Una nuova missione spaziale per monitorare i cambiamenti della Terra
La Terra sta affrontando cambiamenti climatici senza precedenti, con conseguenze dirette sui ghiacciai, le calotte polari e il livello del mare. Per comprendere meglio questi fenomeni e prevedere i loro effetti futuri, la NASA e l’Indian Space Research Organisation (ISRO) hanno collaborato allo sviluppo di un nuovo satellite radar chiamato NISAR, acronimo di NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar. Questo satellite, previsto per il lancio nel 2024, avrà il compito di monitorare in dettaglio le variazioni delle superfici terrestri e glaciali quasi in tempo reale, fornendo dati preziosi per la ricerca scientifica e la gestione delle risorse naturali.
Il ruolo di NISAR nello studio dei cambiamenti climatici
Il satellite NISAR sarà dotato di due sistemi radar, uno con una lunghezza d’onda di 25 centimetri (L-band) e l’altro di 10 centimetri (S-band), che gli permetteranno di osservare le superfici terrestri e glaciali con una precisione senza precedenti. Il sistema L-band sarà in grado di penetrare la neve e monitorare il movimento del ghiaccio sottostante, mentre il sistema S-band sarà più sensibile all’umidità della neve, indicando i processi di fusione. Entrambi i segnali sono in grado di penetrare le nuvole e l’oscurità, consentendo osservazioni anche durante le lunghe notti polari invernali.
Il satellite sarà in grado di raccogliere dati da quasi tutte le superfici terrestri e glaciali del pianeta due volte ogni 12 giorni, fornendo così una visione completa e dettagliata del movimento e della deformazione delle superfici ghiacciate, note collettivamente come criosfera. Queste informazioni saranno fondamentali per comprendere come i processi su piccola scala possano causare cambiamenti monumentali nelle calotte glaciali che coprono l’Antartide e la Groenlandia, così come sui ghiacciai montani e il ghiaccio marino in tutto il mondo.
La risposta della criosfera al riscaldamento globale
La criosfera terrestre sta rispondendo al riscaldamento globale con un aumento della velocità di movimento e una fusione più rapida del ghiaccio. NISAR fornirà misurazioni cruciali per comprendere meglio i processi in gioco e per prevedere come questi cambieranno in futuro. In particolare, il satellite sarà in grado di osservare da vicino cosa succede dove il ghiaccio e l’oceano si incontrano, come nel caso delle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia, che stanno assottigliandosi e sgretolandosi a causa del distacco di iceberg. Queste piattaforme di ghiaccio aiutano a mantenere il ghiaccio glaciale sulla terraferma e, se ridotte, possono causare un flusso e un distacco più rapidi dei ghiacciai.
Il contributo di NISAR allo studio dei ghiacciai montani e del ghiaccio marino
Oltre a monitorare le calotte polari, NISAR traccerà anche i cambiamenti nei ghiacciai montani, la cui fusione ha contribuito a circa un terzo dell’innalzamento del livello del mare osservato dagli anni ’60. I cambiamenti climatici influenzano i modelli di congelamento e scongelamento, che a loro volta possono avere un impatto sulle risorse idriche delle popolazioni a valle. Nelle regioni montuose come l’Himalaya, la capacità di NISAR di operare in tutte le condizioni meteorologiche aiuterà i ricercatori a monitorare la quantità di acqua immagazzinata nei laghi glaciali, essenziale per valutare il rischio di inondazioni catastrofiche.
Il satellite catturerà anche il movimento e l’estensione del ghiaccio marino in entrambi gli emisferi. Il ghiaccio marino isola l’oceano dall’aria, riducendo l’evaporazione e la perdita di calore nell’atmosfera. Inoltre, riflette la luce solare, mantenendo il pianeta fresco attraverso l’effetto albedo. Il ghiaccio marino artico è diminuito per decenni a causa dell’aumento delle temperature dell’acqua e dell’aria che hanno aumentato la fusione. Con una maggiore esposizione della sua superficie alla luce solare, l’Oceano Artico guadagna e trattiene più calore in estate e impiega più tempo a raffreddarsi, il che significa meno formazione di ghiaccio in inverno e una fusione più rapida la prossima estate.
La collaborazione internazionale dietro la missione NISAR
NISAR rappresenta una collaborazione paritaria tra la NASA e l’ISRO e segna la prima volta che le due agenzie hanno cooperato allo sviluppo di hardware per una missione di osservazione della Terra. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, gestito per l’agenzia dal Caltech di Pasadena, in California, guida il componente statunitense del progetto e fornisce il radar SAR a banda L. La NASA fornisce anche l’antenna riflettore radar, il braccio dispiegabile, un sottosistema di comunicazione ad alta velocità per i dati scientifici, i ricevitori GPS, un registratore a stato solido e il sottosistema di dati del carico utile. Il Centro Satellitare U R Rao di Bengaluru, che guida il componente ISRO della missione, fornisce il bus della navicella spaziale, il veicolo di lancio e i servizi di lancio associati e le operazioni della missione satellitare. Il Centro Applicazioni Spaziali ISRO di Ahmedabad fornisce l’elettronica SAR a banda S.
In conclusione, NISAR rappresenta un passo avanti significativo nella nostra capacità di monitorare e comprendere i cambiamenti della Terra. Con il suo lancio previsto per il 2024, il satellite fornirà dati preziosi per la ricerca scientifica e la gestione delle risorse naturali, contribuendo a una migliore comprensione dei processi che stanno modellando il nostro pianeta e il suo clima.