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La storia dell’intelligenza artificiale nel gioco degli scacchi

Nel 1997, il supercomputer Deep Blue di IBM ha fatto la storia dell’intelligenza artificiale (AI), diventando la prima macchina a battere un campione del mondo in carica – Garry Kasparov – nel gioco degli scacchi. Sebbene Kasparov sia riuscito a pareggiare altre due partite con Deep Blue e ne abbia vinte altre tre, è stata un’impresa notevole per l’AI. Gli scacchi, sebbene meno complessi del Go, sono un gioco complicato con un numero incredibile di partite possibili.

 

La sfida tra uomo e macchina

Sconfiggere gli esseri umani con una macchina ha richiesto decenni di sviluppi nel campo dell’informatica, seguiti, nel caso di AlphaZero di Google, da quattro ore di apprendimento delle regole e del gioco. Quindi, nel 1770, quando Wolfgang von Kempelen presentò al mondo un automa per gli scacchi in grado di sconfiggere gli esseri umani, forse le persone avrebbero dovuto essere un po’ più scettiche di quanto non lo fossero.

 

L’automaton di von Kempelen

Von Kempelen presentò per la prima volta la macchina all’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Era composta da un grande mobile presumibilmente pieno di ingranaggi e altre parti meccaniche, una scacchiera sopra e un umanoide meccanico per spostare i pezzi degli scacchi. Prima dello spettacolo, von Kempelen girò il mobile per mostrare che era vuoto tranne che per la macchinaria e sollevò i vestiti dell’umanoide per dimostrare che non c’era un essere umano o altri trucchi sotto. Poi fece un grande spettacolo di caricare l’automa come un orologio, prima che si mettesse in azione e iniziasse a muovere i pezzi sulla scacchiera.

 

Il successo dell’automaton e la rivelazione del trucco

L’automaton vinse la sua prima partita, impressionando e confondendo la corte presente. Sebbene ci fossero scettici tra la folla e si sospettasse qualche tipo di trucco, l’imperatrice Maria Teresa e altri furono impressionati e deliziati dalla “macchina” per gli scacchi (il funzionamento della quale spiegheremo a breve).

 

Il tour europeo dell’automaton

Von Kempelen fece il giro della macchina per gli scacchi nelle settimane successive, causando scalpore intorno a Vienna. Ben presto, gli fu chiesto di portare la macchina in giro per l’Europa, incontrando e giocando a scacchi contro personaggi famosi dell’epoca. Come un Forrest Gump steampunk del XVIII secolo, il “Turco Meccanico” giocò contro Napoleone Bonaparte, Charles Babbage (spesso considerato il “padre dell’informatica”) e Benjamin Franklin, battendoli tutti.

 

La rivelazione del trucco

Per due decenni, sebbene molti sospettassero che fosse una truffa, nessuno riuscì a capire come venisse eseguita. C’erano anche molti che credevano che il “Turco Meccanico” fosse meccanico come suggeriva il suo nome. La “macchina” era un discreto giocatore di scacchi, ma poteva essere sconfitta, anche dai campioni di scacchi. Conosceva le regole, il che sarebbe stato più che impressionante per una macchina all’epoca, e giocava tatticamente. Infatti, giocava così bene come ci si aspetterebbe da un discreto giocatore di scacchi stipato dentro un mobile per esibirsi in tali condizioni.

 

La macchina fu passata di proprietario in proprietario e continuò a giocare contro i giocatori, finché, nel 1857, il figlio dell’ultimo proprietario rivelò tutto in una serie di articoli per “Chess Monthly”. La macchina era azionata da un giocatore di scacchi nascosto abilmente all’interno del mobile. I pezzi degli scacchi erano magnetici e corrispondevano a una scacchiera sul fondo, permettendo all’operatore di sapere quale mossa era stata giocata. Era poi compito della loro abilità negli scacchi sconfiggere l’avversario.

“Ecco come Benjamin Franklin e Napoleone persero a un gioco da tavolo, non contro una macchina, ma contro un giocatore di scacchi stipato dentro un mobile che azionava un grande burattino di metallo.”

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