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Negli ultimi giorni stiamo osservando una configurazione meteo davvero molto particolare. In realtà non è ancora presente. Ma la fiutano i modelli. Si tratta di una situazione che, con ogni probabilità, è collegata a un processo climatico ben noto agli addetti ai lavori. Stiamo parlando della cosiddetta amplificazione artica. Per comprendere meglio ciò che sta accadendo, è utile partire da una spiegazione, al fine di far capire ai nostri lettori il pattern attuale.

 

Di che cosa stiamo parlando

In termini semplici, l’amplificazione artica indica una progressiva riduzione del divario termico tra le aree polari e le regioni tropicali del pianeta. Storicamente, questo gradiente di temperatura ha rappresentato una delle possibilità per avere un date di freddo sul nostro paese. Ricordiamolo bene: parliamo di probabilità e non di certezze!

 

Quello che sta accadendo negli ultimi decenni però è qualcosa di inquietante. Le zone artiche stanno sperimentando un riscaldamento nettamente superiore alla media globale. Sono un vero e proprio hotspot climatico. Questo incremento anomalo delle temperature alle alte latitudini altera gli equilibri tradizionali dell’atmosfera. Amplifica la possibilità di avere discese fredde alle nostre latitudini.

 

Europa letteralmente spaccata in due. Clima stabile e relativamente mite alle alte latitudini, perturbazioni e neve a bassa quota sul Bacino del Mediterraneo. Aggiornamenti davvero molto interessanti.

 

Qualche precisazione

Va precisato che questa descrizione rappresenta soltanto una lettura superficiale, una semplificazione utile per far comprendere ai nostri lettori quello che stiamo dicendo. La realtà è molto più complessa. Questo perché l’amplificazione artica è il risultato di un’interazione tra ghiacci, oceani, correnti atmosferiche e tele connessioni positive e negative.

 

Entrando nel merito delle tendenze meteo più recenti, è interessante analizzare quanto emerso dall’ultimo aggiornamento del Centro Europeo (ECMWF). Si potrebbe avere una vera e propria. retrogressione di aria fredda addirittura il giorno di Natale o comunque in prossimità delle festività natalizie. Questo movimento, che va in direzione opposta rispetto al classico flusso zonale atlantico, dovrebbe coinvolgere in modo particolare l’Europa centrale e le regioni settentrionali dell’Italia.

 

Aria freddissima?

Il nocciolo gelido di questa massa d’aria estremamente fredda avrebbe come punto focale la miteleuropa. ma, come spesso accade in questi casi, essendo un enorme area diaria gelida gli effetti non si limiterebbero a quella zona. Anche il Nord Italia verrebbe interessato da un sensibile calo delle temperature, con condizioni meteo spiccatamente più invernali rispetto a quanto osservato nelle settimane precedenti. E il quadro non si esaurisce qui.

 

Circolazione e depressionaria attorno a Natale e Santo Stefano. Temperature basse e nevicate diffuse a quote molto interessanti.

 

E non è mica finita…

Le elaborazioni modellistiche suggeriscono infatti la presenza di un secondo nucleo freddo, ancora più intenso, in discesa dalla Russia europea. Questo blocco gelido potrebbe estendersi verso ovest, interessando i Paesi dell’Europa orientale fino a raggiungere il cuore dell’Europa Centrale.

 

Ma siccome stiamo parlando di tendenze meteo a 8/10 giorni, in uno scenario di questo tipo, non è affatto escluso che una parte di quest’aria fredda riesca a spingersi ulteriormente verso sud-ovest, coinvolgendo nuovamente il Nord Italia. Insomma, davvero tantissime novità che dovranno essere ovviamente confermate di volta in volta nei prossimi aggiornamenti.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICONAROMEARPEGE

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