Durante l’ultima settimana, si è registrato un picco di 9.105 persone ricoverate per sospetti colpi di calore, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La prefettura di Tokyo ha visto il maggior numero di casi, con 907 ospedalizzazioni. È interessante notare che una grande parte di questi pazienti (39,7%) è stata trovata in casa propria, mentre un altro 20,6% è stato scoperto privo di sensi in luoghi pubblici come strade e marciapiedi.
Quest’anno, le temperature hanno raggiunto i 40°C in alcune aree già nel mese di giugno, segnando la peggiore ondata di calore degli ultimi 150 anni. A Isesaki, una città a nord-ovest di Tokyo, si è registrata una temperatura record di 40,2°C, la più alta mai misurata in Giappone nel mese di giugno. Di fronte a tale scenario, il governo ha sollecitato la popolazione a ridurre il consumo di energia elettrica e ha messo in guardia contro l’uso eccessivo delle risorse.
La situazione ha messo sotto pressione il sistema sanitario, con un aumento previsto del numero di pazienti nei prossimi giorni. In risposta, il Centro di ricerca avanzata in fisica medica e informatica dell’Istituto di tecnologia di Nagoya ha lanciato un sito web per stimare il numero di pazienti colpiti da colpi di calore, coprendo otto prefetture, tra cui Tokyo e Osaka. Questo strumento è vitale per aiutare gli ospedali a pianificare adeguatamente le risorse necessarie, come ambulanze e letti aggiuntivi.
L’umidità, combinata alle alte temperature, rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica. Quando la temperatura del bulbo umido supera i 29°C, il corpo umano perde la capacità di regolare efficacemente il calore. In tali condizioni, è fortemente sconsigliato svolgere attività fisica, poiché il rischio di colpi di calore aumenta drasticamente, indipendentemente dalla condizione fisica dell’individuo.
L’attuale ondata di calore in Giappone non solo mette in evidenza l’impatto del cambiamento climatico, ma sottolinea anche l’importanza di una risposta coordinata e proattiva per proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini.