Se ne parla poco. Dopo un agosto dal meteo davvero bollente le condizioni marine non possono che essere peggiorate. Il Mare Nostrum è decisamente troppo caldo. Ma non è un caso. Dietro a queste anomalie termiche si nasconde una combinazione precisa di fattori atmosferici e climatici.
A cosa è dovuto il tutto
La causa principale è da ricondurre a una persistente configurazione di blocco. Ve ne abbiamo parlato più volte. Un anticiclone particolarmente robusto si è insediato sull’area euro-mediterranea per almeno due settimane, impedendo la normale circolazione atmosferica e favorendo così il riscaldamento eccessivo delle acque, non solo superficiali, oramai pure moderatamente profonde.
Conseguenze ecologiche
L’aumento così rapido delle temperature marine non è un semplice dato statistico, ma un fattore che si ripercuote direttamente sugli ecosistemi e non solo. La vita marina subisce stress notevoli: pesci, molluschi, alghe e altre specie già provate da un lungo periodo anomalo continuano a soffrire. Inoltre, c’è un’abbondanza di specie aliene, che provengono da mare più caldi e riescono a nutrirsi degli animali presenti nel Mediterraneo.
Occhio poi all’atmosfera…
Ovviamente, anche l’atmosfera reagisce bruscamente a queste condizioni anomale. Quando masse d’aria relativamente fredde, provenienti dal Nord Europa, incontrano un mare così caldo, è facile che si creino contrasti termici molto intensi. È proprio in questi giorni che si originano fenomeni meteo estremi: temporali violenti, nubifragi concentrati in poche ore e precipitazioni capaci di generare frane, smottamenti e alluvioni improvvise. Non è quello che è accaduto in Liguria in Toscana?
Un mare che non smette di scaldarsi
Anche se sta piovendo da alcuni giorni, il Mediterraneo resta comunque davvero troppo caldo. Le temperature superficiali non hanno raggiunto i picchi di fine giugno o metà agosto, ma restano superiori alle medie stagionali. È una nuova fase di un fenomeno che sembra destinato a ripetersi con frequenza crescente. E ovviamente allarmante. Più fa caldo durante l’estate e maggiori sono i rischi che subisce il Mediterraneo.
Anche perché, così facendo, aumenta e non di poco la probabilità che in autunno si verifichino precipitazioni intense e localmente con gravi conseguenze. Si badi bene. Non si tratta di una certezza matematica, ma di una possibilità reale, supportata dai dati osservativi degli ultimi anni.
Uno scenario da non sottovalutare
Come detto nel titolo, se ne parla poco. Ciò che stiamo osservando non è solo una curiosità scientifica, ma dovrebbe essere una notizia da prima pagina. È un segnale forte che riguarda tutti. Il Mediterraneo sta cambiando e lo fa a una velocità che mette in allarme climatologi e meteorologi.
Il caldo marino non rimane confinato alle acque, ma condiziona drammaticamente l’atmosfera, gli ecosistemi, la vita quotidiana delle popolazioni costiere e persino la sicurezza idrogeologica del territorio. Il messaggio è chiaro. Con questi cambiamenti climatici rischiamo fenomeni meteo sempre più violenti nella stagione autunnale.