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Il Sole e‌ la sua emissione di raggi gamma

Il Sole, la nostra stella più​ vicina, è noto per la sua luminosità nella luce visibile, ma cosa accade quando si osserva alle energie più‍ elevate⁢ della radiazione elettromagnetica? ‍Uno studio recente ha rivelato che durante l’ultimo massimo solare, le regioni polari‌ del Sole sono state particolarmente attive nell’emettere⁣ radiazioni‌ ad alta energia, un‍ fenomeno ‍che ⁢rimane inspiegato. Questa scoperta è stata riportata in uno studio guidato da un ricercatore della Facoltà di Scienze dell’Università di Lisbona (Ciências ULisboa), in Portogallo.

La ⁤rappresentazione del​ Sole⁤ in raggi gamma è ​una vista⁣ letale, fortunatamente oscurata dall’atmosfera terrestre e visibile solo dallo spazio. Ogni ​fotone trasporta un miliardo di volte più energia rispetto al ⁣suo omologo ultravioletto. Ma ‍come varia nel tempo l’emissione regolare di raggi gamma del Sole? È​ possibile⁣ collegarla ai periodi di eventi violenti ​che osserviamo sulla superficie della ⁢nostra⁣ stella?

 

Comprendere l’emissione di raggi gamma

Lo studio, guidato da⁣ Bruno Arsioli, dell’Istituto⁣ di ⁤Astrofisica e Scienze dello Spazio (IA) in Portogallo ‌e della Facoltà di Scienze dell’Università di Lisbona (Ciências ULisboa), potrebbe ⁤contribuire⁤ a comprendere il processo⁢ ancora ​sconosciuto⁣ che‌ rende il Sole dieci volte più⁣ luminoso in raggi gamma di ‌quanto ci si​ aspettasse. Potrebbe ​anche informare le previsioni meteorologiche spaziali.

I raggi gamma ⁤solari sono prodotti nell’alone della nostra stella e nelle eruzioni​ solari, ma ⁣vengono anche rilasciati dalla sua superficie. Questi ultimi sono stati ⁤il focus di questo studio. “Il Sole è⁢ investito da particelle che viaggiano a‍ velocità prossime a quella della luce provenienti ‍da oltre la ⁤nostra galassia in tutte le direzioni”, afferma Bruno Arsioli. “Questi cosiddetti raggi cosmici sono elettricamente carichi e vengono⁣ deviati dai campi⁢ magnetici del Sole.‌ Quelli ⁤che interagiscono con l’atmosfera⁢ solare producono una pioggia di ‍raggi gamma”.

Gli scienziati pensavano che queste piogge‌ avessero uguali‍ probabilità di essere ‍viste ovunque attraverso il disco ​solare. Tuttavia, ⁤questo lavoro suggerisce che i raggi cosmici potrebbero interagire con il⁤ campo magnetico del Sole e‍ quindi produrre una distribuzione di⁢ raggi gamma ⁢non uniforme in tutte le latitudini della nostra stella.

“Abbiamo anche⁢ rilevato una differenza di energia tra ⁢i ‍poli”, aggiunge Bruno Arsioli. ⁣”Nel ‌polo sud,⁢ c’è ‌un⁢ surplus di emissioni di⁢ energia superiore, di fotoni con 20⁣ a 150 gigaelettronvolt, ‍mentre la maggior parte dei fotoni ​meno energetici proviene dal polo nord”. Gli scienziati non hanno‍ ancora una spiegazione per⁣ questa ⁢asimmetria.

Durante il massimo del ciclo di attività solare, è⁣ evidente che i raggi gamma‌ vengono emessi più ⁣frequentemente ‌a latitudini più elevate.⁤ Erano ⁤particolarmente concentrati sui poli solari nel giugno del 2014,‍ al momento ‍dell’inversione del campo magnetico solare. Questo è il momento in⁣ cui‌ il dipolo del campo magnetico​ del ⁤Sole scambia i suoi due​ segni, un⁤ fenomeno ‍peculiare noto per ⁢verificarsi al picco dell’attività solare, una volta ogni undici anni.

 

Attività solare e dinamiche del‍ campo⁣ magnetico

“Abbiamo trovato risultati che sfidano la nostra attuale comprensione del Sole e‍ del suo ambiente”, afferma Elena ​Orlando, ​dell’Università di Trieste, INFN e Stanford University, e coautrice ‍dello studio. ‍”Abbiamo dimostrato ​una forte correlazione dell’asimmetria nell’emissione di raggi gamma solari in coincidenza ​con il ribaltamento del campo⁤ magnetico solare,​ che ha ​rivelato un possibile collegamento tra astronomia solare, ‍fisica delle‌ particelle ⁤e​ fisica ​del plasma”.

I dati utilizzati⁤ provengono da 14 anni di⁣ osservazioni ⁢con il satellite Fermi Large Area Telescope (Fermi-LAT), tra‍ agosto‍ 2008 e⁤ gennaio 2022. Questo periodo ha coperto un intero ciclo solare, da‌ un‍ minimo al​ successivo, con il picco ⁣nel 2014. Una delle sfide è stata ⁣distinguere le emissioni⁣ solari​ dalle numerose altre fonti di raggi gamma nel ‌cielo ​di sfondo, attraversato dalla ⁤traiettoria apparente⁢ del Sole. Bruno Arsioli ⁣e la​ sua collega Elena Orlando hanno prodotto‍ uno strumento per integrare tutti gli eventi di raggi gamma solari‍ entro una finestra dell’ordine di 400 a 700 ⁣giorni, e ⁤questa finestra può scorrere lungo il periodo di‍ 14 anni. Attraverso questa visualizzazione, i ​momenti di⁤ eccessi ‌polari ⁢sono diventati chiari, così⁢ come‌ la ‌discrepanza energetica tra nord e sud.

“Lo studio delle emissioni di raggi gamma dal ​Sole rappresenta una⁢ nuova finestra per⁣ indagare e ​comprendere i processi fisici che avvengono nell’atmosfera della nostra stella”, afferma Arsioli. ⁢”Quali sono i processi che creano questi eccessi ai poli? Forse‍ ci sono meccanismi ⁣aggiuntivi che generano raggi gamma⁢ che vanno oltre l’interazione dei⁣ raggi⁢ cosmici con la superficie del ​Sole”.

Tuttavia,‍ se ci atteniamo ai raggi cosmici, potrebbero funzionare⁣ come una sonda dell’atmosfera solare interna. ​L’analisi ⁢di queste osservazioni Fermi-LAT motiva anche un ⁣nuovo approccio teorico⁢ che dovrebbe considerare una descrizione più dettagliata dei campi magnetici del Sole.

Il ‍possibile collegamento tra ‌la produzione di raggi gamma del Sole e⁣ i suoi spettacolari⁣ periodi⁤ di eruzioni solari e di eiezioni di massa coronale‌ più‌ frequenti, ‌e ​tra questi e i cambiamenti ‌nella configurazione magnetica della nostra stella, potrebbe ‍essere un ingrediente per ‍migliorare i modelli fisici che prevedono​ l’attività solare. Questi​ sono alla‌ base delle previsioni meteorologiche spaziali, essenziali per proteggere gli strumenti ‍sui satelliti nello spazio⁢ e le‌ infrastrutture di telecomunicazioni ed elettroniche sulla Terra.

“Nel 2024 e l’anno successivo vivremo un nuovo massimo solare, e un’altra inversione dei poli magnetici del Sole è già iniziata. Ci​ aspettiamo entro la fine del 2025 di rivalutare se l’inversione dei campi magnetici è seguita da un surplus nelle emissioni ⁣di⁣ raggi gamma dai poli”, afferma Bruno Arsioli. Elena Orlando aggiunge: “Abbiamo trovato la chiave per sbloccare ‍questo mistero, che suggerisce ​le future direzioni che dovrebbero ⁤essere prese. ⁣È‌ fondamentale che il telescopio Fermi operi ⁣e osservi il Sole nei prossimi anni”.

Ma i raggi gamma solari hanno⁤ probabilmente ancora molto da rivelare ‍e richiedono ulteriore​ attenzione. Questo studio ora‍ pubblicato rafforzerà il caso⁣ scientifico per⁤ il monitoraggio continuo del Sole da parte ‌della prossima generazione⁢ di ‌osservatori spaziali di raggi gamma. “Se si stabilisce che le emissioni ad ⁤alta ⁢energia trasportano davvero informazioni sull’attività ​solare, allora la prossima missione dovrebbe​ essere pianificata per fornire dati in tempo reale sulle emissioni di⁤ raggi gamma dal ‌Sole”, afferma Arsioli.

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