
Le dinamiche invernali iniziano a prendere piede dalle simulazioni dei Centri Meteo di Calcolo proiettate per fine anno. Nella seconda parte di questa settimana non ci sarà ancora un cambio di circolazione e pertanto resteremo ancora alle prese con temperature molto miti e un dominio dell’alta pressione.
La settimana di Natale promette invece un ribaltone totale. Non è ancora così semplice capire cosa accadrà sull’Italia e per il momento possiamo dire che la svolta inizierà con frequenti fasi perturbate nei giorni a partire dal 21 dicembre e sino a Natale. L’ombrello sarà da tenere a portata di mano.
Il Mediterraneo sarà alle prese con una circolazione depressionaria che favorirà le piogge, ma la neve rimarrà ancora una chimera almeno per le pianure e si limiterà alle aree montuose. Questo sarà il primo passo verso un tempo decisamente inclemente e dal sapore sempre più invernale.
Il transito delle perturbazioni alle nostre latitudini deriverà dall’inserimento di un lembo di alte pressioni alle alte latitudini verso la Scandinavia. Il muro anticiclonico sul Nord Europa sbarrerà la strada al flusso atlantico, che sarà così costretto a sprofondare verso il comparto iberico ed il Mediterraneo.
L’Europa nel mirino di un fiume d’aria gelida dalla Russia
Correnti d’aria più fredde verranno via via incanalate verso l’Europa Centro-Orientale, lungo il bordo meridionale dell’anticiclone scandinavo, ad alimentare il contesto depressionario presente alle nostre latitudini. Iniziano ad aprirsi grossi spiragli per chi auspica freddo invernale e neve nel periodo di fine anno.
Tra Natale e Capodanno sembra potersi configurare una colata artica importante direttamente dall’Artico Russo verso il Centro-Est Europa. Questa dinamica potrebbe avere riflessi anche sull’Italia, in seguito ad un moto retrogrado che veicolerebbe il gelo verso il cuore dell’Europa e più ad ovest.
Il nostro Paese si troverebbe nella zona in cui le correnti miti oceaniche potrebbero interagire con il flusso più freddo di matrice russa. Non è da escludere che parte dell’aria gelida possa traboccare sul Nord Italia, confluendo con l’aria più umida e aumentano la possibilità di episodi di neve fino in pianura.
Naturalmente è solo un’ipotesi relativa ad un’evoluzione meteo ancora distante, ma come tendenza generale l’inverno ha tutta l’intenzione di ruggire entro la fine del 2025 sul Vecchio Continente. In Italia è tutto da definire, ma questa svolta può avere notevoli ripercussioni sul meteo di Gennaio.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.