Spesso e volentieri si sente parlare di El Niño, ma cosa intendiamo con tale affermazione? In questo nostro articolo spiegheremo Che tipo di fenomeno meteo si tratta e cosa comporta per l’Italia. Ma soprattutto perché andiamo con ragionevole sicurezza a dire che avremo una stagione autunnale piuttosto pessima.
Qualche informazione utile
El Niño rappresenta una delle due fasi opposte del ciclo climatico noto come ENSO (El Niño-Southern Oscillation), in cui si alternano periodi dominati da temperature oceaniche più alte della norma (Niño) a fasi di raffreddamento delle stesse acque (Niña).
Con il consolidarsi di El Niño, si osserva un indebolimento e una maggiore ondulazione del getto polare, quel flusso d’aria in quota che separa le masse d’aria fredda da quelle calde. Questa condizione agevola l’arrivo delle perturbazioni atlantiche verso il Sud Europa, Italia inclusa.
Questo vuol dire che in una fase meteoclimatica simile le perturbazioni sarebbero la norma e quindi potremmo avere continui affondi perturbati dall’Oceano Atlantico. Certo, di per sé sarebbe pure un’ottima cosa, ma attenzione che di questo passo rischiamo che gli effetti negativi siano peggiori di quelli positivi.
Un’Italia bersagliata dalle piogge, anche forti
Dando uno sguardo a purissimi mesi, le proiezioni indicano un’accentuata instabilità meteorologica tra Settembre e Novembre, soprattutto nel Centro-Sud, dove si prevede il passaggio di numerosi fronti perturbati carichi di piogge intense, anche a carattere temporalesco.
Le regioni settentrionali, protette in parte dalle Alpi e dalla possibile presenza di Anticicloni di blocco, potrebbero risentire meno direttamente di questa situazione, pur non essendo esenti da episodi intensi. Diciamo che, in questo caso, mancherebbe il ruolo centrale che hanno le temperature marine così calde.
Estate 2025: l’incubo del caldo estremo
L’effetto più dirompente di El Niño si manifesta durante la bella stagione, con un rafforzamento dell’Anticiclone Africano che può facilmente spingersi verso l’Europa meridionale, determinando una configurazione di Alta Pressione duratura che blocca le perturbazioni e spinge verso l’alto le temperature.
L’Estate 2025 potrebbe essere ricordata come una delle più calde e opprimenti degli ultimi decenni e questo mese di Giugno così folle ce ne dà una chiara e schiacciante prova. Questo tipo di configurazione meteorologica, con Alte Pressioni dominanti, non solo peggiora le condizioni della qualità dell’aria nei centri urbani, ma accelera anche l’evaporazione dei bacini idrici e accentua lo stress ambientale nei territori agricoli.
Rischio supercelle pure in Autunno
Il mare caldissimo fungerà da miccia per lo sviluppo di temporali violenti. Con un’atmosfera così carica di energia, anche i valori di instabilità convettiva si porteranno su livelli elevati. Gli indici CAPE, che misurano il potenziale di sviluppo temporalesco, potranno superare i 1000-1500 J/kg.
Valori simili indicano un’alta probabilità di fenomeni violenti come supercelle temporalesche, grandinate distruttive e downburst – raffiche discendenti improvvise e fortissime, in grado di causare danni a edifici e infrastrutture. Senza contare i sistemi autorigeneranti, tipici da sempre della stagione autunnale.
Ancora una stagione estrema
Comunque, a prescindere da El Niño, è fondamentale tenere a mente che le condizioni meteo climatiche predisponenti della prossima stagione autunnale sono veramente pericolose. Rischiamo davvero una stagione estrema, fatta di temperature molto sopra le medie nella prima parte e di continui affondi perturbati nella seconda.