
(METEOGIORNALE.IT) No, non c’è ancora spazio per la primavera. In tanti, dopo oltre 15 giorni di alta pressione, si sono illusi che l’inverno fosse arrivato definitivamente al termine, ma siamo davanti a uno dei più classici fuochi di paglia. Tra l’altro il tempo non è nemmeno stato così bello su tutte le regioni, visto che tante città sono state avvolte per giorni da nubi basse, strettamente legate all’alta pressione nei mesi freddi.
Laddove è spuntato il sole le temperature effettivamente sono risalite portandosi localmente a ridosso dei 19 °C, ma quello che più ha ingannato i nostri corpi è stato senza dubbio il tipico sole marzolino, in grado di trasmettere molta energia e riscaldare con più facilità qualsiasi superficie, inclusa la nostra pelle che ci ha fatto percepire erroneamente una temperatura più alta di quella reale.
Maltempo dopo metà marzo!
Nei prossimi giorni il sole riscalderà sempre più ma dobbiamo pur sempre fare i conti con la tipica dinamicità di fine inverno e inizio primavera, caratterizzata da innumerevoli perturbazioni e anche potenziali ondate di freddo tardive.
Già in questi ultimi giorni l’alta pressione sta cominciando a perdere colpi e lo dimostrerà soprattutto da metà marzo in poi, quando lascerà definitivamente spazio ad altre perturbazioni nord-atlantiche e possibili incursioni fredde di stampo artico.
I segnali che arrivano dalle ultime simulazioni meteo indicano:
- arrivo di varie perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo
- possibile sviluppo di cicloni e fasi di maltempo diffuso
Cicloni e temporali nel Mediterraneo
La primavera astronomica comincerà a tutti gli effetti il 21 marzo, giorno dell’equinozio, ma pare proprio che sarà un esordio di primavera dai sapori invernali.
È molto probabile l’arrivo di perturbazioni nord-atlantiche che rischiano di evolversi in autentici cicloni nel mar Mediterraneo: del resto, come è avvenuto tra gennaio e febbraio, sarà ancora possibile imbattersi in questi vortici di bassa pressione molto profondi e ben strutturati, in grado di portare molta pioggia da nord a sud.
Perché i temporali potrebbero diventare più intensi
Se aggiungiamo anche l’aumento dell’energia fornita dai raggi del sole, che diventano sempre più forti col passare dei giorni, aumenta anche il rischio di temporali un po’ più forti del solito, con grandine e locali nubifragi.
Le caratteristiche principali del possibile maltempo di fine marzo potrebbero essere:
- piogge frequenti e perturbazioni organizzate
- temporali localmente intensi con grandine e nubifragi
Sbalzi di temperatura e freddo tardivo
Ci saranno inoltre sbalzi di temperatura non indifferenti nell’ultima decade di marzo. Le varie perturbazioni nord-atlantiche trasporteranno aria fredda di matrice polare marittima, ovvero aria proveniente dalla Groenlandia che inevitabilmente farà precipitare le temperature a più riprese.
Insomma per la primavera ci sarà ancora da aspettare qualche altra settimana, fino a quando non si calmeranno le acque in questo classico periodo di transizione, sostenuto anche da un Final Warming precoce.
Con buona probabilità bisognerà attendere almeno la metà di aprile prima di rivedere alte pressioni più efficaci, più durature e più tiepide dalle nostre parti.
Questa tendenza sul possibile ritorno del maltempo dopo metà marzo è stata elaborata analizzando gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici globali, tra cui il modello GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, fondamentali per interpretare l’evoluzione della circolazione atmosferica sul Mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)
