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Il prossimo fine settimana, coincidente con Sabato 21 e Domenica 22, ci stupirà con il meteo. Dopo una breve tregua dalle alte temperature, l’Alta Pressione subtropicale, proveniente dalle coste del Marocco e dell’Algeria, tornerà a stabilizzarsi su gran parte della Penisola Italiana.

 

Si tratta di un’imponente massa d’aria calda che trae origine dalle zone interne del deserto del Sahara e che sarà in grado di diffondersi velocemente attraverso il bacino del Mediterraneo, trasportando con sé temperature elevatissime e un’umidità crescente. Insomma, tutto ritorna come prima!

 

Farà caldo!

Tale configurazione atmosferica è particolarmente caratteristica delle ondate di calore più intense che interessano la nostra area geografica nei mesi estivi. Le previsioni meteo indicano che la colonnina di mercurio salirà rapidamente, non solo nelle aree di pianura, ma anche in quota elevata.

 

Lo zero termico, ovvero la soglia oltre la quale le temperature restano inferiori allo zero, si spingerà in alto fino a oltre i 4000 metri di altitudine, ben al di sopra della media stagionale, che normalmente si attesta non distante dai 3000 metri in questo periodo di Giugno.

 

Cieli sereni e massime oltre i 35°C su molte regioni

Le giornate di Sabato 21 e Domenica 22 saranno contraddistinte da cieli sereni e tempo stabile su quasi tutta l’Italia. Secondo le proiezioni meteo aggiornate, le temperature massime saranno particolarmente elevate, con punte che potrebbero superare anche i 35 gradi, specialmente su Val Padana, aree interne e tirreniche del Centro e Sud, oltre che su Sicilia e Sardegna.

 

Nel dettaglio, le pianure del Nord si troveranno tra le zone più calde del Paese, assieme alle aree del Lazio, della Campania, della Puglia e della Basilicata tirrenica, dove l’effetto dell’Anticiclone africano sarà più marcato. Anche le due Isole Maggiori saranno investite da questa fiammata subtropicale, con valori termici che localmente potrebbero sfiorare i 38°C.

 

Afa in aumento e disagio fisico diffuso

A peggiorare ulteriormente la percezione del caldo intenso sarà l’arrivo dell’umidità in aumento, trasportata anch’essa dall’aria sahariana durante il suo passaggio sopra il Mar Mediterraneo. Questa umidità elevata contribuirà a generare un marcato senso di afa, soprattutto durante le ore serali e notturne. Le condizioni meteo diventeranno così sempre più opprimenti, favorendo disagio fisico diffuso, in particolare nelle grandi aree urbane e in tutte le località costiere dove la ventilazione sarà debole o del tutto assente.

 

Le prime ore del giorno offriranno qualche sollievo, ma con l’avanzare del sole, il calore accumulato sarà rapidamente percepito. L’assenza di perturbazioni e l’aria stagnante accentueranno la sensazione di calore, rendendo difficoltoso anche il semplice svolgimento delle attività quotidiane all’aperto.

 

Una stagione estiva pronta a ritornare con vigore

Il debutto dell’Estate astronomica, che coincide con il Solstizio, avverrà dunque sotto il segno dell’Anticiclone africano, una figura barica che potrebbe caratterizzare anche i successivi sviluppi stagionali. L’attuale tendenza meteo sembra infatti suggerire che le condizioni favorevoli al caldo africano possano persistere per diversi giorni, alimentando l’ipotesi di una lunga fase calda sin dai primi momenti della nuova stagione.

 

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici fanno emergere un’estensione dell’Anticiclone verso l’Europa centrale, dove potrebbero replicarsi condizioni simili. La dinamica sinottica mostra una configurazione bloccata, con le perturbazioni atlantiche confinate al largo dell’Oceano e un’aria instabile relegata all’Est Europa. Questo assetto favorirà la stabilità meteo sull’Italia, consolidando l’attuale scenario di tempo secco e temperature elevate.

 

Per ora, non si intravedono cambiamenti meteo significativi all’orizzonte: il dominio dell’Alta Pressione subtropicale sembra destinato a durare. Resta solo da capire se questa nuova ondata di calore estiva rappresenterà un episodio isolato o l’inizio di una lunga serie di affondi africani. Cosa che, ci duole dire, pare quantomai probabile.

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