Il Osservatorio Europeo per la Neutralità Climatica (ECNO), che monitora i progressi dell’UE verso la neutralità carbonica, ha rilevato segnali incoraggianti relativi alla decarbonizzazione della produzione di elettricità e dell’industria, nonché al dispiegamento di tecnologie pulite. Tuttavia, il rapporto dell’osservatorio evidenzia che il progresso complessivo è ancora troppo lento e che la mancanza di finanziamenti climatici sta rallentando la transizione.
Nel 2022, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha precipitato l’UE in una crisi energetica, aggravando ulteriormente la situazione. Durante quell’anno, si è registrato un deficit di investimento di 406 miliardi di euro solo nei settori dell’energia, dell’edilizia e dei trasporti, rispetto a quanto necessario per soddisfare l’obiettivo climatico del 2030. Per allinearsi a tale obiettivo, gli investimenti annuali in questi settori devono aumentare fino a 800 miliardi di euro.
Il rapporto sottolinea anche che, nel 2022, i sussidi ai combustibili fossili sono triplicati rispetto ai livelli del 2021, raggiungendo i 190 miliardi di euro. Questo aumento è stato una risposta dei governi al supporto delle famiglie e delle aziende di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia. È essenziale che tali sussidi vengano gradualmente eliminati e reindirizzati verso il finanziamento della transizione, inclusi aiuti alle famiglie per ristrutturare le abitazioni, installare pompe di calore e passare a veicoli elettrici.
Per accelerare l’azione climatica, è necessario anche aumentare il dispiegamento dell’energia rinnovabile e accelerare la dismissione del carbone, del petrolio e del gas. Per realizzare l’obiettivo climatico del 2030, la quota di elettricità rinnovabile deve crescere 1,4 volte più velocemente, mentre la dismissione dei combustibili fossili deve intensificarsi 1,8 volte.