Oramai pare certo. La giornata di mercoledì 28 gennaio sarà caratterizzata da una nuova e organizzata perturbazione di origine atlantica, la quale raggiungerà l’Italia. Anzi ci colpirà proprio in pieno. Aspettiamoci quindi una fase meteo davvero molto perturbata.
Condita da precipitazioni diffuse e, al Nord, anche la possibilità di nevicate a quote basse. Secondo alcuni modelli previsionali, la neve potrebbe spingersi fino alle zone collinari, soprattutto aiutata dal fatto che saranno precipitazioni diffuse e battenti.
È oramai sicuro?
La risposta è sì. L’affidabilità di questo peggioramento è giudicata praticamente è sicura. Quello che ovviamente potrà variare fino all’ultimo sarà la quota neve media. Ricordiamo che si tratta di un parametro meteo estremamente difficile da valutare con diversi giorni di anticipo.
Mentre analizzare un peggioramento è piuttosto facile, nel senso che i modelli lo inquadrano oramai anche a cinque o sette giorni di distanza, valutare fino a che altitudine si spingerà la Dama Bianca è sempre un azzardo. Come sarà stavolta…

Diverse interpretazioni
Sul Nord Italia saranno presenti sacche di aria fredda nei bassi strati che, in combinazione con precipitazioni a carattere convettivo, come rovesci e addirittura locali temporali, potrebbero favorire la caduta di fiocchi fino a quote collinari.
Rimarchiamo che non sarà la nevicata ad addolcimento, perché non c’è alcun cuscino particolarmente gelido. A titolo di esempio, nel fine settimana del 24-25 gennaio piove con tre o quattro gradi in Valle Padana. Sono valori spiccatamente alti e quindi è impossibile che cada neve in maniera diffusa.
Il motivo è che la massa d’aria in arrivo non sarà freddissima. Però l’orografia può fare i miracoli. Le aree maggiormente interessate sembrano essere le vallate alpine e prealpine, il basso Piemonte e, con minori certezze, anche alcuni settori dell’Appennino ligure.

Altrove?
Al Centro-Sud lo scenario meteo sarà completamente diverso: le temperature si manterranno ovunque al di sopra delle medie stagionali e l’atmosfera assumerà connotati da inizio primavera o da fine autunno. Il maltempo si concentrerà soprattutto sulle zone tirreniche, mentre le adriatiche, ancora una volta, rimarranno quasi all’asciutto. Bene il fatto che la zona Ionica, devastata dal ciclone Harry, non abbia nuove fasi di maltempo. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE