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La capacità di distinguere tra fatti e opinioni politiche è fondamentale per i cittadini ‍per gestire il flusso di informazioni politiche che ricevono ogni giorno. Tuttavia, ‍secondo ‌una recente ⁤ricerca condotta dall’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, i cittadini statunitensi hanno difficoltà a fare questa distinzione. Il co-autore della ricerca, il Professor Jeffery J. Mondak, ha sottolineato l’importanza di questa capacità in un contesto ⁣in cui il discorso politico sui ‍social media è polarizzato e ⁣la disinformazione virale e generata dall’intelligenza artificiale rendono difficile distinguere i fatti nelle storie politiche.

 

Per indagare su questo fenomeno, i partecipanti allo⁢ studio sono stati invitati a categorizzare ‍12 affermazioni su eventi attuali ⁣come “fatti” o “opinioni”. Quasi la metà dei rispondenti, il 45,7%, ha‍ svolto questo compito non meglio di quanto avrebbe fatto il caso. Tra coloro che hanno avuto più successo, sono emerse alcune caratteristiche comuni: una ⁣maggiore ⁣conoscenza degli eventi attuali e della civica in generale, un livello‌ di istruzione ⁢più elevato e capacità cognitive più forti erano ‍tutti associati a un modesto miglioramento ‍delle prestazioni.

 

Il fattore più influente nelle risposte errate ​era il partito politico. Secondo‍ Mondak, man mano che‌ le opinioni politiche diventano più ⁢polarizzate, democratici‌ e repubblicani tendono a costruire una realtà ‍alternativa in cui​ ritengono che la loro parte abbia i⁢ fatti e l’altra ‍parte abbia ‌solo ⁣opinioni. Questo pregiudizio partitico “distorce la capacità delle persone di ragionare attraverso queste affermazioni” e la tendenza attuale, soprattutto nelle notizie via cavo, è quella ⁤di⁣ confondere opinione e⁣ fatto.

I risultati dello studio mostrano che una parte⁣ sostanziale della ‍popolazione non solo è ⁤in disaccordo sui fatti delle ‍questioni politiche, ma anche sulla ⁣definizione stessa ⁤di ‍ciò che costituisce un fatto. Questo lascia​ le persone suscettibili⁤ di essere manipolate e meno aperte agli ‍sforzi di correzione della disinformazione, come quelli​ delle organizzazioni di fact-checking.

 

Mondak e Mettler sono preoccupati che questo porti le persone ad essere ingannate dalla disinformazione non perché sbagliano sui fatti, ma perché sbagliano su cosa siano i fatti. La ricerca è stata pubblicata nella ‌Harvard⁤ Kennedy School Misinformation Review.

 

Per affrontare​ questo problema, gli autori sottolineano che, sebbene il fact-checking possa essere curativo,‌ non è preventivo. Per questo, dobbiamo tornare a⁤ scuola, quando alle persone viene insegnata per la prima volta la differenza tra ⁤fatti ⁤e opinioni. Le organizzazioni mediatiche possono continuare a rafforzare questa‍ distinzione nelle menti del⁣ pubblico, sottolineando costantemente quando la loro copertura si basa su‌ affermazioni fattuali e quando condividono opinioni. Altrimenti, essere ingannati dalla disinformazione è quasi inevitabile.

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