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La tempesta Darragh, originata al largo delle coste dell’Irlanda, ha intrapreso un percorso di intensità crescente che l’ha vista attraversare le Isole Britanniche prima di dirigersi verso il Mediterraneo. Con il suo arrivo, ha portato venti impetuosi e neve abbondante, causando disagi significativi lungo il suo tragitto.

 

Venti forti e mare in tempesta

Durante la serata di sabato, il cuore della tempesta Daragh si è posizionato sulle Isole Britanniche, generando raffiche che hanno superato i 145 km/h lungo la Manica e le coste atlantiche fino al Roussillon. A Île de Bréhat, è stato stabilito un nuovo record con venti che hanno raggiunto i 129 km/h, superando il precedente massimo del dicembre 1989. Altri picchi notevoli includono 149 km/h al Cap Béar e 147 km/h alla Pointe du Raz e all’Île de Groix.

Le onde oceaniche hanno raggiunto altezze impressionanti, superando i 10 metri al largo di Ouessant e Belle Île en Mer, mentre le coste, tra cui la celebre spiaggia di Étretat in Normandia, hanno subito forti impatti erosivi.

 

La neve invade i Pirenei

La massa d’aria polare marittima, entrata in gioco durante la tempesta, ha determinato un brusco calo delle temperature, facendo scendere il limite delle nevicate dai 2000 metri iniziali fino ai 1000 metri in poche ore. Nei Pirenei, le precipitazioni nevose sono diventate copiose, creando condizioni di blizzard con venti intensi e visibilità estremamente ridotta.

Questa combinazione di aria fredda e umidità ha intensificato le nevicate, con previsioni di accumuli significativi per le prossime 48 ore. Le aree montane si trovano così in una situazione critica, caratterizzata da strade impraticabili, rischio valanghe e temperature gelide.

 

Fattori atmosferici alla base del fenomeno

La potenza della tempesta Daragh è stata amplificata da un gradiente di pressione straordinariamente intenso tra un anticiclone atlantico e una profonda depressione centrata sulle Isole Britanniche. Inoltre, il contributo della corrente a getto a 250 km/h ha accelerato il sistema, mentre una massa d’aria molto fredda, a circa -40°C a 5500 metri di quota, si è scontrata con le temperature più miti delle acque marine (tra 13°C e 18°C), generando una significativa instabilità atmosferica.

Questo contrasto ha dato origine a intensi rovesci temporaleschi con neve a grani, durante i quali si sono verificati i venti più violenti. Tali condizioni hanno contribuito ad alimentare una situazione meteo estrema, accentuando i fenomeni già severi in atto.

 

Impatti sul Mediterraneo e condizioni attese

Proseguendo verso il Mediterraneo, la tempesta porta con sé venti fortissimi e una massa d’aria fredda che potrebbe causare nevicate insolite per le aree montuose limitrofe. Sul Mar Ligure e lungo le coste della Provenza, si attendono mareggiate e condizioni di vento burrascoso, con ulteriori disagi per il traffico aereo e marittimo.

Già nella serata di sabato questa massa d’aria fredda è entrata sul Nord Ovest italiano, causando nevicate fino al piano nel Basso Piemonte e a media quota sull’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano.

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