al passato, già ormai da molto tempo, a causa di un clima che cambia: ne abbiamo già parlato tante volte. Questo è anche un argomento divenuto piuttosto duro, che ha a che fare con la politica, tra le altre cose anche in modo acceso.

Siamo in alta pressione quasi 3 settimane
Come dicevo, la situazione atmosferica tende quindi a rimodellarsi, e questo cambiamento avverrà dopo oltre tre settimane di – alta pressione – e temperature sopra la media. Avremo le – piogge -, avremo i – temporali – più diffusi, avremo un cambiamento atmosferico che porterà la – neve sugli Appennini -, non solo sulle Alpi, ma anche sugli Appennini. Alcune aree anche della Sardegna e della Sicilia saranno interessate dalla neve.
Sì, perché dobbiamo anche guardare il calendario. Siamo ancora a – marzo – e questo tempo si potrebbe trascinare anche nei primi giorni di – aprile -. E sì, perché ci troviamo ancora in quella condizione atmosferica che, come ho detto prima, trascina il meteo invernale verso la primavera, perché è una fase, appunto, di transizione che vede anche quelli che sono chiamati – colpi di coda dell’inverno -.

No ad un acuto colpo di coda invernale, ma farà freddo
Al momento non possiamo dirvi che ci sarà un vero e proprio – colpo di coda dell’inverno – acuto, come quelli visti anche l’anno scorso, che poi hanno procurato gelate notturne con danni nelle campagne. Avremo, in una prima fase, un tempo caratterizzato dalle perturbazioni atlantiche, quelle che attualmente stanno interessando la Penisola Iberica. Ma, più che altro, nella Penisola Iberica non ci sono vere e proprie perturbazioni atlantiche, bensì ciclogenesi causate dall’interazione tra aria oceanica e aria mediterranea, che sta causando un fenomeno atmosferico chiamato DANA e che in questi giorni provocherà un – forte peggioramento – e una nuova allerta meteo, con un brusco abbassamento della temperatura e nevicate sui rilievi in Spagna, Portogallo, Canarie, Madeira – tanto per darvi un’idea – e fino al Marocco.
Ripetutamente, negli ultimi 15 giorni, anzi da fine – febbraio -, abbiamo avuto da queste parti condizioni atmosferiche che spesso hanno avuto sembianze veramente invernali. Il tutto non è nella norma, ma addirittura con temperature ben sotto la media, perché la neve, pensate, è caduta sulle montagne delle Canarie e sulle montagne di Madeira. Ovviamente poi è caduta in Spagna, è caduta in Portogallo: tante precipitazioni, tanto maltempo, mentre da noi abbiamo avuto un richiamo di aria molto mite, anzi mitissima, tanto che ci siamo ritrovati in una situazione meteo che ha visto chiudere il mese di – febbraio – in Italia con temperature sensibilmente superiori alla media.
Queste situazioni meteo ormai si stanno ripetendo continuamente. Abbiamo avuto, ad esempio, anche un mese di – dicembre – fortemente superiore alla media, mentre – gennaio – è stato tutto sommato prossimo alla media climatica in alcune località, addirittura anche sotto media.
Dopo un non Inverno, una non Primavera
Va bene, ora però dobbiamo parlare del meteo, del tempo che farà, del cambiamento atmosferico piuttosto importante che sembra profilarsi per i prossimi giorni e che sarà dovuto al fatto che cominceranno ad arrivare perturbazioni oceaniche. E non solo: arriverà anche aria fredda, all’inizio di origine Artico-marittima. L’aria fredda di origine Artico-marittima provocherà un sensibile calo della temperatura, e questo sensibile calo della temperatura si percepirà parecchio. Sapete perché? Perché praticamente ora ci troviamo con valori molto sopra la media, e quindi da queste temperature scenderanno i termometri sensibilmente, anche di 7-8°C in pianura, ma anche di 10-12°C in montagna, dato che tornerà la neve. Neve che potrebbe scendere anche fino a 800 metri di quota sull’arco alpino.
Insomma, questo è quello che sembra esserci: un freddo simile alla stagione invernale. Ma su alcune aree d’Italia, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, visto che è mancato il freddo durante la stagione invernale, l’arrivo di aria Artico-polare marittima potrebbe portare condizioni atmosferiche addirittura simili, se non peggiori, a quelle della stagione invernale che non c’è stata per loro, perché hanno avuto grandi piogge e temperature fortemente sopra la media.
Patiremo soprattutto per gli sbalzi termici
Ecco per quale motivo vi stiamo dicendo che prossimamente avremo un calo della temperatura, un cambiamento meteo con valori tali da farci dimenticare che sarà primavera. Addirittura avremo la sensazione che sarà pieno inverno e, soprattutto, farà impressione rivedere le montagne nuovamente imbiancate, con foto di nevicate che scorreranno soprattutto sui social network, mentre i giornali e i telegiornali che parleranno del ritorno della neve in montagna, dell’abbassamento della temperatura, del maltempo forse coma i visto (ma abbiamo la memoria corta). Comunque, avrete la sensazione che la primavera sia sparita.
Però, tutto sommato, in primavera questa situazione meteorologica si presenta più o meno ogni anno. Ormai ci dobbiamo abituare a questo, no? Poi ci dimentichiamo che invece la primavera è fatta anche di queste condizioni atmosferiche, e ancor più quando, in pieno inverno, si presentano queste alte pressioni chiamate di blocco, con alte pressioni intensificate in durata e intensità per effetto dell’ – Amplificazione Artica -.
L’Amplificazione Artica di cui vi ho parlato è un elemento di disturbo veramente considerevole ed è causato dal fatto che le regioni artiche vedono un sensibile incremento della temperatura rispetto alla media e riducono la differenza di temperatura tra – Artico – e regioni tropicali.

Questo va a creare un’instabilità del – Jet Stream -, e il – Jet Stream – crea un vero caos. Addirittura, in questo caso, blocca un’onda da noi anticiclica che è ferma lì, come ho detto, da oltre due settimane, e alla fin fine sarà lì bloccata probabilmente circa tre settimane dopo il suo inizio. Tutto questo crea ovviamente anomalie climatiche, anomalie meteorologiche che vanno poi a essere compensate da ulteriori cambiamenti, cioè da un successivo transito invece dell’onda fredda. L’onda fredda giunge quando il corpo umano e l’ambiente naturale siamo ormai fuori dall’inverno.

Niente cambio armadio
In tanti abbiamo abbandonato, soprattutto al Centro e al Sud Italia, l’abbigliamento invernale e sì, dovremmo rimetterlo fuori. Non fate il cambio di armadio, non è ancora il momento. Questo in tanti lo sanno, l’avete già visto altre volte purtroppo questo meteo bizzarro. Però c’è un altro problema: in molte località, a partire da questi giorni, saranno spenti i termosifoni, specialmente nelle località dove il clima è più mite. Inizieranno il – 15 marzo -, poi proseguiranno in altre località il – 1° aprile – e poi il – 15 aprile – in Pianura Padana e in parte del Nord Italia, mentre sulle regioni montane i termosifoni non hanno limitazioni di accensione.
Termosifoni verso lo spegnimento ora che arriverà il freddo
Ecco, avremo quindi, se questo freddo si ripresenterà ancora come è successo purtroppo altre volte, anche un disagio termico, perché quando i termosifoni saranno spenti, soprattutto laddove si sta piuttosto attenti per l’inquinamento atmosferico, non saranno accesi per nessun motivo, a meno che non si metta lì a nevicare, forse.
E parlo della Pianura Padana, di Milano in particolare, dove l’attenta politica per la salvaguardia della qualità dell’aria impone delle restrizioni nell’utilizzo degli impianti di riscaldamento, e per la riaccensione deve succedere qualcosa che si vide alcuni anni fa, quando in – maggio – addirittura si ebbero delle nevicate sulle Prealpi a quote molto basse, addirittura a 300-400 metri sul livello del mare, e la temperatura scese veramente brutalmente. Nelle abitazioni, ricordo, le temperature scesero anche a 15-16°C senza riscaldamento, quindi condizioni veramente estremamente disagevoli, soprattutto per le persone che non potevano accendere stufe o altri impianti.
La Primavera è cambiata rispetto al passato
La primavera meteorologica, o la primavera come la vogliamo chiamare, è cambiata rispetto al passato. Ci impone una situazione incerta, e sono quelle che avremo. Tra le altre cose, più avanti potrebbe esserci anche qualcosa di peggio, perché se in questa prima fase avremo – correnti occidentali -, in seguito queste potrebbero poi deviare da nord e spingerci aria fredda addirittura dalle regioni artiche, magari aria anche di origine polare. Qualcosa del genere è già capitato in passato, quindi è questo quello che sto cercando di spiegare: il fatto che su alcune regioni potremmo avere condizioni termiche e climatiche peggiori della stagione invernale.
Per ora non gelate notturne
Non in Val Padana, diciamo, dove nella prima parte di – gennaio – ci sono state delle gelate piuttosto consistenti. Non scenderemo a -7°C in Pianura Padana, quantomeno per ora, si spera. Queste temperature però si sono viste in passato anche nel mese di – marzo -, pensate un po’, ma in altre circostanze. Al momento non succederà questo e ci auguriamo che non capiti, anche perché tutto ciò andrebbe a causare danni ingentissimi in agricoltura e anche nella vegetazione spontanea. Immaginatevi soprattutto quella più esposta.
Il rischio gelo notturno ce lo porteremo anche ad Aprile
Però, col – Cambiamento Climatico -, queste situazioni succederanno sempre più spesso, perché il cambiamento climatico non porta solo un aumento della temperatura, ma anche un incremento esponenziale degli eventi meteorologici estremi. Abbiamo visto qualche giorno fa ciò che è successo nel Michigan, in America. Pensate: siamo nella regione dei Grandi Laghi. Appena l’altro ieri parlavamo delle Cascate del Niagara, che erano gelate, del ghiaccio, di temperature che da quelle parti toccavano anche i -30°C. Ebbene, che c’è stato un grosso – tornado – perché la temperatura era salita ben oltre lo zero, anche di 15°C, proprio perché il Nord America è stato interessato da una vampata di calore. Si sono formati molti – temporali -, soprattutto al Centro-Sud degli Stati Uniti d’America, con alcuni tornado, ma un tornado nel Michigan a – marzo – è assolutamente inusuale e purtroppo ha causato quattro vittime e diversi feriti.
Ma sì, parliamo del Michigan, non dell’Italia, chiaramente. Non ci aspettiamo tornado da noi, ma un tempo bizzarro sì, e proprio questo aspetto effettivamente ci darà parecchia noia.
Credit: ECMWF, NOAA, Copernicus Climate Change Service, WMO. (METEOGIORNALE.IT)
