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Meteo. In queste ore stiamo osservando un panorama di GELO che coinvolge diverse regioni dell’EUROPA orientale, dove la NEVE ha ricoperto sia le grandi metropoli sia le aree costiere del MAR NERO. Abbiamo spesso sottolineato come questa ondata di aria pungente avrebbe potuto dirigersi verso l’ITALIA, ma ha poi cambiato rotta, lasciando il nostro Paese interessato soltanto da un parziale afflusso di aria fredda che non ha però generato significative precipitazioni nelle ultime giornate. In particolare, le TEMPERATURE nelle zone settentrionali e su alcuni settori orientali risultano rigide rispetto ai giorni passati, ma il quadro meteo non presenta condizioni favorevoli a eventi nevosi. Al momento, qualche fenomeno con fiocchi in quota è segnalato nel Centro ITALIA, sebbene in misura del tutto marginale.

 

Il CLIMA in diverse città dell’EUROPA orientale è decisamente invernale. La NEVE si è accumulata su paesaggi urbani e ha raggiunto anche le coste, con un’eccezionale ondata di GELO sul MAR NERO. L’INVERNO in queste zone appare ancora ben lontano dalla conclusione (ma ben presto la temperatura aumenterà), al contrario di quanto alcuni potrebbero ritenere osservando le condizioni meteo più miti che talvolta si manifestano altrove. Più a occidente, l’ITALIA non sperimenta attualmente precipitazioni rilevanti, ma non bisogna pensare a una fine definitiva del freddo, poiché la stagione invernale può riservare sorprese soprattutto nei primi giorni di marzo.

 

Le regioni settentrionali stanno vivendo TEMPERATURE che spesso non superano i 5 °C nelle ore centrali del giorno, indice del fatto che l’INVERNO non può certo dirsi concluso. Nonostante questo, molte persone percepiscono il clima come mite, forse perché mancano le grandi ondate di GELO che caratterizzavano gli inverni di qualche decennio fa. Alcuni credono infatti che una nuova fase fredda sia ormai improbabile, eppure, osservando le ultime analisi meteo dei modelli, non si può escludere un futuro scossone. Potrebbero verificarsi ulteriori afflussi di aria rigida, specialmente se l’alta pressione di matrice africana dovesse retrocedere a causa delle oscillazioni della circolazione atmosferica.

 

A livello planetario, viviamo una fase in cui l’estensione della NEVE risulta la più ampia dal 2005. Questo dato, rilevato da enti come la NOAA e la NASA, indica che il nostro emisfero è attualmente coperto da strati nevosi che favoriscono ulteriori contrasti termici. Tali contrasti sono particolarmente intensi perché i mari, incluso il MAR MEDITERRANEO, risultano più caldi della norma, e ciò genera potenziali tempeste e burrasche più violente, nonché fenomeni meteo estremi come grandinate o perfino NEVE mista a grani con temperature attorno ai 10 °C. Un esempio recente è avvenuto a MILANO città, dove la gente ha sperimentato un rapido passaggio da condizioni relativamente miti a un episodio invernale improvviso. Questa variabilità riflette il fatto che l’INVERNO non è affatto scomparso e può ancora manifestarsi in forma incisiva in diverse aree geografiche.

 

In NORD AMERICA, alcune regioni hanno subito temperature estreme, come i -40 °C segnalati in determinati STATI a est delle Montagne Rocciose. A CHICAGO la colonnina di mercurio è precipitata fino a -20 °C, mentre a NEW YORK si sono registrati valori prossimi a -10 °C con venti tesi che accentuano la sensazione di freddo. In ITALIA, livelli termici di questo tipo sono molto rari. Eppure, negare che nelle prossime settimane possano verificarsi nuove intrusioni di aria gelida, con NEVE anche a bassa quota, è altrettanto insensato quanto non riconoscere la realtà dei cambiamenti climatici. L’ipotesi di un marzo con caratteristiche pienamente invernali non è esclusa, soprattutto se il vortice polare, attualmente molto compatto, dovesse subire modifiche che lo spingano verso l’EUROPA. Il mese di marzo, inoltre, è per definizione volubile: può favorire precipitazioni più abbondanti, inclusi accumuli di NEVE inaspettati a bassa altitudine, come già accaduto varie volte in passato.

 

È evidente che non ci troviamo alla vigilia di un’era glaciale o di eventi apocalittici. Di certo, però, l’oscillazione delle masse d’aria e la presenza di un’estesa copertura nevosa alimentano meccanismi meteo che potrebbero portare nevicate anche tardive. L’aria gelida si sta spingendo verso l’EUROPA orientale e il NORD AMERICA, mentre il bacino del MAR MEDITERRANEO resta momentaneamente sotto l’influsso di correnti più miti.

 

In futuro, il VORTICE POLARE potrebbe comunque “migrare” in modo inatteso, riportando l’ITALIA in uno scenario di GELO e NEVE anche a primavera inoltrata. Ricordiamo infatti che in passato, soprattutto a marzo, sono cadute nevicate abbondanti, spinti dall’aumento dell’umidità atmosferica che favorisce precipitazioni più rilevanti rispetto a dicembre e gennaio o febbraio. Concludendo, l’analisi meteo ci invita a non abbassare la guardia nei confronti di un INVERNO che, sebbene sembri in declino, potrebbe ancora sorprenderci con nuove ondate di freddo in arrivo. Meteo.

 

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