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      Convivere col rischio bombe d’acqua e fenomeni meteo violentissimi

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 26/06/2025
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • La situazione
      • Come mai รจ diverso da una semplice pioggia
      • I fattori che causano tali fenomeni
      • Come si sviluppano?
      • Le aree italiane piรน vulnerabili ai fenomeni estremi
      • La difficoltร  nella previsione di tali mostri
      • Infrastrutture e urbanistica contro gli eventi estremi

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      Chiariamo subito il concetto: il termine bomba dโ€™acqua non รจ corretto dal punto di vista meteo. Si tratta di una dicitura che รจ entrata nellโ€™immaginario collettivo e causa parecchia enfasi. Il vero nome sarebbe nubifragio, oppure rovescio di estrema intensitร . Ciรฒ non toglie che il discorso รจ sempre quello. Come fare a difendersi e a prevenire questi eventi cosรฌ estremi? Vediamo insieme una analisi in questo nostro nuovo articolo.

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      La situazione

      Negli ultimi anni, lโ€™Italia sta vivendo un aumento progressivo e allarmante degli eventi meteo estremi, che spesso sfociano in vere e proprie alluvioni lampo. Questi fenomeni si stanno trasformando da eventi rari a situazioni ricorrenti, con effetti devastanti su cittร , territori e popolazioni.

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      Le piogge torrenziali che si abbattono su aree localizzate in un tempo ridotto, scaricando al suolo quantitร  dโ€™acqua normalmente attese in un intero mese, sono ormai cronaca consolidata. E oramai non capitano piรน da metร  Estate fino a fine Autunnoโ€ฆ

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      Come mai รจ diverso da una semplice pioggia

      Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un nubifragio non รจ solo una precipitazione intensa. Si tratta di un sistema temporalesco in grado di far cadere in unโ€™ora oltre 100-150 millimetri di pioggia. Questo significa che in sessanta minuti puรฒ piovere lโ€™equivalente di 1.500 litri dโ€™acqua per ogni metro quadrato.

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      Immaginate quindi 100 bottiglie dโ€™acqua da un litro e mezzo che cadono in unโ€™ora su ogni metro quadrato di superficie. E, successivamente, immaginate la valanga dโ€™acqua che potrebbe investire una grande cittร  se lโ€™intensitร  fosse simile. Ecco perchรฉ sono estremamente pericolosi. Tali nubifragi vengono enfatizzati dal caldo umido presente in atmosfera oppure, prettamente nella stagione autunnale, dai mari che sono ancora particolarmente caldi.

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      I fattori che causano tali fenomeni

      Affinchรฉ si formi un evento di questa intensitร , devono verificarsi contemporaneamente tre condizioni atmosferiche ben precise. La prima รจ la presenza di aria calda e umida al suolo. La Valle Padana รจ un ottimo trigger in Estate, mentre i mari lo sono in Autunno.

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      Poi serve unโ€™irruzione di aria fredda in quota, che puรฒ giungere dalle Alpi o dai Balcani (piรน o meno intensa, non cambia). Il contrasto termico tra la superficie marina e lโ€™alta troposfera, dove si possono registrare anche 40ยฐC di differenza, genera una colonna dโ€™aria estremamente instabile. Questa condizione favorisce la formazione di correnti ascendenti molto potenti.

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      Infine, รจ necessaria la convergenza dei venti: quando masse dโ€™aria opposte, come quelle di scirocco e maestrale, si scontrano, costringono lโ€™aria calda e umida a salire violentemente, rafforzando ulteriormente la struttura temporalesca, la quale puรฒ evolvere in supercella.

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      Come si sviluppano?

      Quando questi tre elementi si combinano, si forma una struttura meteorologica conosciuta come supercella temporalesca, la piรน pericolosa tra le configurazioni temporalesche. Lโ€™aria calda sale con velocitร  elevatissime, anche superiori a 30 metri al secondo (120 chilometri orari!), raggiungendo la tropopausa โ€“ tra i 12 e i 15 chilometri di altezza โ€“ in pochissimo tempo. A quelle altitudini, il raffreddamento improvviso del vapore acqueo provoca condensazioni rapide e violente, con annesse le temute grandinate.

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      Le correnti ascendenti e discendenti allโ€™interno del temporale creano un meccanismo di ricircolo continuo. Se non cโ€™รจ tanto vento in quota, tale struttura rimane ferma o comunque trasla lentamente. Questo spiega perchรฉ, durante questi eventi, la pioggia si concentra in modo persistente su aree ristrette, provocando allagamenti, frane e smottamenti.

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      Le aree italiane piรน vulnerabili ai fenomeni estremi

      La configurazione geografica dellโ€™Italia favorisce la formazione di vere e proprie aree a rischio per i fenomeni meteo estremi. In Liguria, ad esempio, lโ€™incontro tra il mare caldo e le Alpi retrostanti crea una condizione favorevole alla formazione di temporali autorigeneranti. Anche il Lazio costiero risente della confluenza tra le correnti marine tirreniche e quelle provenienti dagli Appennini, generando instabilitร .

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      La Sicilia orientale, in particolare nelle aree tra Catania e Siracusa, รจ spesso teatro dello scontro tra masse dโ€™aria africane molto calde e correnti piรน fresche dai Balcani, con conseguente formazione di eventi estremi. Anche la Versilia, con la configurazione a imbuto della valle dellโ€™Arno, rappresenta unโ€™area ad alta vulnerabilitร  meteo.

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      Ci sono perรฒ delle condizioni per avere alluvioni lampo anche in pianura padana e nelle pedemontane Alpine. Questo capita quando, alla fine di una lunga ondata di calore, arriva aria fredda Nord Atlantica che valica le Alpi e riesce a promuovere corrente ascensionali molto forti e a scaricare sul suolo enormi quantitร  di acqua in pochissimo tempo.

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      La difficoltร  nella previsione di tali mostri

      Nonostante i progressi della scienza meteorologica, prevedere con precisione luogo e tempistiche di una bomba dโ€™acqua รจ ancora molto complesso. I modelli numerici e i sistemi di calcolo riescono a individuare condizioni favorevoli allo sviluppo del fenomeno, ma stabilire con esattezza lโ€™area che colpirร  resta difficile, poichรฉ si tratta di eventi spesso improvvisi. Ma cโ€™รจ una novitร . Le tecnologie di ultimissima concezione.

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      Per cercare di anticipare questi fenomeni, vengono impiegati strumenti sempre piรน sofisticati. I radar doppler, ad esempio, sono in grado di rilevare rotazioni allโ€™interno delle nubi temporalesche, elemento chiave per identificare una supercella. Inoltre, i satelliti meteorologici ad alta risoluzione osservano in tempo reale la temperatura delle nubi e la loro evoluzione.

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      Infrastrutture e urbanistica contro gli eventi estremi

      Oltre allโ€™aspetto meteorologico, diventa fondamentale intervenire con misure strutturali. Le cittร  devono adattarsi al nuovo contesto meteo, attraverso soluzioni come le pavimentazioni drenanti e la creazione di vasche di laminazione per raccogliere lโ€™acqua piovana.

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      Troppo spesso vediamo tombini otturati, fu argini subissati da rifiuti e spazzatura. Oltre allo scempio ambientale e al fatto che sia un vero e proprio pugno nellโ€™occhio, ricordiamo che tutta questa incuria puรฒ farcela pagare cara quando arriva un peggioramento corposo. I cambiamenti climatici non fanno altro che aumentare il rischio, la frequenza e lโ€™intensitร  di questi eventi meteo estremi. Spetta a noi adattarci e continuare a progredire in questo campo.

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