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Una stagione invernale devastante per la Mongolia

La Mongolia sta affrontando un inverno particolarmente duro, con nevicate abbondanti e temperature che hanno raggiunto i -50°C. Questo fenomeno, noto come dzud, ha causato la morte di oltre 2 milioni di capi di bestiame, lasciando le comunità di pastori in una situazione critica. La situazione è stata aggravata da una siccità estiva che ha impedito agli animali di accumulare le riserve di grasso necessarie per sopravvivere all’inverno. I pastori nomadi, che rappresentano circa un terzo della popolazione del paese, sono particolarmente colpiti, trovandosi isolati e senza possibilità di procurarsi cibo e fieno per il bestiame.

 

Un inverno senza precedenti

La Mongolia è abituata a inverni rigidi, ma quello attuale si sta rivelando più brutale del solito. Le nevicate record e il freddo intenso hanno portato alla morte di 2,1 milioni di capi di bestiame, un numero che è aumentato drasticamente rispetto ai 670.000 decessi segnalati meno di 10 giorni prima. Questo dato rappresenta una netta crescita rispetto alle statistiche ufficiali che contavano 64,7 milioni di animali, tra cui pecore, capre, cavalli e mucche, alla fine del 2023.

 

La vulnerabilità dei pastori nomadi

I pastori nomadi della Mongolia, che costituiscono circa un terzo dei 3,3 milioni di abitanti del paese, sono particolarmente esposti agli effetti devastanti del dzud. Il maltempo ha reso difficile trovare erba per il pascolo a causa dei pascoli innevati che si sono trasformati in ghiaccio, e ha anche isolato i pastori, rendendo difficile l’acquisto di cibo e fieno dalle città vicine.

 

Il fenomeno del dzud e le sue conseguenze

Il dzud è un evento meteorologico estremo che comporta enormi perdite di bestiame, con il 70% della Mongolia attualmente alle prese con condizioni di “dzud” o “quasi dzud”. Questo rappresenta un aumento significativo rispetto al 17% dell’anno precedente. La situazione è stata ulteriormente aggravata da una siccità estiva, che ha lasciato gli animali senza sufficienti riserve di grasso per resistere all’inverno.

 

La storia del dzud in Mongolia

La Mongolia ha sperimentato sei dzud nell’ultimo decennio, incluso l’inverno del 2022 al 2023, quando sono morti 4,4 milioni di capi di bestiame. Il dzud più mortale registrato è stato nell’inverno del 2010 al 2011, quando sono morti oltre 10 milioni di animali.

 

Le misure di intervento

Le Nazioni Unite hanno evidenziato la gravità del dzud di quest’anno, sottolineando la necessità di interventi immediati per aiutare le comunità di pastori colpite. È fondamentale fornire supporto per garantire che i pastori possano procurarsi cibo e fieno per il bestiame e per aiutare le famiglie a riprendersi dalle perdite subite.

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