Meteo e Maturità 2025: le città dal caldo rovente più intenso durante gli esami

Meteo e Maturità 2025: le città dal caldo rovente più intenso durante gli esami

Meteo in classe: aule roventi come serre

Le città più calde: il meteo peggiora per gli orali

Temperature massime fino a 37°C

Caldo intenso anche a 35°C

Meteo rovente in Pianura Padana e Sardegna

Italia e caldo: un’arretratezza culturale sul fronte prevenzione

MERCOLEDÌ 18 GIUGNO segna non solo l’inizio ufficiale degli Esami di Maturità 2025 , ma anche l’inizio di un’ondata di calore che rischia di mettere a dura prova centinaia di migliaia di studenti e docenti in tutta Italia . E se da un lato il timore degli scritti resta immutato anno dopo anno, dall’altro quest’anno sarà il meteo a giocare un ruolo da protagonista, con temperature che in molte città sfioreranno o supereranno i 37°C , proprio durante le ore centrali in cui si svolgeranno le prove.

Meteo in classe: aule roventi come serre

A differenza di altri Paesi, come il Giappone , dove l’ambiente scolastico è progettato anche in funzione del clima – con aule, palestre e ambienti comuni dotati di climatizzazione , sensori di umidità e sistemi automatici per sospendere le attività in condizioni critiche – in Italia ci si ritrova ancora in aule prefabbricate o poco isolate, dove il caldo si accumula già nelle prime ore del mattino.

Non sorprende dunque che in molte scuole già MERCOLEDÌ mattina le temperature interne raggiungano e superino i 30°C , rendendo difficile la concentrazione e mettendo in crisi non solo gli studenti ma anche le commissioni d’esame , spesso costrette a restare in aula anche nel pomeriggio per correggere le prove.

Le città più calde: il meteo peggiora per gli orali

Secondo le ultime proiezioni meteo , la situazione potrebbe addirittura peggiorare GIOVEDÌ 19 GIUGNO e nei giorni successivi, quando è attesa una nuova ondata di calore (da confermare), che coinciderebbe proprio con lo svolgimento delle altre prove d’esame.

Ecco un quadro delle temperature massime previste fino a DOMENICA 22 GIUGNO 2025 nelle principali città italiane, con particolare attenzione alle aree dove studenti e docenti dovranno affrontare il caldo nel pieno degli esami:

Temperature massime fino a 37°C

FIRENZE e PRATO svettano in cima alla classifica del caldo, con massime previste di 37°C . Un livello che potrebbe trasformare ogni aula in una sorta di serra , rendendo difficile persino parlare per più di dieci minuti consecutivi.

GROSSETO , PISTOIA , CASERTA , ROMA , SANLURI e TERNI sono attese a 36°C , valori che costringeranno le scuole – sprovviste di condizionamento – a fare i conti con ambienti fortemente surriscaldati già dal primo mattino.

Caldo intenso anche a 35°C

Le città con 35°C – come BOLZANO , BENEVENTO , VITERBO , NAPOLI , LUCCA , AREZZO , SALERNO e ALESSANDRIA – non saranno certo risparmiate: qui, soprattutto nelle scuole dei centri storici, la ventilazione naturale è spesso scarsa e gli spazi poco areati.

Meteo rovente in Pianura Padana e Sardegna

A SIENA , VICENZA , MILANO , PARMA , VERONA , OLBIA , MANTOVA , MODENA , MONZA , NUORO , PAVIA , TORINO , PADOVA , TRIESTE , LECCO e molte altre città, le temperature toccheranno 34°C , con l’umidità che aggraverà ulteriormente la percezione del caldo. VILLACIDRO e VERBANIA , anch’esse a questa soglia, rientrano tra le aree critiche.

Italia e caldo: un’arretratezza culturale sul fronte prevenzione

In Italia , si sospendono le lezioni solo in caso di freddo intenso quando ci sono problemi agli impianti di riscaldamento, mentre il caldo estremo viene ignorato, come se non fosse un rischio reale. Eppure, in regioni come le Canarie e in diversi Paesi europei, le lezioni vengono sospese per eccessiva calura , esattamente come accade per il freddo.

È un paradosso che scuole di uno Stato europeo moderno possano ignorare totalmente gli impatti del clima sull’apprendimento e sul benessere di studenti e insegnanti. Il meteo non è un dettaglio: è un fattore ambientale determinante , soprattutto quando si parla di prove d’esame , concentrazione e performance.

Le temperature previste rappresentano una minaccia concreta per lo svolgimento sereno degli esami di maturità. E il fatto che non siano previste azioni preventive o forme di tutela – come la sospensione delle attività nelle ore più calde o l’adeguamento degli ambienti scolastici – segnala ancora una volta quanto il nostro sistema sia arretrato sul piano del meteo educativo .

La domanda sorge spontanea: quanto dovremo attendere ancora prima che il clima entri a pieno titolo tra i parametri organizzativi della scuola pubblica italiana?

Per approfondimenti scientifici sui rischi da calore estremo nei contesti scolastici, si veda il portale dell’ Environmental Protection Agency (EPA) o i rapporti del World Health Organization .