Seguici su Google

In un contesto di temperature crescenti e record di calore infranti, i lavoratori statunitensi si trovano ad affrontare una vulnerabilità senza precedenti. Le morti e gli infortuni legati al clima sono in aumento, eppure solo pochi stati negli Stati Uniti hanno implementato misure di protezione contro il caldo per i lavoratori. Recentemente, stati come il Texas e la Florida hanno addirittura approvato leggi che impediscono ai governi locali di obbligare i datori di lavoro a fornire pause e acqua ai lavoratori.

 

All’inizio di luglio, l’Amministrazione per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (OSHA) ha proposto una nuova regolamentazione che mira a proteggere i lavoratori dagli effetti diretti e indiretti del calore estremo. Questa iniziativa, la prima del suo genere, risponde agli sforzi dell’amministrazione Biden per contrastare gli impatti del cambiamento climatico sui lavoratori. La regola proposta richiederebbe ai datori di lavoro di offrire acqua e pause di lavoro quando l’indice di calore, che combina temperatura e umidità, supera i 26,7 gradi Celsius. Inoltre, se l’indice di calore raggiunge i 32,2 gradi Celsius, entrerebbero in vigore regole più severe, inclusa l’obbligatorietà di pause di 15 minuti ogni 2 ore.

 

Se finalizzata, questa normativa aggiungerebbe protezioni per circa 35 milioni di lavoratori in tutto il paese, che lavorano sia all’interno che all’esterno. È facile immaginare come i lavoratori all’aperto, come quelli agricoli o edili, sperimentino direttamente gli effetti del calore estremo, ma studi dimostrano che anche i lavoratori al chiuso, inclusi quelli nei magazzini, nelle cucine e nelle fabbriche, sono influenzati dal caldo. Il clima caldo può compromettere le capacità cognitive e la capacità decisionale, portando a incidenti apparentemente non correlati al calore, come cadute dall’alto o errori nel maneggiare macchinari.

 

Il caldo elevato ha ripetutamente dimostrato di portare a un aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro. Uno studio condotto da istituzioni come l’Università della Pennsylvania, l’Università della California, Los Angeles, e l’Università di Stanford, ha scoperto che le alte temperature aumentano significativamente gli infortuni riportati. Utilizzando dati confidenziali dal sistema di compensazione dei lavoratori della California, gli autori hanno scoperto che i giorni con temperature elevate di 32,2 gradi Celsius risultano in un aumento degli infortuni sul lavoro tra il 6% e il 9%, mentre i giorni con temperature di 37,8 gradi Celsius vedono un incremento degli infortuni tra il 10% e il 15%.

 

Le alte temperature non solo hanno effetti negativi evidenti sui singoli lavoratori, ma influenzano anche l’economia più ampia degli Stati Uniti, costando miliardi di dollari in salari persi e produttività ridotta. I dati raccolti da The Lancet rivelano che nel 2021 sono state perse oltre 2,5 miliardi di ore di lavoro a causa dell’esposizione al calore nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, della manifattura e dei servizi. Un altro studio ha scoperto che il calore estremo ha costato all’economia 100 miliardi di dollari in lavoro perso nel 2020, una cifra che si prevede aumenterà fino a 500 miliardi di dollari all’anno entro il 2050.

 

Il calore esacerba inoltre le disuguaglianze di reddito e di salute esistenti nell’economia. I lavoratori con salari più bassi e meno istruiti sono più propensi a lavorare in lavori precari e a vivere e lavorare in luoghi con maggiore esposizione al calore, il che significa che questi lavoratori già marginalizzati affrontano un rischio maggiore di infortuni o morte legati al calore rispetto ai lavoratori più benestanti o più istruiti.

Seguici su Google