L’annunciata fase fredda, nei nostri forecasts sul lungo termine, per la fine dell’anno e per la prima settimana o decade del 2026, tutto sommato sembrerebbe avere compimento. Certo, vagliando i dati deterministici, oramai a ridosso dell’azione fredda preannunciata, vanno evidenziate modulazioni delle manovre fredde, con varianti intervenute solo negli ultimissimi giorni nelle simulazioni e, dunque, vanno distinte le fasi con più e meno freddo per l’Italia, ma l’impianto complessivo di azione mediamente fredda resta in piedi.
Dopo la prima irruzione oramai imminente, attesa nelle prossime ore notturne e poi per tutta la giornata di S. Silvestro e fino a Capodanno mattina, irruzione anche significativa, con crollo termico e gelo diffuso, sebbene rapida e con scarsi apporti nevosi, per qualche giorno a seguire prevarranno le correnti più miti sudoccidentali, per via di una temporanea deviazione del getto freddo verso l’Ovest Europa e dell’allontanamento verso i Balcani del primo impulso artico.
Nella fase tra il 2 e il 3/4 Gennaio, le temperature aumenteranno ovunque, portandosi anche sopra media, mentre arriveranno piogge su diverse aree. Gi aggiornamenti sul più lungo termine, però, indicano, e qui usiamo il condizionale, che le manovre fredde non sarebbero affatto cessate.
Il travaso a Ovest dell’aria fredda artica sarebbe solo temporaneo, e già dal 4/5 gennaio al Nord, poi via via anche verso il Centrosud dalla Befana e per qualche giorno a seguire, le manovre bariche potrebbero tornare a porsi più meridiane, quindi con nuovi tentativi , da parte di impulsi freddi settentrionali, di entrare più diretti sul Mediterraneo.
A conferma di questa ipotesi, la mappa barica in copertina del modello europeo ECMWF, nella sua versione Ensemble, esprimente un nuovo assetto meridiano dal 5/6 gennaio con alta di blocco ricomposta in Atlantico e saccatura fredda in azione lungo i meridiani centrali del continente, fino al cuore del Mediterraneo.
Stando alle indicazioni del modello, dal 5 al 10 gennaio, dunque, potrebbero esserci nuovamente i presupposti per condizioni invernali sull’Italia, anche con neve fino a bassa quota o in pianura al Nord, a bassa quota al Centro, in collina anche verso alcune aree meridionali, in particolare verso Campania, Nord Puglia e Lucania.
Le manovre più fredde per il Nord, potrebbero avere inizio già dal 4 gennaio, sebbene, magari, con instabilità scarsa per una minore esposizione del Nord ai flussi instabili. Si tratta di una evoluzione che necessita di conferme, poichè va oltre i 4/5 giorni, ma ci sarebbero buoni presupposti affinchè la manovra fredda, interrotta nei primi giorni dell’anno per una improvvisa virata occidentale dell’aria artica, possa riprendere vigore nella prossima settimana.
Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).