Durante la conferenza, sono stati discussi i contributi di discipline come l’intelligenza artificiale, l’astrobiologia e le missioni spaziali, che stanno progressivamente ridefinendo il nostro rapporto con il cosmo e la possibilità di vita oltre la Terra. Vishal Gajjar, ricercatore del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) e parte del progetto internazionale Breakthrough Listen, ha presentato i progressi nelle ricerche. Il Progetto Breakthrough Listen utilizza telescopi avanzati per monitorare circa un milione di sistemi stellari vicini nella speranza di individuare civiltà tecnologicamente avanzate.
Uno dei temi chiave trattati è stato l’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare le enormi quantità di dati raccolti dai telescopi. Storicamente, i ricercatori del SETI dovevano decidere dove cercare i segnali e quali tipi di segnali considerare significativi. Tuttavia, grazie ai progressi nelle capacità di osservazione e nell’analisi dei dati tramite AI, è ora possibile elaborare volumi di dati senza precedenti, migliorando le probabilità di identificare eventuali technosignature extraterrestri.
Gajjar ha evidenziato come i finanziamenti ottenuti abbiano reso possibili nuove iniziative, tra cui l’uso di osservatori come il Green Bank Telescope e il MeerKAT Array per monitorare circa un milione di stelle vicine, identificate dalla missione Gaia. Tuttavia, uno dei principali ostacoli nella ricerca è rappresentato dai numerosi falsi positivi, dovuti alle interferenze tecnologiche terrestri (torri telefoniche, droni, ecc.). A questo proposito, modelli di intelligenza artificiale sono stati sviluppati per filtrare i segnali umani, eliminando efficacemente il 99,8% delle interferenze dai dati raccolti.
Un’altra sfida è determinare quale dovrebbe essere l’aspetto di una technosignature “tipica”. Gajjar ha sottolineato che un segnale riconoscibile, proveniente da una civiltà tecnologicamente avanzata, dovrebbe essere energeticamente sostenibile. Ad esempio, lo spettro radio potrebbe essere più conveniente in termini di consumo energetico rispetto a segnali gamma, che richiederebbero un dispendio di energia significativamente maggiore.
Il futuro della ricerca promette ulteriori sviluppi. A partire dal 2024, il Vera C. Rubin Observatory, attraverso il suo Survey of Space and Time, produrrà circa 20 terabyte di dati ogni notte, mentre lo Square Kilometer Array, previsto per il 2028, sarà in grado di superare la risoluzione d’immagine dello Hubble fino a cinquanta volte, aprendo nuove prospettive nella ricerca di intelligenza extraterrestre.