
(METEOGIORNALE.IT) Sembra fantascienza solo a descriverlo: dopo questa parte di febbraio così mite, giunta tra l’altro improvvisamente dopo un periodo decisamente più fresco — almeno per quanto riguarda il Nord Italia — il tempo risulta estremamente perturbato per le regioni centrali e meridionali. L’Anticiclone Africano ci ha portato temperature smisuratamente elevate, del tutto inattese e arrivate in modo repentino. Le temperature sono salite sensibilmente: si può dire che molte regioni abbiano anche superato i 20 °C. Questa è la situazione meteo in Italia, ma gli eccessi maggiori si sono registrati sui monti, dove i valori sono cresciuti a dismisura, complice l’aria calda e secca dell’Anticiclone Africano, e la neve caduta in occasione delle Olimpiadi ha risentito parecchio di questo caldo improvviso.
Il cambiamento in arrivo: verso un calo termico
Ora bisogna parlare di un cambiamento meteorologico che si farà strada gradualmente. Va detto che questa variabilità verso un calo termico è una delle possibili ipotesi, poiché non tutti i modelli matematici concordano. Mentre il Nord America registra sbalzi termici importanti, in Europa si sta osservando un notevole riscaldamento: la Germania, che qualche giorno fa vedeva le nevicate, ha visto le temperature salire abbondantemente sopra i 15 °C; lo stesso vale per la Polonia. Le temperature crescono diffusamente su tutta Europa, ma questo cambiamento di regime così imponente non è affatto salutare, perché nasconde qualcosa di più rilevante: potremmo trovarci davanti a un’improvvisa virata verso il meteo invernale, un colpo di coda dell’inverno che, a guardare le mappe di proiezione dei modelli matematici anche a una settimana o dieci giorni, può sembrare impossibile. Eppure appare probabile, perché è atteso un nuovo crollo del Vortice Polare che dovrebbe spingersi verso l’Europa.
Attendersi un evento meteo paragonabile a quello dei primi di gennaio sarebbe forse impensabile. Al massimo avremo una fase di freddo con un abbassamento delle temperature sotto la media, accompagnato anche dal ritorno delle precipitazioni: a quel punto tornerà a cadere la neve sulle Alpi e sull’Appennino, su molte aree di quest’ultimo. Questa è una linea di tendenza che si proietta verso marzo inoltrato, poiché i primi giorni di marzo saranno ancora molto primaverili, anche se le nubi aumenteranno e compariranno le precipitazioni.
Dopo il 7 marzo: scenari caotici e ipotesi estreme
Il tempo tenderà a cambiare in modo caotico, soprattutto dopo il 7 marzo, data che si trova a meno di una settimana da oggi: a quel punto si aprono scenari davvero estremi, con possibili intrusioni di aria gelida oppure di aria africana. Questo accade soprattutto quando si vive una situazione meteorologica così fuori dal comune. E tutto ciò avviene perché siamo in pieno Cambiamento Climatico, un mutamento che ridisegna le stagioni, le quali non hanno più il volto di un tempo: non hanno nemmeno il volto che avevano dieci o quindici anni fa, ma sono cambiate radicalmente — un cambiamento che si tocca con mano. Non è la narrazione di persone anziane che hanno vissuto decenni e decenni: in soli 15 anni l’inverno è mutato completamente. Per dare un’idea, le stagioni estive degli ultimi cinque anni sono state di un’intensità impressionante, tutte caldissime, con il rischio ogni anno di ondate di calore paragonabili alla terribile sequenza del 2003, l’anno che aprì la strada. Si tratta di ondate di caldo che portano i termometri vicini ai record storici, talvolta battendoli.
Fine dell’inverno meteorologico e l’arrivo della primavera
Siamo al 28 febbraio: si chiude l’inverno meteorologico e il 1° marzo inizia la primavera meteorologica. La stagione invernale si avvia a concludersi, e da questo momento in poi si potrà parlare soltanto di colpi di coda invernali, quando eventuali blocchi d’aria fredda raggiungeranno l’Italia — con la precisazione che tali blocchi non essendo previsti a giorni brevi possono cambiare rotta, intensità e soprattutto effetti. Tuttavia il rischio potenziale sembra elevato, anche perché osservando i grafici che indicano le linee di tendenza, buona parte di essi si posiziona verso un abbassamento delle temperature. Le proiezioni diffuse ogni giorno dal Centro Meteo Europeo, con validità fino a 46 giorni, indicano che marzo avrà temperature sotto la media e precipitazioni spesso superiori alla norma. Viene allora spontaneo attendersi un mese di marzo tendenzialmente invernale, effettivamente prevedibile dopo questa vampata di calore di febbraio — un febbraio che fa quasi disonore al proprio nome, portando le temperature a valori così elevati.
L’Europa anomala: dalla Francia alle Isole Canarie
Se in Italia gli effetti non sono stati così marcati, si pensi a ciò che è accaduto nel sud-ovest francese, dove si sono toccati 28 °C, oppure alle temperature elevate registrate in Spagna. Spostandosi in Europa si osservano fenomeni insoliti: le Isole Canarie, colpite a tratti da temporali di forte intensità e grandinate, e neve caduta di nuovo sul vulcano Teide. Il tempo è così bizzarro che quasi nulla dovrebbe sorprendere, e quando si conduce un’analisi previsionale — che non è una previsione meteo vera e propria, bensì un’analisi di tendenza — tracciare la possibilità di eventi meteo estremi verso il freddo non è fantascienza. Allo stesso tempo il rischio di picchi termici verso l’alto inizia a essere degno di attenzione, perché con la primavera meteorologica ci si avvicina sempre più rapidamente alla stagione estiva.
Primavere instabili e il risveglio dei temporali
Le primavere degli ultimi anni, però, non hanno prodotto grandi ondate di calore: queste si osservavano forse fino a 15 anni fa, con record ben oltre i 30 °C già a marzo per via di sciroccate impetuose. Oggi si assiste invece a una moderazione delle temperature e a una tendenza a primavere con colpi di coda invernali, seguite da periodi molto miti. Un altro elemento che si sta manifestando nelle stagioni primaverili è la maggiore abbondanza di precipitazioni rispetto alla media su molte aree, soprattutto sul Nord Italia. Quest’ultimo, viste le temperature di questi giorni, potrebbe già vedere i primi temporali al primo cambiamento del tempo: la stagione dei temporali, interrotta a settembre, potrebbe riprendere già con marzo. Si potrebbero quindi avere anche le prime grandinate, inizialmente con chicchi piccoli e dunque meno dannosi per cose e strutture, ma potenzialmente nocivi per l’agricoltura e per la vegetazione che si sta risvegliando: con l’intrusione di aria fredda le nubi si sviluppano molto in alto e possono caricarsi di chicchi di ghiaccio.
La neve in pianura: un’ipotesi da non escludere del tutto
La neve in pianura appare improbabile, come opinione personale. Tuttavia è capitato di osservare, nei bollettini meteo automatici consultabili sullo smartphone, alcune località della Valle Padana con previsioni di neve e temperature diurne di 0 °C: il giorno successivo quella stessa giornata veniva prevista con il sole e massime anche di 17 °C, se non oltre. Questo racconta esattamente la caoticità che stiamo vivendo: un grande caos che non è fantascienza, ma realtà, innescato dal fatto che ci sono differenze di temperatura diverse rispetto al passato tra regioni polari e regioni tropicali. Ora che i tropici si stanno riscaldando, tali differenze si accentuano e si intensificano gli scambi di masse d’aria lungo i meridiani, ovvero da nord verso sud e da sud verso nord. Non sarebbe nemmeno accaduta, altrimenti, la grande tempesta di neve su New York con il suo ciclone bomba, ovvero un ciclone esplosivo. Ora è imminente una nuova nevicata su New York, dopodiché torneranno temperature miti. Ma New York è lontana: noi siamo in Italia, in Europa, e non abbiamo un clima così estremo.
Siamo però ancora vulnerabili alle correnti orientali, che nelle stagioni intermedie sembrano avere maggior vigore, come abbiamo visto in autunno e come potremmo vedere in questa fase di primavera meteorologica. Terremo aggiornati i lettori anche sulle eventuali improvvise ondate di calore, cosa che appare complessa da prevedere con anticipo, dato che ne abbiamo una in corso e non si riusciva a conoscerla se non a ridosso della sua imminenza.
Credits: (METEOGIORNALE.IT)
