Il problema principale identificato nello studio è la vicinanza di questi spazi sportivi al boulevard périphérique di Parigi, una delle autostrade più trafficate della città. Questa prossimità causa un’elevata concentrazione di diossido di azoto e particelle sottili, con valori che risultano essere da tre a quattro volte superiori a quelli consigliati dall’OMS. Durante l’estate, in particolare, l’accumulo di calore e inquinanti può raggiungere livelli ancora più critici, come evidenziato dai dati raccolti nel 2023.
Gli atleti e i frequentatori abituali di questi impianti sportivi esterni spesso riferiscono di ridurre il tempo di attività fisica a causa di sintomi come irritazione alla gola, vertigini, tosse e persino crisi asmatiche, aggravate dall’intensa circolazione veicolare e dalla presenza di polveri sospese nell’aria. È stato osservato che durante l’attività fisica intensa, l’ingestione di inquinanti può aumentare da quattro a dieci volte rispetto al riposo.
Di fronte a questa situazione, Tony Renucci, direttore di Respire, ha suggerito la possibilità di posticipare alcune competizioni durante i Giochi, specialmente quelle previste in luoghi come lo Stade de France o Roland-Garros, che si trovano molto vicini al périphérique e sono particolarmente esposti all’inquinamento.
Nonostante le misure preventive, come l’installazione di purificatori d’aria nel villaggio olimpico, la situazione rimane critica. L’inquinamento atmosferico è attualmente la terza causa di mortalità in Francia, e molti sostengono che dovrebbe essere dichiarato una “causa nazionale”, meritando maggiore attenzione mediatica rispetto ad altri eventi, come le nuotate nella Senna durante i Giochi.