Questa settimana, le autorità cinesi hanno diramato un allerta gialla a causa delle forti nevicate che stanno colpendo il nord-est del paese. Le immagini degli accumuli nevosi che hanno interessato vaste aree, tra cui Mongolia Interna, Heilongjiang, Jilin e Liaoning, sono rapidamente diventate virali, attirando l’attenzione a livello internazionale.
Le nevicate, iniziate il 25 novembre, sono proseguite per giorni, portando accumuli significativi. In alcune zone della provincia di Liaoning, si sono registrati spessori di neve fino a 25 centimetri, creando difficoltà nella circolazione e richiedendo interventi costanti per garantire la sicurezza.
Il fenomeno è stato aggravato da una ondata di freddo che ha ulteriormente peggiorato le condizioni climatiche nel nord-est della Cina. Questa massa d’aria gelida non si è limitata alle province più settentrionali, ma si è estesa anche a regioni più meridionali come Shandong, Zhejiang e Fujian, influenzando milioni di persone.
In particolare, nelle province di Heilongjiang, Jilin e Liaoning, le temperature hanno subito un drastico calo, con diminuzioni tra 12 e 16 gradi Celsius in breve tempo. Questa caduta repentina dei termometri ha reso ancora più difficile affrontare le abbondanti nevicate, causando disagi sia nei trasporti che nelle attività quotidiane.
Giovedì 28 novembre, ad Harbin, la temperatura minima ha raggiunto -12°C e la massima non è andata oltre -7,5°C, a Linjiang gli estremi sono stati -11°C e -6°C. La sensazione di freddo è stata acuita, oltre che dalla caduta della neve, dalla presenza di un forte vento.
Le autorità cinesi stanno monitorando attentamente la situazione meteorologica, lavorando per limitare i disagi causati dalle condizioni meteo estreme. Le misure preventive includono il trattamento delle strade per prevenire il ghiaccio, l’assistenza alle comunità locali e il rafforzamento delle infrastrutture energetiche, essenziali per far fronte alle richieste di riscaldamento.