(METEOGIORNALE.IT) Sta facendo un freddo di rilevanza storica in Siberia. Mentre gran parte del pianeta registra temperature eccezionalmente elevate, in questa vasta regione dell’Asia settentrionale accade l’esatto opposto: si stanno registrando le temperature più basse da quando iniziarono le misurazioni, cioè dal 1885.
Mai, come in questo periodo di ottobre, si era osservato un inizio mese così gelido. E non si parla di valori di non poco inferiori allo zero, ma di temperature che scendono sotto i -25 °C, un freddo intenso e persistente che ha dominato per cuna decina di giornate consecutive da inizio mese.
Inoltre, si segnala un’estensione eccezionale della copertura nevosa, legata al fatto che l’Artico è ancora in gran parte libero dai ghiacci. Il minimo annuale del ghiaccio marino è stato raggiunto il 10 settembre, ma ora, anche se con il rapido calo delle temperature il ghiaccio si sta riformando velocemente, ampie aree restano scoperte, e il mare, durante la stagione estiva, ha subito un notevole riscaldamento delle acque superficiali, con punte fino a 10°C sopra la media.
Queste temperature marine elevate favoriscono la produzione di vapore acqueo, che alimenta i fronti perturbati provenienti da nordovest, responsabili di tempeste di neve eccezionali. In poche giornate è caduta tanta neve quanto se ne accumula solitamente in tutto l’inverno.
Non tutti sanno che, in realtà, in Siberia nevica poco: il freddo estremo è generato da un potentissimo campo di alta pressione che intrappola l’aria gelida. Il picco del gelo si concentra nel settore orientale, molto distante dall’Europa. Quando il freddo raggiunge il Vecchio Continente, proviene da regioni più occidentali, pur sempre caratterizzate da un clima rigidissimo, dove la temperatura può scendere fino e oltre i -50°C.
Secondo numerosi studi scientifici, in particolare quelli statunitensi, un’elevata copertura nevosa in Siberia può preludere a un inverno rigido in Nord America. Tuttavia, spesso queste situazioni si traducono in periodi alternati di freddo estremo e fasi miti. Nell’inverno 2024-2025, ad esempio, dopo un dicembre relativamente mite, i mesi di gennaio e febbraio ha portato sugli Stati Uniti orientali e su parte del Canada diverse ondate di gelo, previste con i metodi empirici e poi confermate dai modelli climatici.
Le previsioni stagionali, tuttavia, non sempre si concretizzano: fenomeni come la nevicata siberiana e altri indici climatici forniscono solo indicazioni generali, utili a delineare tendenze su vasta scala.
Per quanto riguarda l’Europa, la Siberia si sta raffreddando in modo significativo non solo nella parte orientale, ma anche in quella occidentale, a est dei Monti Urali, dove si registrano ondate di gelo e nevicate improvvise. Il tempo, in queste zone, cambia molto rapidamente, come accade quasi ogni anno. Non è ancora chiaro quale sarà il significato di questo raffreddamento per il nostro inverno europeo, anche se va notato che il grande freddo siberiano si sta spingendo molto più a ovest rispetto ad altre annate.
Che sia il preludio di un inverno importante? Difficile dirlo. Nel frattempo, la Corrente del Golfo, pur attenuata, continua a mantenere temperature sopra la media in Islanda, su gran parte dell’Oceano Atlantico settentrionale e fino alla regione artica prospiciente l’Europa, comprese le Isole Svalbard.
La peggiore anomalia termica si registra però sull’Artico russo occidentale, da cui le grandi nevicate sono una diretta conseguenza di anomalie estreme di temperatura. Nel settore orientale dell’Artico russo, le temperature stanno precipitando e la banchisa polare inizia a ricongelarsi. I porti artici, situati in aree isolate e quasi disabitate, stanno già gelando: qui l’inverno è iniziato in anticipo.
Anche in Europa si è verificato un evento invernale precoce, che ha colpito in particolare i Balcani, con nevicate fino a 200 metri di quota, e ha interessato parzialmente anche l’Italia, dove si è osservato un marcato calo termico. Ora, però, la situazione è cambiata: domina un anticiclone che blocca le perturbazioni oceaniche, generando anomalie climatiche persistenti.
Nel frattempo, una forte ondata di maltempo sta colpendo la Spagna e le Baleari, e nei prossimi giorni raggiungerà la Sardegna e la Sicilia, con possibili nubifragi violenti. Questi fenomeni sono collegati anche alla Niña, attualmente in corso, che eserciterà una certa influenza anche sul clima italiano.
Gli eventi meteo estremi continuano a interessare il bacino del Mediterraneo. In Spagna, ad esempio, si segnalano strade invase da fango e detriti, trasformate in torrenti improvvisi per via delle piogge torrenziali generate dalla Dana, un fenomeno atmosferico particolarmente intenso e distruttivo.

L’inverno italiano potrebbe rivelarsi più freddo rispetto agli ultimi anni, ma al momento è possibile fare solo proiezioni preliminari. L’autunno, dopo la fase anticiclonica attuale, potrebbe presentare, tra fine ottobre e novembre, un cambio radicale, con maltempo, irruzioni di aria fredda e un possibile anticipo dell’inverno già nella prima parte di dicembre.
Poi inizierà il vero “calvario invernale“, che negli ultimi anni appare sempre più incerto: stagioni fredde che sembrano autunni prolungati, con poca neve e temperature anomale. Questa continuità di anomalie genera una forte incertezza anche sulle prospettive del prossimo inverno 2025-2026, nonostante gli indici climatici sembrino favorevoli a un ritorno del freddo.
Credits:
- National Snow and Ice Data Center (NSIDC) – Arctic sea ice data and analysis
- NASA Earth Observatory – Arctic sea ice minimum 2025 report
- NOAA Climate.gov – Climate Change: Arctic sea ice summer minimum
- World Meteorological Organization (WMO) – El Niño/La Niña Update
- NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
- Nature Climate Change – Delayed formation of Arctic snow cover in response to wildland fires
- Nature Communications – Current Siberian heating is unprecedented
- npj Climate and Atmospheric Science – Frequency of winter temperature extremes over Siberia
- Copernicus Climate Change Service – Heat in Siberia analysis
- Frontiers in Earth Science – Siberian High and snow cover impacts

