Il nome della costellazione ha origini storiche curiose: si narra che un astronomo di corte credesse che una ciocca di capelli perduta dalla regina fosse stata trasformata in stelle dagli dei, da qui il nome Coma Berenices. Questo aneddoto è stato riferito da funzionari dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in occasione della pubblicazione della nuova foto il 24 maggio.
Il Telescopio Hubble ha già osservato NGC 4689 in passato, precisamente nel 2019, e continua a studiare galassie vicine per ampliare la nostra comprensione della loro formazione ed evoluzione. Inoltre, il Telescopio Spaziale James Webb, successore di Hubble, contribuirà significativamente a questa ricerca, fornendo dati nell’infrarosso con un livello di dettaglio senza precedenti. Tuttavia, le osservazioni di Hubble nella luce ultravioletta e visibile sono complementari a quelle di Webb.
Le osservazioni di galassie vicine come NGC 4689 sono fondamentali non solo per comprendere la storia dell’universo, ma anche per investigare la formazione della nostra galassia, la Via Lattea, che potrebbe condividere origini comuni con le galassie vicine. Queste ricerche sono essenziali per decifrare la composizione delle popolazioni stellari e la loro evoluzione nel tempo.