Scotty Yang, un entomologo della Virginia Tech negli Stati Uniti, ha condotto uno studio dal 2017 al 2023, analizzando le segnalazioni sui social media di veicoli coperti di formiche. Lo studio ha identificato nove specie diverse che praticano l’auto-stop, di cui sette sono classificate come specie invasive. Queste formiche non solo viaggiano attraverso i mezzi di trasporto tradizionali come camion e macchinari agricoli, ma hanno adottato anche le automobili private come nuovi vettori di espansione.
Le condizioni per l’insediamento di queste formiche nei veicoli sono particolari: devono essere in grado di salire a bordo, spesso attraverso le ruote o da alberi vicini, e devono trovare un ambiente all’interno del veicolo che sopporti le loro esigenze di temperatura, evitando generalmente le zone troppo vicine al motore. Inoltre, queste formiche mostrano comportamenti specifici di ricerca di cibo o di nuovi siti per stabilire colonie.
L’uso di tali mezzi di trasporto da parte delle formiche non è solo una curiosità ecologica, ma rappresenta anche un rischio significativo per la biodiversità. Le specie invasive, in particolare, sono note per la loro capacità di spostarsi rapidamente e stabilirsi in nuovi ambienti, dove possono diventare una minaccia per le specie locali. Competono con i predatori autoctoni per le risorse e possono alterare significativamente gli equilibri ecologici esistenti.
Questo tipo di dispersione facilitata dall’uomo amplifica le sfide poste dalle specie invasive, che sono già tra le principali cause di perdita di biodiversità globale. Oltre a diffondersi attraverso mezzi naturali come tronchi galleggianti o correnti d’aria, l’aggiunta di veicoli a motore nel loro repertorio di metodi di dispersione rende ancora più difficile contenere la loro espansione. Le regioni colpite vedono un rapido declino delle loro specie native e un’alterazione degli habitat naturali, spesso con conseguenze a lungo termine.