Durante il solo mese di giugno, circa 70 individui hanno perso la vita a causa delle condizioni climatiche estreme. Il mese di luglio ha visto un ulteriore aggravarsi della situazione, con 112 vittime fino al 20 del mese. Tra il 7 e il 20 luglio, il caldo ha causato la morte di 90 persone, dimostrando come l’incidenza delle alte temperature possa essere sia diretta che indiretta.
Per contestualizzare meglio questi dati, nel corso del 2023, le autorità sanitarie hanno stimato che le morti attribuibili a eccessi di calore abbiano raggiunto le 3.000 a livello nazionale. Il mese di agosto, in particolare, ha registrato più del 60% di tali eventi, con il gruppo degli over 74 che ha rappresentato il 90% delle vittime.
Il sistema MoMo, gestito dall’Istituto di Salud Carlos III e coordinato dal Ministero della Sanità, fornisce aggiornamenti continui su questi dati. Questo sistema è essenziale per tracciare gli eccessi di mortalità legati alle variazioni climatiche e per implementare strategie di prevenzione efficaci. La raccolta di dati avviene quotidianamente e copre diverse metriche, inclusi gli eccessi di mortalità per tutte le cause e quelli specificamente legati alle temperature.
L’analisi di MoMo inizia a metà maggio e si estende fino alla fine di settembre, coprendo non solo l’estate ma anche le ultime settimane della primavera e le prime dell’autunno. È in questo arco temporale che si concentrano i periodi più critici, con luglio e agosto che emergono come i mesi più pericolosi per quanto riguarda gli impatti del calore sulla salute pubblica.
il monitoraggio e l’analisi delle mortalità attribuibili alle alte temperature sono cruciali per comprendere l’impatto del cambiamento climatico sulla salute e per sviluppare interventi mirati a proteggere le popolazioni più vulnerabili. Le statistiche del sistema MoMo sono uno strumento fondamentale in questo sforzo, offrendo una panoramica dettagliata e tempestiva che può guidare le politiche sanitarie e le risposte di emergenza.