(METEOGIORNALE.IT) I fatti, cosa è stato scoperto, cosa è 3I/ATLAS
In parole semplici: è stato scoperto un oggetto dalla forma insolita che sta entrando nel Sistema solare. Le sue particolarità — aspetto, rotta, composizione e massa — hanno subito acceso il dibattito scientifico, perché non combacia perfettamente con ciò che vediamo di solito nelle comete. Fin dall’inizio qualcuno ha ipotizzato che potesse essere un’astronave aliena (insomma, un UFO), ma l’interpretazione prevalente tra gli esperti resta quella di un oggetto naturale, in attesa di dati più precisi.
Ipotesi su 3I/ATLAS
Il passaggio dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS nel Sistema solare ha innescato un confronto serrato: da un lato c’è chi, come il fisico Avi Loeb dell’Università di Harvard, propone una probabilità “del 30–40%” che si tratti di tecnologia non terrestre; dall’altro, comunità come SETI, NASA ed ESA leggono nei dati il comportamento di una normale cometa.
Le anomalie secondo Avi Loeb
Nel suo blog, Loeb ha elencato sette indizi “insoliti”: dimensioni stimate con diametro oltre 5 chilometri e massa nell’ordine delle decine di miliardi di tonnellate; un getto luminoso puntato verso il Sole con coda apparsa in ritardo; composizione con più nichel che ferro; polarizzazione estremamente negativa; allineamento con il piano eclittico; passaggi ravvicinati presso Marte, Venere e Giove; fino alla coincidenza geometrica con il segnale Wow! del 15 agosto 1977. Da qui la stima di una probabilità del 30–40% di origine artificiale e l’aspettativa di un perigeo lontano dalla Terra attorno al 19 dicembre.
La replica del SETI: perché un’origine naturale è plausibile
Nella risposta firmata dal ricercatore Eahsanul Haque del SETI, alcuni punti vengono ridimensionati. L’allineamento con l’eclittica è raro ma non proibito per un corpo proveniente dal disco sottile della Via Lattea, quasi coplanare al nostro Sistema solare. Una traiettoria a elevata eccentricità, tipica di un oggetto espulso da un sistema stellare, può generare allineamenti multipli con i pianeti per le variazioni gravitazionali lungo il percorso. Soprattutto, non si osservano accelerazioni anomale compatibili con propulsione: il moto segue la gravità. Sul piano astrogeologico, Haque delinea l’ipotesi descrittiva di un frammento clastico litificato, con proprietà ottiche coerenti con strati silicoclastici modificati diageneticamente.
Scoperta e classificazione: cosa sappiamo finora
3I/ATLAS, noto anche come C/2025 N1 (ATLAS), è stato individuato il 1º luglio 2025 dal telescopio ATLAS in Cile, quando si trovava a circa 4,5 UA dal Sole. La natura interstellare è stata riconosciuta grazie alla traiettoria iperbolica e all’alta velocità, indizi chiari di una provenienza esterna al Sistema solare. È il terzo oggetto interstellare confermato dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov.
Caratteristiche orbitali in breve
La cometa percorre un’orbita iperbolica con eccentricità ~6,139, finora la più alta tra gli oggetti interstellari noti. L’inclinazione ~175° rispetto all’eclittica la rende retrograda. Il perielio è atteso tra 29–30 ottobre 2025 a circa 1,357 UA dal Sole, con velocità dell’ordine di 68 km/s. La traiettoria la porterà a transitare in prossimità di Giove, Marte e Venere, evitando la Terra.
Dimensioni e composizione: cosa mostrano le osservazioni
Le stime del nucleo sono ancora in evoluzione. Il Telescopio Spaziale Hubble lo ha osservato a luglio 2025 da circa 365 milioni di km. Si registra chiara attività cometaria — chioma e coda — a conferma della presenza di ghiacci in sublimazione e della naturalezza del fenomeno.
Visibilità e campagne osservative
La magnitudine apparente al massimo avvicinamento dovrebbe raggiungere ~11,5: non sarà visibile a occhio nudo e resterà impegnativa persino per i piccoli telescopi amatoriali. Osservabile dai grandi telescopi di terra fino a settembre, diventerà poi troppo vicina al Sole per riapparire a dicembre, dopo il passaggio dietro la nostra stella.
Geometrie, velocità e tappe del viaggio
Rilevata a luglio, 3I/ATLAS viaggia a circa 58–68 km/s (oltre 200.000 km/h). Le probabilità “piccole” di alcuni allineamenti citati da Loeb non implicano l’eccezione assoluta: con un ingresso dall’interstellare e condizioni iniziali molto energetiche, combinazioni geometriche rare possono emergere senza interventi artificiali. Nel frattempo, le osservazioni dal vicinato di Marte e, più avanti, il passaggio presso Giove del 16 marzo 2026 offriranno ulteriori vincoli su nucleo, polveri e gas.
Che cos’è, in due parole, 3I/ATLAS
È un messaggero interstellare: probabilmente un residuo espulso da un sistema planetario lontano, capace di conservare indizi chimico-fisici dell’ambiente d’origine. Una sorta di “capsula del tempo” che ci permette di interrogare fasi antiche della Via Lattea senza ricorrere a scenari oltre quanto richiesto dai dati.
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