ETNA, un vulcano pericoloso. Evento del 2 Giugno è terribile
I flussi piroclastici sono mortali se investono le persone.
• Cosa sono i flussi piroclastici
• Definizione e caratteristiche
• Caratteristiche fisiche estreme
• I flussi piroclastici nella storia dell’Etna
• Periodi remoti: le eruzioni pliniane
• Eventi recenti e contemporanei
• Confronti storici con altri vulcani
• Monitoraggio e prevenzione sull’Etna
• Fattori di protezione naturale
#Breaking Mount Etna erupts, forcing tourists to flee as a massive plume of smoke billows into the sky. #Mount_Etna erupts, tourists flee as massive smoke plume chokes #Sicily ’s skies, INGV reports. #Italy #Volcano pic.twitter.com/mbqDIeXI9h — ⚡️🌎 World News 🌐⚡️ (@ferozwala) June 2, 2025
Cosa sono i flussi piroclastici
Definizione e caratteristiche
Un flusso piroclastico , detto anche colata piroclastica o nube ardente , è una miscela letale di gas ad alta temperatura, granuli di lava, ceneri vulcaniche e frammenti rocciosi di varie dimensioni che discende velocemente lungo i pendii di un vulcano. Il termine deriva dal greco “piro” (fuoco) e “clastico” (frantumato), indicando materiali che devono la loro genesi alle fasi esplosive del vulcanismo.
I flussi piroclastici possono originarsi attraverso differenti processi:
Collasso di colonne eruttive : Quando una colonna di materiale vulcanico emesso durante un’eruzione esplosiva perde sostegno e cede su se stessa per assenza di vento o per eccessiva densità.
Cedimenti strutturali : Il collasso parziale o completo di un cratere, di un duomo lavico o di parte del fianco vulcanico può generare valanghe incandescenti che trascinano a valle grandi quantità di materiale.
Interazione esplosiva : L’incontro tra lava incandescente e neve, ghiaccio o acqua può provocare esplosioni violente che generano flussi piroclastici , fenomeno particolarmente rilevante sull’ Etna data la frequente presenza di neve sui versanti superiori.
Trabocchi esplosivi : Durante eruzioni particolarmente intense, il materiale può traboccare dai crateri formando flussi che scorrono rapidamente lungo i fianchi del vulcano.
Caratteristiche fisiche estreme
Le peculiarità che rendono i flussi piroclastici così pericolosi sono:
Velocità : Possono muoversi tra 50 e 700 chilometri all’ora, raggiungendo andature che rendono impossibile qualsiasi tentativo di fuga a piedi o in veicolo dalle aree direttamente coinvolte.
Temperature : Il materiale trasportato tocca temperature comprese tra 500 e quasi 1.000 gradi Celsius , sufficienti a incenerire all’istante qualsiasi forma vivente e fondere numerosi materiali.
Densità e composizione : La miscela di gas, cenere, lapilli e blocchi rocciosi forma una massa straordinariamente densa che si muove a contatto con il terreno, diversificandosi dalle nubi di cenere che si elevano in atmosfera.
Effetto cuscinetto d’aria : Studi recenti hanno dimostrato che i flussi piroclastici superano l’attrito grazie a un cuscinetto d’aria che si genera tra la colata e il suolo, consentendo al flusso caldo di avanzare rapidamente anche su superfici irregolari o quasi pianeggianti.
I flussi piroclastici sono responsabili di oltre il 50% delle vittime delle eruzioni vulcaniche mondiali. La loro potenza distruttiva deriva dalla combinazione di:
• Forza d’impatto : L’energia cinetica accumulata durante la discesa può abbattere edifici, sradicare alberi e trasformare radicalmente la morfologia del territorio.
• Temperatura estrema : L’elevatissima temperatura determina combustione istantanea di materiali organici e fusione di metalli.
• Asfissia : I gas tossici trasportati dal flusso causano decesso immediato per mancanza d’ossigeno.
• Sepoltura : Il deposito di materiale piroclastico può sommergere completamente edifici e persone sotto metri di detriti incandescenti.
I flussi piroclastici nella storia dell’Etna
Periodi remoti: le eruzioni pliniane
Circa 15.000 anni fa, durante un’intensa fase esplosiva caratterizzata da numerose eruzioni pliniane, l’ Etna generò una serie di depositi piroclastici ampiamente diffusi sui suoi fianchi. Questi eventi portarono alla formazione di una caldera e costituiscono la più antica testimonianza di attività piroclastica rilevante sul vulcano.
In questo periodo, noto come fase del Trifoglietto (dal nome del principale centro eruttivo dell’epoca che raggiungeva un’altitudine stimata di 2.400 metri), si accumularono ingenti depositi di colate di fango ( lahar ) e flussi piroclastici . Le successioni stratigrafiche visibili nella Valle del Bove mostrano chiaramente i segni di questi violenti fenomeni esplosivi che definirono l’attività dell’antico edificio vulcanico.
Eventi storici documentati
Nota anche come “eruzione di Plinio ” perché descritta dallo storico romano, questo evento rappresenta la prima testimonianza storica certa di flussi piroclastici etnei. La lava e i flussi piroclastici causarono gravi danni alle comunità circostanti e, secondo la tradizione, quando raggiunsero Catania furono miracolosamente fermati dal velo di Sant’Agata , patrona della città. Questo episodio stabilì un precedente nella memoria collettiva dell’associazione tra protezione divina e fenomeni vulcanici distruttivi.
L’eruzione del 1669 rimane l’evento vulcanico più rovinoso dell’ Etna in epoca storica. Cominciata l’11 Marzo e conclusasi a metà Luglio , fu ricordata dai contemporanei come “l’anno della grande ruina”. Sebbene dominata da attività effusiva, l’eruzione produsse anche rilevanti fenomeni piroclastici:
