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Affondo polare: il colpo di coda che apre la strada ad un marzo inaspettato

Dopo una primavera troppo precoce c’è un grande cambiamento confermato dal prossimo weekend, che svolta

Mauro Meloni di Mauro Meloni
09 Mar 2026 - 19:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Freddo polare in discesa sull'Italia
Italia bersaglio di una discesa fredda e perturbata dal prossimo weekend

 

(METEOGIORNALE.IT) Un meteo dal sapore palesemente già primaverile ci sta viziando in questo primo scorcio di marzo, un periodo in cui, astronomicamente parlando, dovremmo essere ancora nel pieno del freddo. I giardini iniziano a tingersi di colori sgargianti, gli uccelli tornano a cinguettare con un’insistenza quasi fastidiosa fin dalle prime luci dell’alba, il maglione di lana pesante comincia a sembrare un orpello del tutto inutile. Abbiamo voglia di tepore.

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Il bel tempo e lo stesso anticiclone stanno però iniziando a scricchiolare, anche se per il momento le temperature resteranno miti. Tornerà la neve copiosa nelle prossime settimane? È la classica, inevitabile domanda che qualcuno si fa sottovoce, camminando per strada, ma nessuno si aspetterebbe a questo punto il ritorno del freddo, sottovalutando le potenzialità di un marzo in grado di innescare sorprese a catena.

 

Il ribaltone atteso per il fine settimana

Cosa succederà esattamente nell’immediato? I dati in nostro possesso parlano una lingua chiara. A partire da Domenica 15 assisteremo a un drastico, inevitabile cambio di circolazione generale. Un profondo cavo d’onda di origine nord-atlantica, gonfio di aria polare marittima instabile, deciderà di affondare il colpo verso l’Europa occidentale, scavando una profonda ferita nel fianco del fragile anticiclone che ci sta tenendo compagnia in questi giorni. Si tratterà di un vero e proprio affondo polare, un proiettile freddo che mirerà dritto verso la Francia e successivamente, con un fisiologico ritardo, verso le nostre latitudini assolate.

 

Inizialmente, l’impatto frontale si tradurrà in un teso richiamo di correnti miti ma estremamente umide mosse dal libeccio. L’illusione di un tepore duraturo verrà però presto spazzata via dall’ingresso turbolento del maestrale e della pungente tramontana. I bacini marittimi si ingrosseranno rapidamente, fitte coltri di nubi grigie copriranno i cieli azzurri a cui ci eravamo placidamente assuefatti, la pioggia tornerà a bagnare terre troppo a lungo rimaste assetate. Insomma, un capovolgimento di fronte in piena regola.

 

Temperature in picchiata e neve in agguato

Il calo termico si farà sentire. Torneremo ad assaporare valori decisamente più consoni al periodo, magari con massime giornaliere che a stento supereranno i 12°C o i 13°C durante le ore centrali del giorno. Un brusco risveglio per chi già sognava, un po’ ingenuamente, le prime passeggiate sul lungomare.

 

E il manto nevoso? Probabile, anzi oserei dire probabilissimo, un temporaneo ritorno di aria frizzante in quota che porterà con sé una dose di freddo moderato e qualche gradita spruzzata di bianco La neve tornerà ad ammantare le cime delle nostre amate Alpi e i declivi della dorsale appenninica, ma attenzione, solo sui rilievi montuosi di un certo livello e sino a quote prevalentemente medie, scendendo generalmente poco oltre i mille metri di altitudine. Niente di clamoroso, dunque. Eppure, questo improvviso colpo di coda invernale serve come un severo monito, ricordandoci che l’atmosfera possiede un’inerzia termica notevole, un respiro profondo che non si spegne semplicemente strappando le pagine del calendario.

 

L’aria fredda di estrazione artica, scivolando inesorabile verso le acque decisamente più miti del mare nostrum, innescherà instabilità e contrasti termici di non poco conto. Non sono per nulla da escludere, a dire il vero, episodi di severo maltempo, temporali sparsi generati dal sollevamento forzato dell’aria, magari accompagnati da isolate, fastidiose grandinate. È il volto turbolento della bella stagione incipiente, quel preciso istante dell’anno in cui immense masse d’aria di origine diametralmente opposta iniziano le loro scaramucce nei vasti cieli sopra i cieli della vecchia Europa.

 

Le complesse dinamiche di una primavera fittizia

C’è all’orizzonte la concreta prospettiva di un’ultima parte di Marzo piuttosto altalenante, profondamente capricciosa e volubile, esattamente come esige la nostra secolare tradizione contadina. Calare il sipario in via definitiva sulla stagione fredda proprio adesso risulta un azzardo prematuro, soprattutto considerando i pesanti e proverbiali colpi di coda che questo arco temporale di transizione è in grado talvolta di regalare a sorpresa. Le fioriture spuntano con un anticipo disarmante sulle campagne di mezza Italia, ma la fluida macchina atmosferica.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: freddo polaremaltempoperturbazione
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Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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