
Dall’anticiclone al ritorno del freddo invernale sull’Italia
(METEOGIORNALE.IT) Vi riparlo dell’Amplificazione Artica, stavolta è essenziale farlo, ricollegandomi a un altro articolo che ho scritto oggi. Vi parlo di quel fenomeno atmosferico che si verifica quando c’è una forte differenza di temperatura tra le regioni polari e quelle tropicali. Questo va a creare alterazioni della corrente a getto. La corrente a getto non è altro che il Jet Stream, che genera innanzitutto fortissimi eventi in alta quota e traghetta le perturbazioni, ma poi tende a ondularsi, cioè ad assumere una configurazione in cui abbiamo discese di aria fredda e altrettanto marcate risalite di aria calda.
Ma l’Amplificazione Artica è anche responsabile di un altro fenomeno, ovvero le condizioni di blocco. Le situazioni di blocco, sostanzialmente, che cosa sono? Sono quelle in cui la corrente a getto assume una forma e una posizione pressoché stazionaria per parecchio tempo nelle stesse aree oppure, attenuandosi, si ripresenta di nuovo nelle stesse zone con caratteristiche simili a quelle precedenti.
Ed è quello che stiamo osservando dall’inizio della stagione invernale: abbiamo una corrente a getto che si spinge verso sud a ridosso della Penisola Iberica, ma soprattutto sull’Oceano Atlantico tra Madeira, le Canarie e il Marocco, dove fa scendere aria fredda dalle regioni artiche, quindi aria artico-marittima, e determina su queste zone precipitazioni eccezionali, assolutamente fuori scala. Tanto che queste isole, note come quelle dell’eterna primavera, hanno patito un inverno rigido rispetto alla media ed estremamente piovoso, dato che da novembre sono cadute precipitazioni che da queste parti si registrano in svariati anni.
Questo ha determinato, ovviamente, una notevole anomalia climatica e, se da quella parte abbiamo una discesa di aria fredda, appena più a est gradualmente le correnti diventano meridionali e in questo caso colpiscono, anche se parzialmente, l’Italia. Correnti meridionali, tra l’altro, portatrici di grandi precipitazioni, che sono cadute con abbondanza soprattutto sulla Penisola Iberica e su parte della Francia meridionale.
In Italia si sono verificate precipitazioni abbondanti quando il flusso derivava addirittura dalle regioni tropicali dei Caraibi. In quel caso, un vento proveniente in alta quota da quelle regioni ha trasportato enormi quantità di umidità verso la Penisola Iberica e poi anche verso l’Italia centro-meridionale, provocando precipitazioni davvero significative.
Successivamente avevamo visto, verso la seconda decade di febbraio, l’emergere della previsione di un modesto anticiclone che si sollevava dalla Penisola Iberica verso nord, ma proprio quando pareva innocuo, e non certo destinato a diventare ciò che è poi diventato, si è trasformato in un esplosivo anticiclone che interessa quasi tutta l’Europa, portando condizioni climatiche primaverili con largo anticipo. Tanto che si registrano temperature mitissime più a nord dell’Italia che nel nostro Paese.
Infatti, se nel nostro Paese vediamo temperature che localmente toccano i 20°C, tutto sommato ci troviamo nel Mediterraneo, giungono correnti meridionali e ormai siamo nei primi giorni di marzo. Ma le stesse temperature le troviamo in Germania, dove qualche settimana prima c’erano condizioni di gelo e neve, dissolte nel corso della terza decade di febbraio. Pensate che in quei giorni ancora il Mare del Nord e i bacini del Baltico a ridosso della Germania orientale erano ghiacciati verso le coste.
Quando cambierà il tempo: i modelli matematici parlano chiaro
Ecco, vi ho raccontato una lunghissima premessa. Che cosa è successo? Questa situazione di blocco però sta per cambiare, così ci dicono i modelli matematici, e allora avremo lo spostarsi verso l’Italia, con una data non ancora molto precisa, di quella corrente a getto che attualmente sta interessando le Isole Canarie e che porterà, a quel punto, condizioni di frequente maltempo e basse temperature in Italia. Ciò potrebbe succedere attorno alla metà del mese, quindi a metà marzo.
Nel frattempo, in Italia vedremo instabilità atmosferica, locali temporali e acquazzoni, soprattutto lungo la penisola e nelle zone interne, in particolare temporali a carattere locale che si sviluppano perché le temperature sono salite. Insomma, – instabilità atmosferica – vuol dire che l’atmosfera non è stabile, nonostante l’anticiclone.
In effetti, tutto questo è anche causato da un motore che fa una sorta di centrifuga sulla Penisola Iberica, dove è presente da giorni una bassa pressione che ha causato maltempo. E pensate che nei prossimi giorni ne arriverà anche un’altra: si sgancerà un nucleo di aria fredda da nord verso la Penisola Iberica e le Isole Canarie. Questo succederà attorno a metà settimana e quindi ancora l’Italia sarà sotto correnti meridionali. Ma, come ho detto, tutto potrebbe cambiare e le condizioni meteo potrebbero essere completamente stravolte.
La Primavera avanza, ma il Vortice Polare è ancora attivo
Tuttavia la primavera avanza, il sole è diventato ben più caldo rispetto a dicembre, più alto sull’orizzonte. Le ore di luce ormai si avvicinano a circa 12 ore, ci stiamo avviando verso l’equinozio di primavera. Il tempo sta decisamente cambiando, quello astronomico e, tutto sommato, anche quello meteorologico; rimane però sempre il fatto che abbiamo un Vortice Polare che è ancora invernale e che sparerà, passatemi il termine, diverse cartucce proprio nella nostra primavera astronomica, determinando condizioni atmosferiche di spiccatissima instabilità, bruschi abbassamenti della temperatura e, purtroppo, valori decisamente inferiori alla media per alcuni giorni.
Peraltro, questa situazione sarà accompagnata da precipitazioni che, visto il calo termico, diventeranno nevose a quote sempre più basse, anche perché le precipitazioni sotto forma di rovescio trascinano verso il basso l’aria fredda presente in quota, abbassando lo zero termico o, meglio, portando temporaneamente quell’aria gelida verso il suolo. Un’aria che quindi, con pioggia, grandine e poi anche fiocchi di neve, neve tonda compresa, si paleserà fino in collina sulle regioni settentrionali, ma potrebbe localmente raggiungere anche qualche località di pianura. Occasionalmente lo abbiamo già visto in passato: è un fenomeno che può accadere anche in questo periodo, nonostante il Riscaldamento Globale.
Abbiamo due mesi di quest’inverno chiusi con temperature fortemente sopra la media in Italia, perché ha prevalso quella corrente da sud-ovest che ha trasportato verso di noi aria calda, un fenomeno ormai divenuto ricorrente e che, vedrete, segnerà la media climatica. Perché sì, in futuro le medie climatiche, composte da trent’anni di osservazioni meteo, registreranno una fortissima variazione dovuta proprio a queste situazioni che ricorrentemente si verificano durante la stagione invernale. E sono le stesse condizioni che vediamo durante la stagione estiva, ma con una veste molto diversa.
Temperature sopra la media e rischi per la vegetazione
Al momento, però, l’aspetto cruciale è che avremo un cambiamento del tempo brusco, burrascoso, invernale, e purtroppo molti si stanno di nuovo abituando a queste temperature assolutamente fuori da quella che è la media del clima. Abbiamo valori che vanno dai 5°C ai 10°C sopra la media, soprattutto sulle montagne: Alpi, Prealpi e Appennini registrano temperature eccessivamente elevate, soprattutto nel nord Italia.
Su queste montagne la quota dello zero termico è molto elevata per il periodo e, quando scenderà, provocherà danni ingenti alla vegetazione che si è già risvegliata in quella che è una timida primavera. Perché sì, il clima è primaverile, non c’è niente da aggiungere. Una primavera che non va al passo con il calendario, molto precoce, con temperature che sarebbero normali alla fine di aprile.
Dal Nord America segnali preoccupanti: caldo estremo e tornado
Questo clima così instabile si sta manifestando con eccessi meteorologici ben peggiori nel Nord America. Ed è proprio da lì che ci arriva un segnale molto importante. Si è scatenata un’ondata di caldo che sta interessando in maniera esagerata soprattutto la costa orientale. Si registrano questa mattina temperature in Florida di 27°C già all’alba; ci sono valori di 20°C vicino a Washington. Per dire, a New York la temperatura nelle ultime 24 ore è salita di 10°C: partendo da valori bassi, è cresciuta sensibilmente persino durante la notte anziché scendere.
Queste brusche variazioni termiche stanno già provocando i primi temporali a supercella, che hanno causato persino delle vittime nel Michigan, dove si è verificato un fenomeno atmosferico assolutamente inatteso: un grosso tornado. Questo ha ucciso diverse persone e ne ha ferite parecchie.
Questa situazione atmosferica è un indice tutt’altro che trascurabile, perché quando nel Nord America le temperature salgono così violentemente durante la stagione invernale, il Vortice Polare tende a spingere aria fredda verso l’Europa, ed è quello che succederà, temporaneamente. Questa aria gelida si dirigerà nei prossimi giorni verso il Marocco, la Spagna e le Canarie, ma poi la vedremo anche sull’Italia e le condizioni meteo primaverili spariranno completamente.
Insomma, sono abbastanza certo: ne vedremo veramente delle belle, si potrebbe dire, avremo un meteo burrascoso, freddo, compatibilmente con il periodo, assolutamente insolito per la stagione. C’è anche il rischio che in alcune località si possano verificare quegli eventi meteo attesi durante la stagione invernale e mai arrivati. Parlo di neve, nebbia, grandine, fenomeni che possono accadere anche in questo periodo, nonostante sia ormai quasi primavera astronomica, mentre quella meteorologica è pressoché iniziata, come dimostrano le temperature che sono salite sensibilmente.
Insomma, ci aggiorneremo ancora su questo argomento che farà notizia, anche se al momento a molti potrebbe non interessare, visto il bel tempo e le condizioni favorevoli presenti all’esterno in alcune regioni.
Piove, però, e ci sono soprattutto i temporali già pomeridiani in alcune località, il segnale per eccellenza della stagione calda che avanza, del semestre che si avvicina all’estate. Ma adesso è primavera, e sarà ben presto meteo invernale. anche per poco, perché il cuore dell’inverno e finito, e questi eventi sono colpi di coda del freddo che succedono ogni anno.



