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Immagine 1

Dalle ultime emissioni dei modelli deterministici, quelli che indagano la Troposfera,  quindi  quelli che, sostanzialmente, prevedono il tempo “stricto sensu” sulle nostre teste,  continua a emergere una dichiarata incertezza sulla possibilità di freddo sull’Italia.

Il Range nel corso del quale correnti fredde potrebbero iniziare a interferire sulla verticale italiana inizia a essere non molto lontano,  stiamo nelle 72/96 ore circa e, dunque, più che incertezze dovrebbero iniziare a venire fuori scenari abbastanza credibili a questa distanza.

 

Invece, ancora nessuna configurazione barica dichiarata, con significativi, almeno per le lande italiane, cambiamenti di scenari tra una emissione e l’altra e tra un centro di calcolo e l’altro.

Le ragioni della particolare difficoltà, in questa fase prossima, di leggere le possibili mosse della circolazione a scala euro-atlantica, le abbiamo già evidenziate e la ragione cardine è senz’altro l’azione piuttosto ravvicinata di due colossi barici:

 

il flusso umido atlantico, visto ancora abbastanza spinto in pieno Oceano, e quello freddo su Est Europa, anzi per buona parte gelido sui comparti Nord-orientali, verso i settori baltici-russi.

Una seconda ragione è certamente la difficoltà, questa connaturata nei modelli matematici, di riuscire a cogliere con congruo anticipo i movimenti retrogradi di masse fredde continentali e, più nello specifico, di riuscire a cogliere la loro traiettoria:

 

molto spesso, essa viene individuata non prima delle 48 ore da una ipotetica interferenza su un determinato settore. Piuttosto verosimilmente, entro metà settimana, il quadro evolutivo sarà più chiaro, perlomeno in riferimento al weekend.

 

Immagine 2

Intanto, però, ancora una volta, andiamo a vagliare, nel contempo, oltre che il determinismo, anche le indicazioni provenienti dai consueti indici teleconnettivi, per cercare di capirne di più in termini evolutivi.

Dall’ultima emissione odierna, immagine 2 allegata, continuiamo a constatare una dichiarata, anzi esasperata negatività dell’indice AO, a testimonianza di un Vortice Polare praticamente in crisi e privo di forze, nel caso specifico dei prossimi giorni, quasi diviso in due lobi oblunghi, uno lungo l’asse Canada/Nord Atlantico, l’altro sull’asse Siberia-Russia-Scandinavia.

 

Naturalmente, in caso di Vortice Polare debole e non strutturato a spirale in sede polare, i nuclei freddi sono agevolati nell’irrompere verso le medie e basse latitudini europee.

 

Naturalmente, in presenza di Vortice Polare debole, i nuclei freddi possono più facilmente avventurarsi verso le aree europee più meridionali, ma non è detto che si indirizzino esattamente verso quelle mediterranee centrali.

Questo è senz’altro vero. Tuttavia, è possibile avere una vaga idea anche dei meridiani oggetto dell’assalto dei nuclei freddi, in particolare, vagliando gli altri due indici descrittivi, ugualmente riportati nell’immagine 2.

 

In primis, l’indice NAO. Esso, da una condizione di dichiarata positività attuale, è dato in calo verso neutralità o anche debole negatività per qualche fase verso o appena dopo metà mese.

L’indice NAO descrive lo stato di tensione del flusso zonale. Se positivo, il flusso zonale è teso e, dunque, sull’Italia spesso c’è anticiclone o insulse correnti umide e miti oceaniche;

 

se negativo, il flusso zonale è troncato da un blocco alto-pressorio atlantico che, però, se l’indice è troppo negativo, potrebbe essere leggermente largo o alto in Atlantico, al punto da spalancare, sì, le porte a possibili correnti fredde, ma con induzione di una loro traiettoria più occidentale, quindi il flusso freddo potrebbe sfondare su Ovest Europa, Francia, Spagna e non sull’Italia, magari interessando solo il Nord o parte di esso;

se, però, l’indice è dato neutro o solo un pelino negativo, queste sarebbero le condizioni ideali per avere un blocco tra Ovest Mediterraneo e Spagna, Francia e flussi freddi più indirizzati sull’ Italia.

Ecco, il quadro index prossimo, fino al 18 circa, sembrerebbe disporsi in quest’ultimo senso, per cui, verso il fine settimana prossimo, al di là dei “balletti simulativi” dei modelli deterministici tra una corsa e l’altra, è piuttosto probabile che vi sia un peggioramento invernale per diverse regioni italiane.

Immagine 3

Sul seguito, altre incognite. Il flusso zonale, specie alle quote alte, media Stratosfera, ma anche bassa Stratosfera, sarebbe dato in nuova repentina ripresa, con velocità in rapido aumento fino a oltre 40 m/s.

Tale evento, se mediamente condizionante la circolazione più in basso (non sempre è condizionante le vicende troposferiche) potrebbe annullare altri tentativi invernali per l’Italia, sostanzialmente destinando l’ultima settimana o gli ultimi 10 giorni di febbraio ad avere una circolazione prevalente dettata da correnti miti, temperature in aumento per l’Italia e condizioni alternate tra piogge e fasi più stabili anticicloniche.

 

Stando agli ultimi dati potrebbe essere questa la sorte per la terza decade.

 

Immagine 4

Ci sarebbe, però, un elemento contrastante tale evoluzione, ossia l’aggiornamento dell’indice MJO, sull’andamento della convenzione in sede oceanica indiana-indonesiana.

La convenzione si esaspererebbe, prossimamente, nelle fasi 8 prima e 1 dopo, verso il pacifico indonesiano.

 

Questo dato, influente per trasmissione dì onde planetarie sulle faccende euro-mediterranee, non deporrebbe per zonalità sparata, piuttosto per blocchi atlantici medio-alti e azioni depressionarie anche a componente fredda per il Mediterraneo, anche centrale.

Nella sostanza, per la terza decade, si potrebbe realizzare anche una manovra mista, tra azioni depressionarie atlantiche-medio-basse e apporti freddi continentali e il tutto in prossimità dei settori centrali del nostro bacino, con conseguenze tutte da valutare per l’Italia.

Dunque, prima di dichiarare a scarso impatto invernale l’ultima decade di febbraio, potrebbero essere necessari diversi giorni di aggiornamento ancora.

Tutto il quadro esaminato deporrebbe, infine, per un marzo, specie prima parte, magari più movimentato in termini invernali, ma su marzo ci esprimeremo in altra sede.

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