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Negli ultimi giorni, un’ondata di calore estremo ha colpito l’ovest degli Stati Uniti, causando temperature che hanno superato i 40 gradi Celsius in diverse aree, tra cui Arizona, Nevada, California e Oregon. Queste condizioni meteorologiche hanno avuto conseguenze tragiche, portando alla morte di oltre venti persone, come confermato dagli uffici dei medici legali locali.

 

Un fenomeno noto come “cupola di calore” ha innalzato le temperature a livelli record dal weekend del 4 luglio, influenzando negativamente la vita quotidiana e la sicurezza pubblica. In California meridionale, per esempio, il caldo intenso ha impedito il normale funzionamento degli elicotteri di emergenza. A Las Vegas, il calore era talmente forte che si potevano cuocere biscotti all’aperto.

 

Il picco di questa ondata di calore si è registrato tra lunedì e martedì, con temperature che hanno raggiunto i 40 gradi Celsius in Oregon e Idaho, superando i record di decenni passati. L’Ufficio del Medico Legale dello Stato dell’Oregon ha riferito di dieci morti “potenzialmente correlate al calore” dall’inizio dell’avviso di calore il 5 luglio. Queste morti sono ancora sotto indagine e non possono essere confermate come direttamente correlate al calore fino al completamento delle indagini.

Le vittime, che variano in età dai 27 agli 87 anni, includono otto uomini e due donne. Questi eventi sottolineano la pericolosità delle alte temperature, che possono avere effetti fatali.

 

In Arizona, non si è vista alcuna tregua dal calore, con avvisi di calore eccessivo ancora in vigore. Anche durante la notte, le temperature minime sono rimaste estremamente alte, oscillando tra i 31 e i 35 gradi Celsius. Le autorità locali hanno avviato database pubblici per monitorare le malattie e le morti correlate al calore, evidenziando l’importanza di tali misure preventive.

 

È essenziale riconoscere che il calore può essere un assassino silenzioso e devastante. Le autorità continuano a esortare la popolazione a prendere seriamente le avvertenze relative al calore, a rimanere idratati e a limitare l’esposizione diretta al sole durante le ore più calde del giorno.

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